#Socialdistancing: in lontananza l’ambulanza

 

Mentre siamo tutti a casa,

la città dalla solitudine è invasa.

Con lo schermo sempre acceso, 

mentre il lockdown si è esteso.

Intanto in lontananza si avvicina un’ambulanza.

Il tempo passa in fretta,

ma allo stesso tempo non passa mai,

sempre dentro la mia cameretta.

Aspettando che tutto finisca, bye.

 

 

Tre tavole di schizzi, sul tema di lavoro annuale, si sta progettando un avatar, un alter ego, una cover della propria personalità al tempo del distanziamento sociale, che quotidianamente affronta, e si confronta, con le problematiche del distanziamento sociale, a questo punto serve studiare e caratterizzare questa idea elevandola a progetto, e all’interno di una stessa tavola di schizzi, presentare il personaggio sul quale si sta impostando il progetto, una guida in tal senso potrebbero essere anche gli schizzi di gestazione (o presentazione) di personaggi di fumetti, come il Topolino di Walt Disney nella tavola a seguire di Joe Grant.


 

 

Proposte di sintesi sul tema di lavoro, la prima tavola proposta, ha qualcosa di vicino ai “capricci” di Goya, dove il distanziamento sociale pare essere “l’incubo della ragione che genera mostri”, nel secondo bozzetto (immagino non finito), invece regna un’atmosfera da solitudine dell’umano che fa pensare a certi scenari di Hopper.


Schizzi dalle molte suggestioni, suggeriscono uno studio plastico, ma anche uno studio di caratterizzazione di personaggi, nell’ambito delle discipline plastiche si potrebbero realizzare plasticamente dei piccoli prototipi dei personaggi, ma li si potrebbe anche fare vivere in uno spazio tridimensionale multimediale come pare suggerire il progetto, potrebbe essere un ragionamento narrativo tavola per tavola da traslare in un fumetto o in un’animazione  con la tecnica dello stop motion (che raccontino ovviamente sempre del distanziamento sociale), lavorare in tal senso comporterebbe ovviamente un grosso sforzo di scrittura e di sequenzialità di disegni da animare tridimensionalmente nello spazio del foglio.

 


Schizzo interessante che per farsi progetto deve definire in che modalità mostrarsi tridimensionalmente fuori dal foglio dove si sta rappresentando come idea, una possibilità potrebbe essere quelle di tante sagome seriali in uno spazio, mi vengono in mente per esempio le sagome di Mario Ceroli, ma interessante potrebbe essere anche riciclare giochi o giocattoli seriali e standard ( come gli omini lego o i soldatini, ma anche vecchie barbie) contestualizzandoli e presentandoli come oggetti d’arte sul tema del distanziamento sociale, l’arte contemporanea con artisti come i fratelli Chapman rivista da sempre giochi e giocatolli di massa, tramutandoli in oggetti plastici che si confrontano con temi sociali e con la storia dell’arte.

Barbie eroe infermiera con mascherina.
Barbie in quarantena.
Barbie al tempo del Covid 19.
Le sagome di Ceroli.
Gli omini lego modificati potrebbero essere utili a un progetto dove ciò che si vuole evidenziare è la serializzazione dei comportamenti.
I fratelli Chapman partendo dall’estetica del gioco e del giocattolo creano scenari plastici che si confrontano per pathos con la storia dell’arte occidentale oltre che con le problematiche sociali e culturali del tempo presente.

M a e s t r a l e beat by Kassiusbeatz —————————————— Il Maestrale , in sardo campidanese Bentu Estu, soffia forte in Sardegna, l’isola che ha dato vita ai pionieri del Rap made in Sardinia , i Sa Razza. Ruido e Quilo tornano con una nuova traccia inedita che inaugura un percorso di nuovi progetti.

In questi tempi difficili per la musica, i Sa Razza continuano a far soffiare le loro rime affinché arte e cultura hip hop restino vive, un atto di resistenza vera.

La produzione è stata affidata al beat maker sardo KassiusBeatz mentre lo street video è stato girato a Cagliari da Roberto Pili (ex studente del Foiso Fois).

 

 

 

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