Stefano Melis e “lo strano caso…”

Cagliari Art Magazine è una webzine fondata sull’idea che i territori debbano essere luogo di libero confronto, dialettica e ricerca comune tra gli artisti che li abitano e vivono,.

In quest’ottica riceviamo e pubblichiamo senza pregiudiziale alcuna, dando voce e parola ad operatori artistici e culturali che liberamente esprimono il loro pensiero in relazione a quanto avviene a Cagliari e più in generale nell’isola, facendo della dialettica e del linguaggio comune dell’arte patrimonio del territorio e della comunità.

Mai ci era capitato di dovere “bannare” un post perché interpretato e connotato politicamente (abbiamo avuto a che fare con qualche studio legale per questioni tra “artisti”, ma questo è un altro discorso).

Nello spirito progettuale della webzine abbiamo ricevuto le spiegazioni di Stefano, che pubblichiamo senza riserve culturali, politiche ed ideologiche.

Ci scusiamo per l’accaduto di cui in quanto libero opinionista e collaboratore Stefano si assume tutta la responsabilità, ricordiamo soltanto che il linguaggio dell’arte e di riflesso degli artisti è per sua natura provocatorio e per questo facilmente male interpretato:

 

“Lo strano caso del Terrapieno”

Dietro l’organizzazione dell’evento al Terrapieno c’è stato il tempo e il lavoro di molti studenti.

Giudicando affrettatamente e in maniera superficiale quella festa ho vanificato i loro sforzi, rischiando di mettere in discussione il loro operato.

Quel post non era pensato per attaccare un gruppo di persone specifico e neanche degli ideali sociali e politici, voleva essere piuttosto un momento di critica, sicuramente esagerata, alla situazione che, forse erroneamente, constatavo .

Quel testo era pieno di offese gratuite, mi vergogno di aver usato quei termini e mi scuso.

Tuttavia continuo pensare che quello non sia stato il miglior tentativo per riappropriarsi di una piazza e il mio post voleva soltanto provocatoriamente aprire un fronte di discussione critico.

Miravo a focalizzare l’attenzione esclusivamente solo sul volume della musica e il caos di piazza, non mi riferisco al caos delle persone, ma piuttosto alla quantità di bottiglie.

Mi è stato detto dalla redazione che quel testo è stato pubblicato ovunque, questo ha creato disordine e preso una piega politica.

Le condivisioni in questione hanno generato confusione intorno alla mia figura, non pensavo il mio post potesse suscitare reazioni del genere, ho peccato di superficialità, l’ammetto.

Ma la mia “superficialità” deriva proprio dal fatto che una cosa che non curo minimamente è proprio la politica nel senso ideologico e partitico del termine.

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“Non ho un ideale politico, non credo che ne avrò mai uno, m’interessa fare arte e non esprimere giudizi politici, la mia voleva solo essere una “provocazione” artistica. Quello che ho scritto e che Cagliari Art Magazine ha giustamente “bannato” dopo avermi consultato non ha nulla a che fare con la politica. Ho scritto la mia personalissima opinione senza pensare alle conseguenze. Mi assumo tutte le responsabilità del caso.”

Non ho un ideale politico, non credo che ne avrò mai uno, m’interessa fare arte e non esprimere giudizi politici, la mia voleva solo essere una “provocazione” artistica.

Quello che ho scritto e che Cagliari Art Magazine ha giustamente “bannato” dopo avermi consultato non ha nulla a che fare con la politica.

Ho scritto la mia personalissima opinione senza pensare alle conseguenze. Mi assumo tutte le responsabilità del caso.

 

Stefano Melis

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