Su Camilleri tacete idioti

Camilleri era uno scrittore popolare, uno dei grandi scrittori popolari della letteratura italiana.
La Sicilia ha prodotto meraviglie letterarie, da Leonardo Sciascia a Luigi Pirandello, a Giovanni Verga, a Gesualdo Bufalino, a Luigi Capuana, a Elio Vittorini, a Salvatore Quasimodo, a Giuseppe Tommasi di Lampedusa, all’horror romantico di Chiara Palazzolo, ad Andrea Camilleri, ad Anna Vasta, sublime poetessa e “Sposa del vento”.

Oggi ho avuto conferma che in Sardegna in tanti non capiscono cosa sia la letteratura popolare, lettori compulsivi di Fois, Murgia, Frisco e Carlotto, adoratori seriali di Sergio Atzeni, dall’alto dello Scoglio di Peppino, oggi sentono l’esigenza insopprimibile di lanciare uno schizzetto di scherno per uno degli autori più grandi della nostra letteratura popolare.


Che ci volete fare! In Sardegna solo letteratura colta… allo Scoglio di Peppino, al Marina Cafè Noir, in via San Domenico e nei luoghi più cool di questo buco di culo chiamato isola.

E poi in questo buco di culo chiamato isola ci sono gli Indi, quelli che bramano rivoluzione, quelli che nessuno ha mai visto ridere, che nessuno ha mai visto far ridere, insomma… gli idioti tutti d’un pezzo.
Oggi gli idioti tutti d’un pezzo, in via del tutto eccezionale, ridono, ridono di Camilleri, si vantano di non averlo mai letto…, in una progressione e supporto di gruppo entusiasmante…

“Ahahah! Anch’io non ho mai letto una parola, Bimbumbà birumbulà ahahaha!”

“Ahahaha, anch’io non l’ho mai letto… buttiamolo giù come Carlo Felice… Bimbumbà birumbulà ahahah!”

“Ahahah, e poi Camileri si dice, noi rivoluzionari e linguisti non radopiamo mai, Bimbumbà birumbulà ahahah!”

E io mi chiedo che vanto e divertimento ci può essere a dire di non aver mai letto uno scrittore il giorno della sua morte?

Non è meglio tacere, idioti?

Antonio Musa Bottero

 

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