SIRIA

SIRIA

A questo punto anche le pietre hanno compreso che, l’ennesimo bombardamento sulla Siria non ha nessuna delle “giustificazioni” moraleggianti, che sono state distribuite con un’operazione mediatica alle popolazioni occidentali.
L’ultima montatura sulle armi chimiche ha lo stesso carattere dell’”attacco polacco” costruito da Hitler per giustificare l’invasione della Polonia, con l’unica variante che, nella trattazione mediatica e politica occidentale, ha assunto contorni identici a quella italiana sulla “nipote di Mubarak”.
Se qualcuno sopravviverà, al termine sarà interessante stabilire quanti milioni di persone hanno perso la vita da quando l’imperialismo USA, con il suo cane da guardia nell’area, Israele e il codazzo d’alleati europei e non solo, hanno deciso che l’area è “roba loro”.

L’ultima montatura sulle armi chimiche ha lo stesso carattere dell’”attacco polacco” costruito da Hitler per giustificare l’invasione della Polonia, con l’unica variante che, nella trattazione mediatica e politica occidentale, ha assunto contorni identici a quella italiana sulla “nipote di Mubarak”. Se qualcuno sopravviverà, al termine sarà interessante stabilire quanti milioni di persone hanno perso la vita da quando l’imperialismo USA, con il suo cane da guardia nell’area, Israele e il codazzo d’alleati europei e non solo, hanno deciso che l’area è “roba loro”.

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Se qualcuno sopavviverà, perché è ormai evidente che nessuno in quest’accozzaglia criminale è disposto ad ammettere qualcosa di diverso dalla propria supremazia assoluta.

A peggiorare le prospettive di per sé già fosche, si aggiunge sia l’attacco a tutto campo di Trump che, oltre alla Russia è indirizzato alla Cina e a chiunque si ponga su un piano di non allineamento, sia i problemi politico-economico interni, i quali oltre ad insidiare Trump stesso, insidiano gli aspiranti comprimari inglesi e francesi.
La situazione è grave, molto più di quanto si possa percepire dagli ultimi avvenimenti.

Il fatto che la popolazione russa sia impegnata in preparativi che possano limitare i danni da bombardamento atomico, dà la misura del livello raggiunto dalla situazione al momento.

Di fronte a tutto questo l’ulteriore nota dolente è rappresentata dalla situazione italiana.

Il paese, ormai ridotto a base atomica USA , legato sino all’autolesionismo all’impero e alle sue imprese belliche, riduce, per bocca di Gentiloni, il sostanziale utilizzo delle basi militari poste in Italia per l’aggressione alla Siria, ad una generica dichiarazione pacifista, condita in modo infantile con l’affermazione che i bombardieri non sono partiti da esse.

Come se ignorasse che gli occhi dei bombardieri, i pattugliatori, nonché il sistema radar USA stanziato in Sicilia, sono parte integrante delle operazioni militari.

Il paese, ormai ridotto a base atomica USA , legato sino all’autolesionismo all’impero e alle sue imprese belliche, riduce, per bocca di Gentiloni, il sostanziale utilizzo delle basi militari poste in Italia per l’aggressione alla Siria, ad una generica dichiarazione pacifista, condita in modo infantile con l’affermazione che i bombardieri non sono partiti da esse. Come se ignorasse che gli occhi dei bombardieri, i pattugliatori, nonché il sistema radar USA stanziato in Sicilia, sono parte integrante delle operazioni militari.

Non è causa di patemi d’animo l’apparente allineamento di Salvini su posizioni pacifiste, il quale è ispirato dall’uso strumentale della questione immigrazione, usata come una clava dalla Russia per scompaginare lo schieramento NATO e che, tra l’altro, trae origine dalla presenza della componente cecena dell’Isis, la stessa che a suo tempo fu strumento di destabilizzazione della cecenia stessa, per conto degli Stati uniti.

Resta il fatto che, di fronte all’avventurismo militare occidentale perennemente sul filo del rasoio fra guerre regionali e conflagrazione generale, nulla sembra scuotere gli schieramenti politici nostrani.

Buon ultimo arrivato è quello capitanato da Di Maio, il quale non si fa problema di porsi come garante dell’organizzazione delinquenziale che rende possibile il massacro, al pari dei governanti precedenti e attuali.
Alla fine chi ha da perdere è il popolo che ancora, come sempre pagherà anche col proprio sangue.

Ma a proposito del sangue degli innocenti, occorre aggiungere che nessuno può dirsi davvero tale se non mette in campo tutte le sue possibilità di lotta.

Occorrerebbe pensarci, anche se, forse è davvero troppo tardi.

G Angelo Billia

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