#Socialdistancing: vuoto senza fondo?

Tre tavole di schizzi con una serie d’intriganti suggestioni, il contenuto dell’idea che si sta elaborando fonda su un’idea di negatività, nelle relazioni e nei gesti quotidiani, determinata dalla paura, in tutte le ipotesi di lavoro il filo conduttore è quello di una sensoriali negativa, quasi soffocante, sul tavolo di lavoro ci sono diverse ipotesi:

  • stanza vuota con computer (tema ricorrente se si pensa al test d’ingresso, almeno in questo laboratorio nelle mie diverse classi, pensando al distanziamento sociale).
  • Un individuo solo straziato dinanzi al suo computer che cerca un contatto reale (anche qui ci sono diverse ipotesi, mani che escono dal computer per esempio e studi di figure secondarie che confortino e richiamino a una realtà relazionale).

A questo punto, dal momento che le suggestioni sono molte e ruotano intorno a il contenuto di fondo, del peso della solitudine, determinato dall’impossibilità del contatto, il passaggio per questa elaborazione tematica è dalle tre tavole di schizzi, a tre schizzi autonomi (uno per foglio) che sintetizzino tre diverse ipotesi di lavoro.

Molto bene l’impostazione volumetrica degli schizzi, indubbiamente plastici.

Altra modalità d’esecuzione di schizzi a tema, nel progetto precedente, abbiamo visto un ventaglio di ipotesi, che miravano a mettere a fuoco la modalità con la quale affrontare la tematica, ben esplicato dall’accompagnamento di frasi didascaliche scritte che ci guidavano nella lettura del progetto (fondato sulla negatività della solitudine determinata dal distanziamento sociale reiterato nel quotidiano), in questo caso invece si parte con il contenuto da sviluppare presente e concettualizzato, si sceglie di confrontarsi con il mito di narciso traslandolo in una realtà socialmente distanziata,  ogni singola tavola è già un primo approfondimento di traiettorie di lavoro iconico possibile, nella prima tavola Narciso (o narcisa?) come da copione si riflette nell’acqua auto contemplandosi, nella seconda vegeta nutrendosi della sua natura, si attendono sviluppi con una terza tavola e anche qualche chiarificazione di gender rispetto alla sessualità di questo narciso contemporaneo proiettato nel tempo presente.

Due tavole di schizzi dove si è impostato il lavoro pensando al segno in relazione al lavoro, nella prima il segno è molto grafico, da fumetto, in un’ottica di ricerca di segno e di disegno plastico e tridimensionale, serve prima di tutto impostare il disegno dello spazio in una modalità che prima che lineare possa essere letto volumetricamente (cosa che avviene timidamente nella seconda tavola), chiaro il contenuto di lavoro (“Nothings changed”), nulla cambia, quasi a volete focalizzare una condizione di solitudine permanente, bisogna sintetizzare questo concetto attraverso degli schizzi che magari proiettino il distanziamento sociale, magari in modalità dissonanti in realtà e contesti non distanziati (soli tra la moltitudine, tra le persone, tra la gente), ma è solo un’ipotesi possibile di lavoro…

 

In questo caso questo schizzo presenta dei tratti enigmatici, che rimandano a certe maschere di James Ensor, ma l’impianto narrativo è poco chiaro, c’è il Covid in primo piano che sembra essere aggredito da maschere umane inquietanti, è questa l’intuizione che si stava sviluppando?

Lo schizzo appare più lineare (bidimensionale) che volumetrico (tridimensionale).


Tavola di schizzi molto confusa, le idee progettuali si confondono tra di loro e alcune paiono tagliate, il concetto da sviluppare attraverso diversi schizzi deve sapere interagire e modularsi con la superficie di lavoro.

In questo test d’ingresso torna il computer (con le sue finestre aperte sugli altri) come simbolo iconico del distanziamento sociale, disegno anche in questo caso troppo di linea e poco di segno volumetrico.

Idea nata per caso in uno dei fogli dei test d’ingresso, a domanda: cosa è?

La risposta è stata: un disegno perché mi annoiavo!

Un problema degli studenti del Liceo Artistico è la capacità di lasciarsi andare al proprio automatismo psichico quando si disegna, in realtà seppure nato per caso, questo disegno rimanda al distanziamento sociale, perché sembra quasi raccontare la voglia d’evadere e di visitare stanze altre avvicinandosi di nascosto.

 

Lo stesso studente che “per caso perché annoiato” ha realizzato lo schizzo precedente, in questo caso presenta un disegno interamente cancellato, cosa mi ha fatto venire in mente questo?

Il disegno di De Kooning cancellato da Raushenberg, non conosci la storia?

 

In questa presentazione ci si mostra sereni nonostante il distanziamento sociale, con consapevolezza si prende atti della problematica diffusa del Covid 19 e la si armonizza.


 

Rime d’approfondimento sul tema:

“Questa quarantena è limitante,
con te devo stare distante,
per fare passare il tempo
devo esser contento”.


“Tempi oscuri ci sono nel mondo

Senza amici e memorie da fare

Sento che ho un vuoto senza fondo

Distante degli altri

Vicino a me

Non è solo un un metro. E poi? 

Conoscendomi senza voi

Vedo la paura negli occhi 

Con la metà del viso coperto

Resto a casa ma non sono qui

Sono a quando non eravamo da soli

Cerco gli arcobaleni nel cielo e negli

Andrà tutto bene

Ma il tempo mi è venuto con un orologio infinito e mi ha detto:

-Tieni.”

 


In laboratorio presenti il linguaggio di Cinzia Farina e di Geremia Renzi sul tema #socialdistancing

Geremia Renzi per il tema di laboratorio annuale #socialdistancing
Cinzia Farina per il tema di laboratorio annuale #socialdistancing

Playlist del laboratorio del giorno:

 

 

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