#Socialdistancing

 

Tavola di schizzi che sta arrivando a materializzare l’idea di una farfalla realizzata plasticamente con una serie di mascherine, progetto che ben rappresenta la tensione di desiderare un mondo e una didattica dell’arte con le mascherine di protezione volate via.

Seconda prospettiva di lavoro sul tema di una visione allertata a tutelarci dal Covid 19, in questo caso, riflessa in un iride che assume la forma del Corona Virus, c’è l’immagine dell’altro di cui si teme il contagio.

 

In questo caso si sta lavorando sul proprio nome tradotto in carattere grafico, il progetto evolverà anche in questo caso, elevando a modulo la mascherina, sulla base delle combinazione di diverse mascherine verrà chiesto d’elaborare un carattere grafico.

Mi sono prestato come modello per uno studio di ritratto, interessante constatare come sullo schema di costruzione del volto, stia stato ritratto una maniera somigliante, ma che rimanda (realmente) al mio volto d’adolescente, ossia di trent’anni fa, quasi come l’età della ritrattista abbia operato come un applicazione algoritimica e come se la visione di chi mi ha ritratto sia stata calibrata sulla sua età piuttosto che sull’età del soggetto che ritraeva.


 

Schizzo molto plastico, forse anche perché eseguito con pastelli a olio che naturalmente hanno sulla superficie di lavoro un impatto materico di riflesso tridimensionale.

 

Interessante traiettoria di possibile ricerca, ben presentata anche come impaginazione, la frontiera di ricerca è quella d’immaginare il mito di Icaro (e del padre Dedalo) in chiave di distanziamento sociale.

 

Lavoro che progettualmente comincia a presentarsi tramite appunti scritti, anche in modalità interattiva, la didascalia appuntata recita “aprite la mente come se apriste un regalo”, serve a questo punto capire se le decorazioni optical che si stanno studiano, effettivamente stimolino cromaticamente aperture mentali.

In questo caso, si sta studiando come all’interno di una macchina narrativa scenografica complessa, rappresentare plasticamente l’idea della negatività, della paura e del terrore diffuso, rappresentandolo come fosse qualcosa di fisico, plastico e materico.

 

Sviluppo di progetto molto interessante, con un volto scoperchiato, dove il distanziamento sociale è rappresentato come un roditore che rosicchia le connessioni neuronali, chiaro (anche se non voluto) il rimando ai roditori di Banksy.

 

Si era partiti progettualmente dalla suggestione del mito di Narciso, sembra di tavola in tavola diventare qualcosa di morfologicamente vivo, quasi come se si stesse inseguendo un’idea di flora ciclicamente rinata, estremamente suggestiva come traiettoria di ricerca.

Tentativo d’indagare plasticamente come un disegno lineare possa diventare volumetrico all’interno dei suoi movimenti in uno spazio.

Studio di ritratto che ha una sua caratterizzazione, da equilibrare meglio gli standard di canoni, proporzioni e strutture geometriche di base, la strada della caratterizzazione in forma d’autorappresentazione, pare essere stata presa.

 

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