#Socialdistancing: mascherina come accessorio

La mascherina è diventata un accessorio,

il rossetto è finito nel dimenticatoio,

il suono dell’ambulanza mi stressa,

talvolta mi sento depressa.

 

Studio di diamante, va cercata la modalità di fare interagire il diamante come forma simbolica, con la tematica di lavoro del distanziamento sociale, un primo focus di lavoro comincia ad esserci:

Tutti possiedono un diamante?

Un oggetto dall’alto valore economico e simbolico può costituire una discriminante di distanziamento sociale?

Studio di figura intera, in questo caso stilizzata, con appunti di caratterizzazione del personaggio, personaggio che dagli appunti si presenta come uno spirito benefico che opera per salvaguardare la nostra salute distanziandoci socialmente, interessante la sincronica di contenuto tra questa figura e le istituzioni, chi sta studiando questa figura fatica a trovarle un nome, la si chiamasse Italia?

Trovo interessanti anche gli appunti sul personaggio:

  • Questa tizia (la chiameremo Italia?) adora le felpe, a patto che non siano troppo corte e strette.
  • Si tratta di una tizia morta d’infarto dopo avere visto un ragazzo mangiare una pizza all’Ananas.
  • Il post infarto l’ha resa un fantasma, che invade le case delle persone dove si pecca cucinando pizze con ananas.
  • Impazzisce quando vede indossare felpe troppo strette, pare abbia capito che chi indossa felpe molto strette scrive post sui social network con frasi tipo “buongiornissimo”.
  • Ha un nemico il cacciatore di fantasmi.

Si tratta di una figura allegorica che non ama le felpe strette, e quindi ama l’eleganza e l’armonia del vestire (anche casual), è così sensibile al gusto che anche solo la vista di uno che mangia una pizza con ananas l’uccide.

Non ama chi non sa comunicare sui social network e rappresenta una realtà che non ha nulla a che fare con l’essenza di quello che si vive.

Un fantasma della memoria della cultura e dell’eleganza, penso si possa chiamare Italia e partire da questo nell’incanalare questa ricerca progettuale sul tema.

 

Focus di lavoro interessantissimo, un sommergibile è metafora di un mondo sommerso, dell’underground, questo sommergibile però vola per aria, è sopra le nuvole, volteggia sulle nostre teste.

Metaforicamente l’idea è funzionale, vorrei ora capire di più su questo focus progettuale, chi sono gli abitanti di questo sommergibile che nasceva per essere sommerso e ora vola?

Tutto ciò che è sommerso sovente è percepito come alieno, quindi potrebbe esserci qualsiasi cosa a bordo, come nel pezzo d’Enzo Avitabile “Soul Express”:

 

Chérie
Chiamami se lo vedi
E credimi questo treno se lo perdi non lo prendi più
Lui che non ha frontiere e vola su mari e muri
Sulle città e le ciminiere
Soul express
Certamente non è d’oro
Soul express
Ma vedrai non ha colore
Soul express
Viaggia solo ad una classe
Soul express
Chérie
Senti una sola lingua
Si mangia la stessa cosa eppure gratis puoi salire su
Vedi tutte le razze, ci sono di tutti I tipi
Umani, extraterrestri e dei.
Soul express, vecchi giovani e bambini
Soul express, ladri santi matti e gay
Soul express, volti strani ed ubriaconi
Soul express
Soul express
Soul express

Studio di sagome da contestualizzare in una rappresentazione fisica da costruire sul distanziamento sociale.

 

Test d’ingresso che bene da l’idea del distanziamento sociale e quanta frammentazione determina la didattica a distanza.


A distanza in video conferenza abbiamo insieme svolto un esercizio di costruzione del volto a mano libera di getta, stiamo tentando di possedere lo schema standard di rappresentazione di un volto e renderlo un automatismo psichico della visione quando si osserva un volto da caratterizzare (anche il proprio).

Siamo arrivati a questo punto, tavola nr.5.

 

 

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