Stefania Lai: Bottarga e Mamuthones!

Come possono vederci diversamente noi sardi se anche al salone del libro ci presentiamo con bottarga e Mamutones?

Per quanto cultura e tradizione d’origine siano fondamentali ci si continua a dimenticare moltissimi altri aspetti che hanno bisogno di essere nutriti perché sono alla fame.

E per questo l’arte isolana è cosi immersa in un liquido denso che non impedisce ma rende faticoso ogni movimento.

Per questo l’accademia a Cagliari non c’è, perché può sembrare a tanti, a troppi, qualcosa di non indispensabile.

Per questo gli artisti sull’isola faticano il doppio rispetto a quelli della penisola a trovare sbocchi.

Anche se di nomi interessanti ne abbiamo.

Per questo molti di loro sognano di varcare il mare e non solo temporaneamente.

Perché parlare d’arte significa andare al di là delle frontiere, non restare attaccati alla propria cultura d’origine, ma portarsela appresso per il mondo e farne materia plasmabile, che assume forme molto differenti da quelle che aveva in partenza.

Perché abbiamo qualcosa di nuovo da dire, ma se non parliamo di carretti, donne in abito tradizionale e tempo passato con linguaggi ormai obsoleti , quello che diciamo pare incomprensibile, un azzardo, e soprattutto sembra inutile.

Questi giorni sono stata ad Ulassai , ripensavo con commozione a ” Legarsi alla montagna” , una performance grandiosa, commovente nel suo intento e splendida nel movimento creato dal paese verso l’alto.

Era il 1981.

Stefania Lai

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