#Socialdistancing: distanziati siamo e restiamo

Tutti con la mascherina, è una moda mettere l’amuchina,

stiamo vivendo una pandemia che non va più via.

I contagi stanno aumentando e noi ci stiamo preoccupando,

tornare in video lezione sarebbe una delusione.

Corona virus il nostro nemico, rimarrà soltanto un ricordo antico.

 

 

Lavoro in ingresso che bene racconta le difficoltà nel tempo della comunicazione artistica a distanza, basta l’assenza di connessione per ritrovarsi indietro nei contenuti e nelle informazioni quotidiane.

Tavola di schizzi ben concepita e bilanciata, chi me l’ha presentata mi ha fatto notare che tra queste traiettorie che si è appuntata, svilupperà l’idea dell’isolamento in un cubo di plastica, nell’ambito del quale svilupperà diverse ipotesi di lavoro.

Il Focus del progetto è quello dell’isolamento sottoposto alla vista e alla visione permanente dell’altro, in altre parole isolati si, ma senza privacy alcuna.

 

Tavola di schizzi incompleta e non blianciata, si ricorda come possano essere utili anche delle indicazioni scritte per bilanciare una prima presentazione/idea di progetto, in questo caso si nota come il segno sia poco plastico e volumetrico.

Interessante traiettoria di lavoro potrebbe essere quella di un qualsiasi virus che viaggia attraverso un contenitore, l’idea del packaging del virus è qualcosa che in fondo la moda veicola da sempre.

In questo caso la creativa non accetta l’idea del drago veicolo del virus e mi propone un’idea di visione che vada oltre il distanziamento sociale e colga e veicoli messaggi di futura speranza e rinascita, attendo gli sviluppi del suo iter progettuale, fondamentale è piegare le proprie esigenze di comunicazione artistica (e se vogliamo spirituale) a un tema di lavoro, anche quando questo appare complicato, un tema di lavoro è uguale per tutti coloro che l’affrontano, ma il modo di trattarlo è assolutamente individuale.

Lavoro molto interessante nel segno plastico, da sviluppare l’idea delle pillole che potrebbero diventare piccoli oggetti estetici in relazione alla causa effetto di comunicazione sulla quale si sta ragionando.

Studi di volto in chiave pop che ci ricordano i lavori dell’artista Angelo Barile, gli schizzi presentati non hanno però ancora la dovuta tridimensionalità e il segno plastico, resta da chiarire quale contenuto artistico dovranno veicolare.

Lavoro che nella sua circolarità si presenta quasi ipnotico, chiaro che ci si riferisca a un assembramento e che tutto ruoti (come in un mandala) intorno alla figura centrale, l’unica a indossare la mascherina, si attendono chiarimenti in relazione a come questa idea sarà sviluppata nelle tavole a venire.


In questo caso si sono appuntate una serie di suggestioni che veicolano il contenuto del lavoro, la paura permanente che da un momento all’altro il lockdown possa confinarci tutti ai domiciliari.

Da sviluppare l’idea della mascherina che sembra con le mani giunte volerci evitare comunicazioni interpersonali, intuizione da sviluppare con ulteriori tavole di schizzi.

Il distanziamento sociale sintetizzato nella solitudine e l’autoreferenzialità degli intrattenimenti ludici virtuali.

Col Corona Virus la scuola scompare, col distanziamento l’arte è da salvare.

Presentazione originale, con atteggiamento zen, si medita in solitudine mentre il Covid 19 si muove intorno a noi.

Non rispettare il distanziamento sociale sarebbe un problema ambientale, 

la mascherina va portata e deve essere sopportata.

 

Una delle poche presentazioni del test d’ingresso che ha tradotto in immagine l’esercizio della libera associazione di rime sul tema:

Ci sono tanti assembramenti ma le mascherine stanno sotto i menti, 

i contagi aumentano di giorno in giorno ma nessuno conosce la situazione del mondo. 

Ci rimane solo lo sguardo per arrivare al nostro traguardo.

Barricato in casa con il  Covid alla finestra.

Siamo chiusi in casa da Marzo, per uscire guanti e mascherina per colpa di un virus pazzo.

Ancora non è stata trovata la medicina.

Siamo stati costretti a tenere la distanza,

dobbiamo stare attenti , e anche le lezioni nella nostra stanza,

e anche non creare assembramenti.

Ora che le lezioni sono cominciate, bisogna prestare attenzione,

e non fare bravate per la salute delle persone.

Lavoro di presentazione molto poetico, un’identità colorata dietro una mascherina appesa. e sospesa, intorno a lei solo mascherine appese, come se le fosse impossibilitata la visione di altri colori oltre i propri, presentazione in ingresso metaforica e poetica.

Distanziati siamo ed è così che restiamo, 

non ci saremo mai immaginati d’essere così condannati,

la mascherina parte di noi anche se non è quello che tu vuoi.

 

 

 

 

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