Staccioli non insegnò all’Accademia di Cagliari

Il rapporto tra Staccioli e Cagliari è stato molto importante, avendo passato una parte della sua vita a Cagliari come insegnante, un legame che non ha nulla a che fare con questioni politiche e di mercato.

Staccioli è stato perfettamente integrato nell’ambiente artistico cagliaritano tra gli anni 60 e 70 e la stessa sua crescita di artista e scultore è avvenuta negli anni della sua permanenza in Sardegna.

Ugo Ugo ebbe l’idea di inserire una scultura di Staccioli nel giardino della Galleria Comunale, anzi più precisamente nella parete rocciosa che si staglia sull’area del grande giardino: Ugo immaginava un grande cuneo di Staccioli che sporgeva da quella roccia.

Progetto forse troppo complicato e ambizioso che rimase solo su un piano di immaginazione.

Tanti artisti, come lui, hanno usato il cemento: Nivola ha sviluppato un linguaggio plastico proprio attraverso l’uso del cemento.

Uncini ugualmente, Staccioli l’ha usato come materiale principale, non unico, per molte sue opere.

Il suo lavoro è uno dei pochi in Europa incentrato sul rapporto tra scultura, forme primarie e paesaggio.

In Sardegna esistono altri suoi interventi straordinari, come quella enorme sfera rossa accanto al nuraghe, grande forza e impatto visivo.

Credo che il discorso su Staccioli sia funzionale per sottolineare, come ebbe profondi rapporti, sia come studente che poi come insegnante con l’istituzione dell’Accademia di Belle Arti, che se fosse stata presente anche a Cagliari, di sicuro avrebbe avuto come docente anche un importante artista riconosciuto in tutto il mondo, come Mauro Staccioli.

Andrea Nurcis

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