#Socialdistancing è quello che vuoi?

Una presentazione (da test d’ingresso) con un evidente richiamo alla DAD (didattica a distanza), si lavora interconnessi e il proprio laboratorio diventa il proprio personal computer.

 

Dal particolare è chiaro quante e quali siano le dinamiche della didattica a distanza, non c’è contatto sensoriale, ragion per cui il contatto lo si cerca, anche in chiave terapeutica con il proprio animale (gatto in questo caso) domestico.

Intuizione che potrebbe farci porre una serie d’interrogativi da sviluppare in chiave progettuale, si sta mostrando il gatto all’interlocutore in videoconferenza? Si sta chattando? Con chi?

Idea che sviluppata può divenire potenzialmente interessante, quella della propria immagine in videoconferenza tradotta nel linguaggio delle arti visive classiche (pittura e/o scultura).

 

Sempre dal test d’ingresso, un occhio che tenta di vedere a distanza un cervello che sappia stimolarlo creativamente.

 

Presentazione interessante, dove due punti interrogativi s’intrecciano ricordando lo stilema dell’infinito e del dna, quasi sottintendendo come il porsi delle domande sia una condizione fondamentale dell’evoluzione umana, serve ora capire con una seria di tavole di schizzi come si possa estetizzare questo contenuto andando oltre la logica della sintesi del logo grafico.

Tavola di schizzi, la tavola di schizzi è l’illustrazione del processo grafico che porta l’artista attraverso il disegno a rappresentare un’idea da relazionare al tema di lavoro, in questo caso il focus della ricerca è sulla tematica del distanziamento sociale (non potrebbe essere altrimenti, dal momento che tutta la realtà del vissuto scolastico in questo momento è impostata intorno a questa problematica relazionale).

 

“Il distanziamento è parte di noi, 

social distancing è quello che vuoi.

Tra metri di distanza si muove l’ignoranza,

nella mia stanza lo spazio è abbastanza.

Nei bus ci sono persone, che con i lamenti è vera disperazione.

Tutto sommato non è così male, con l’unione potremo rimediare.”

Questo breve testo in rime, accompagna una prima intuizione/descrizione del tema di lavoro, dove si osserva il virus dall’interno del proprio spazio che pare presentato come una cellula.

Tra i brani della playlist di oggi del laboratorio:

 

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