#Socialdistancing: siamo tornati organizzati!

“Se non tieni la distanza sociale rischi di finire male,

magari all’ospedale.”

Più che un disegno di presentazione, questa si presenta come una tavola di schizzi sul tema di lavoro annuale #socialdistancing, interessante la scansione temporale di mese in mese, serve riuscire ad acquisire una capacità di sintesi per immagini (una cosa è rispondere a una richiesta di schizzi progettuali, altra di sintetizzarsi con un disegno per presentarsi).

“Il corona virus ci ha scombussolati,

per questo ora siamo cambiati.

Per strada ora ci sono mascherine,

che sono brutte ma servono molto infine.

Dopo questo periodo più forti saremo 

e se i contagi diminuiranno, un grande sorriso a denti scoperti faremo.

Non ci aspettavamo proprio quest’anno,

camminiamo e pensiamo che presto noi del Covid ci liberiamo,

però ora indossiamo la mascherina e usiamo l’amuchina.”

Anche in questo disegno di presentazione l’impianto è narrativo, come si trattasse di un immagine di un fumetto, dove il pensiero è nelle nuvolette in modalità didascalica.

Disegno di presentazione con molta personalità, se non altro perché eseguito con i pastelli a olio che dovranno essere usati in un secondo momento (quando verrà acquisita la capacità di schizzare delle idee senza frustrazione e ripensamenti, facendo a meno della gomma da cancellare).

“Certe volte sembra che per cambiare le carte,

non resti che partire su Marte.

Tutte le vecchie abitudini spazzate via, 

dimenticate come un’amnesia.

In un tempo in cui nessuno è veramente vicino, 

con la paura di un invisibile aguzzino,

nessuno capisce se gli stai sorridendo, 

con la speranza di un futuro meno orrendo.

Ci si rappresenta in questo disegno di presentazione con alle proprie spalle (o dentro?) una bolla trasparente che sembra rimandare tramite un riflesso a un pericolo letale (il riflesso più evidente della bolla pare richiamare a una falce).

Intorno alla ragazza ci sono tutte le parole di raccomandazione sulle precauzioni per evitare il nemico invisibile.

Spunto interessante di contenuto da elaborare e sintetizzare in parallelo con una ricerca di segno che sia più sicura.

In questo disegno di presentazione, tra l’avatar e l’emoticon, ricompare la stanza ed il proprio personal computer come strumento connettivo.

Buono il segno grafico d’ingresso per plasticità.

“Durante il lockdown è stata dura, 

mesi e mesi di paura,

ma con la mascherina mi sento più sicura.

Tra videolezioni e videochiamate, le mie giornate sono passate.

Abbina con l’outfit la mascherina e prendi con te l’amuchina, 

il virus non avanza se prendi la distanza, a scuola siamo tornati tutti organizzati.”

Anche in questo caso c’è la propria stanza, ma è rappresentata come una cella con tante di sbarre dalla quale si vorrebbe evadere.

“Se non teniamo le distanze torniamo nelle nostre stanze,

tenete questa mascherina, altrimenti prendete il virus e state peggio di prima.”

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“Ancora ti lamenti, girano le mascherine pure fendi.

Ormai è una moda, abbiamo perso la gloria.”

Tavole di schizzi che funzionano per movimento e per segno plastico, ma sono confuse e caotiche nella loro decifrazione, le diverse idee, ipotesi e contenuti di lavoro sono troppo a ridosso l’uno degli altri, bilanciare una tavola di schizzi non vuole dire coltivare horror vacui, serve chiarezza per comunicare attraverso una tavola di schizzi il proprio modo d’impostare un’idea progettuale.

Soli nella propria stanza dinanzi a un personal computer, in termini di semiotica, questa sembra essere l’immagine più ricorrente se si pensa al distanziamento sociale dal punto di vista degli studenti, il resto della stanza scompare.

“Rinchiusi in casa tutti lontani, ma nelle lezioni digitali tutti vicini.

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“Covid 19, siamo chiusi a chiave, non ce la posso fare, sembro a una funerale.

Le persone chiuse in casa, siamo tutti in altolà.

Un metro di distanza non crea lontananza, bensì ci avvicina,

tu devi seguire le regole, non fidarti delle bufale.”

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“Tu persona che cammina nella stradina della cittadina,

non togliere la mascherina,

sennò il virus cammina e del distanziamento sociale non ti devi lamentare,

sennò a casa dobbiamo tornare.

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Lavoro sul distanziamento sociale dell’artista Enza Voglio, le vite ruotano isolate intorno al virus, isolate e mosse su traiettorie quotidiane di sicurezza dalle quali non conviene evadere.

 

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