Spazio nr.7: Massimiliano Mirabella #Mariopesceafore

#mariopesceafore #massimilianomirabella

#Abrhptatto #Spazionumerosette

Lo spazio di Luigi Ambrosio si chiamerà “Spazio nr.7”, dal numero civico, perché la residenza e il luogo per noi, sono stati e, sono importanti.
Lo spazio è annesso al suo studio e la sua postazione di lavoro quotidiana permanente che è “Abrhptattoo”, perché Luigi Ambrosio con i linguaggi dell’arte vive e lavora nel quotidiano, non è solo un artista visivo ma è anche un curatore che vuole fare chiarezza su cosa è stato e che cosa è diventato, attraverso gli artisti che l’hanno attraversato il “Mario Pesce a Fore” più di vent’anni dopo la sua nascita.

Il primo artista in programma a Febbraio è Massimiliano Mirabella, oggi docente di Discipline Pittoriche, anche lui con la dialettica e la didattica dell’arte, vent’anni dopo, ci vive e lavora nel quotidiano.

Del “Mario Pesce a Fore” nel suo linguaggio artistico è restata la trasversalità e la connettività tra i diversi linguaggi dell’arte.

Il suo è un lavoro gestuale e pittorico pluridimensionale, il gesto pittorico nasce su tela con la consapevolezza d’essere un gesto concettuale e performatico, nasce prestandosi all’attenzione dello spettatore voyeur, per farsi guardare in maniera sacrale, mitologica, spirituale e spettacolare.

La sua visione dell’arte è quella dell’artista vittima sacrificale di un sistema che legge in chiave mitica e mitologica.

Il suo artista è un minotauro chiuso in un labirinto che sembra attenda utopicamente di essere liberato da un Teseo.

La sua pittura nasce con la complicità dello sguardo dello spettatore, che oltre che essere un osservatore è all’interno di uno spazio scenografico che è rituale e pluridimensionale, spazio pensato dallo stesso artista che dipinge per lui e che sotto il suo sguardo modifica, quasi come se lo spettatore fosse Teseo proiettato nel labirinto della sua psiche.

La pittura di Massimiliano Mirabella, prima di essere pittura è linguaggio, linguaggio di un artista che nel nome della dialettica e della didattica dell’arte sente il sistema di mercato dell’arte come limitato e limitante e cerca strategie di fuga.

il suo è un Minotauro che vorrebbe scappare utopicamente con la complicità di Teseo.

Il suo è un minotauro che vorrebbe il suo linguaggio artistico fuori un labirinto dove l’unica exit strategy sembra essere la morte dello stesso, sempre che Teseo non impari a essere un Rinascimentale cortigiano e osservatore illuminato e con la sua complicità evadere dalla logica della spettacolarizzazione rituale, che vede essere l’unico artista buono un artista morto.

Il critico “Mario pesce a fore”

P.S. Luigi Ambrosio ha pensato a questo spazio come a un ritorno della posse d’artisti visivi “Mario Pesce a Fore” in forme e modalità differenti, dopo più di vent’anni.

Luogo nodo di rete, pensato come spazio dove a distanza tutti quanti insieme si possa confluire per incidere sullo spazio web, nella stessa maniera come allora si attaccavano con pistole giocattolo gallerie, spazi privati e spazi pubblici a gestione privata e privatizzata, tutti insieme in movimento armati dell’hashtag #mariopesceafore, per identificarci generazionalmente e fare identificare in quest’idea d’altro sistema dell’arte possibile, buon lavoro a tutti quanti noi sempre e comunque interconnessi e iperconnessi.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather