Sono Nordafricani

Non mi sono mai fatto illusioni sulle capacità intellettuali di Daniele Capezzone.

Ma le sue dichiarazioni a botta calda dopo l’omicidio del carabiniere a Roma sono da incorniciare come monumento alla stupidità.

Ma una stupidità grandiosa, eroica, quasi geniale.. Ecco le parole di Capezzone: “Nordafricani la cui identità etnica i giornali delle élite nascondono per correttezza politica”.

In questa frase sono contenuti tre luoghi comuni xenofobi :

1) se un carabiniere viene ucciso non possono essere stati che nordafricani; 2) quelli che lo nascondono sono i giornali delle élite,

3) e questo in nome della “correttezza politica.

Rispetto alla genialità sintetica di Capezzone, le esternazioni della Meloni (“bestie a cui vietare l’approdo”) e le solite scemenze di Salvini e Di Maio (“il carcere a vita a casa loro!”) suonano trite, ripetitive, grigie.

Ma c’è poco da ridere.

Il Capezzone-pensiero riassume mirabilmente quanto si può leggere giornalmente su “Il giornale”, “Libero e “La verità”, sia negli articoli, sia nei commenti dei lettori.

Scriveva Feltri il 26 luglio, mentre ogni organo di stampa commentava la notizia dell’uccisione del carabiniere:

“Assassinato un carabiniere a Roma. Tutti zitti. Fosse stato un carabiniere a uccidere un ladro direbbero che è stato un delitto razzista o almeno fascista”.


Nelle parole di Capezzone, Meloni, Feltri ecc. c’è la tragedia dell’Italia contemporanea, la nostra tragedia: essere governati non solo da una solida minoranza di xenofobi fascistoidi, ma soprattutto da un’opinione pubblica in cui dominano incontrastati il ricatto retorico ai danni di chi non la pensa come loro, l’idiozia conclamata, la menzogna plateale.

Che Dio abbia pietà di noi se questa marmaglia non sarà messa nelle condizioni di non nuocere.

 

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