TENTAZIONI A DISTANZA: Collezione Mameli, narcisismo e mecenatismo

TENTAZIONI A DISTANZA

la Collezione Mameli tra narcisismo e mecenatismo

a cura di Ivo Serafino Fenu

FEFFO PORRU Porco Punk, 2017 acrilico su carta, cm 32 x 23

Preludio nel segno dell’arte visiva per il festival Dromos, immancabile appuntamento dell’estate musicale in Sardegna, quest’anno alla sua ventiduesima edizione, in programma da questo sabato, primo agosto, tra Oristano e altri centri del suo territorio – CabrasBauladuMogoro e San Giovanni di Sinis -, con uno “sconfinamento” nel Nuorese, a Ortueri.

Venerdì 31 luglio si inaugura la mostra virtuale Tentazioni a distanza, inizialmente prevista negli spazi del campus di Tiscali a Sa Illetta e, successivamente, migrata sulla rete a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

GIANNI CASAGRANDE Misunderstanding or phyllobates vs G.I. Joe, 2013 acrilico su tela, cm 40 x 50

Obiettivo dell’esposizione, che condivide il titolo con questa edizione di Dromos, era quello di mettere in relazione le opere permanenti di noti artisti di fama internazionale con una parte significativa della Collezione Mameli, focalizzata sulla produzione e sui percorsi estetici delle nuove generazioni di artisti sardi.

SILVIA MEI Bracciateste e veste rossa, 2013 tecnica mista su carta intelata,

Un confronto tra il gusto e le “tentazioni” di una figura fortemente attuale e necessaria, qual è quella di un mecenate moderno, in questo caso Ruggero Mameli, e un esempio di “imprenditoria illuminata” come la società di telecomunicazioni Tiscali, da sempre attenta alle vicende artistiche locali, nazionali e internazionali. “L’emergenza pandemica e le conseguenti difficoltà organizzative e fruitive della mostra ci hanno costretto a una totale rimodulazione della stessa”, spiega il curatore Ivo Serafino Fenu“e, come per molti eventi culturali, alla sua trasformazione da fisica a virtuale, nella consapevolezza dei limiti di tale scelta ma, altresì, nella certezza che le potenzialità della rete e il supporto mediatico del portale Tiscali, potessero, in termini di visibilità e di fruibilità, sopperire all’assenza dell’aura dell’opera d’arte e ampliarne, viceversa, la forza”.

PIETRO SEDDA Zovirax, 2002 olio su tela incerata e stampata, cm 140×140

Ospitata sulla piattaforma Kunstmatrix (vero e proprio museo virtuale nel quale sarà possibile muoversi tra le opere), la mostra sarà online nei siti Dromosfestival.it e Tiscali.it con i lavori di artisti sardi già affermati anche a livello nazionale:

Silvia Argiolas, Filippo Franco BoeNicola
CareddaGianni CasagrandeRoberto FanariSilvia MeiRuben MuredduVincenzo PattusiPaolo PibiStefano “Feffo” PorruGiuliano Sale e Pietro Sedda.

 

Di quest’ultimo è anche l’immagine scelta per illustrare questa ventiduesima edizione di Dromos, un’opera del 2002 dal titolo Zovirax (olio su tela incerata e stampata – Collezione Mameli).

La mostra, come l’intero festival, ha dovuto rimodulare il proprio titolo rispetto a quello già annunciato lo scorso inverno, che era semplicemente “Tentazioni”, e che prende spunto da un noto aforisma di Oscar Wilde: “Posso resistere a tutto tranne che alla tentazione”. 

Ma, come scrive il critico d’arte Ivo Serafino Fenu nelle sue note introduttive al tema del festival, “per le regole imposte dalla pandemia, saranno, per il pubblico che da anni segue il festival, tentazioni parzialmente ‘a distanza’, facendo il verso alla didattica ‘subita’ dagli studenti, dai docenti e dalle famiglie al tempo del Covid_19. Ma se la distanza si è spesso rivelata antitetica alla didattica così non può essere per le tentazioni che, in quanto tali, non possono rimanere inevase e necessitano di essere vissute ‘in presenza’, seppure con tutte le precauzioni del caso”.

GIULIANO SALE A model is waking up, 2020 olio su tela, cm 90 x 150

Del resto, a prescindere dalle limitazioni imposte dalla pandemia, la stessa figura del collezionista sta mutando e sta diventando sempre più virtuale”scrive ancora Fenu, “tanto che lo stesso, soprattutto quello di arte contemporanea, si è trasformato in una sorta di influencer narcisista.

Una figura che, in un momento storico in cui subiamo un vero e proprio bombardamento iconico da parte dei social (ogni giorno oltre tre miliardi di immagini vengono riversate sulla rete), si è ritagliato, con le sue scelte selettive, il ruolo di ‘ordinatore del caos’, seppur nella logica di soddisfare quelle ‘tentazioni’ estetiche che sfiorano, appunto, il narcisismo.

SILVIA ARGIOLAS Donna ricca con naso maialino, 2017 tecnica mista su tela, cm 80 x 100

In questo gioco di rispecchiamenti si inseriscono, e non potrebbe essere altrimenti, anche le scelte e il gusto del curatore, anch’esso non insensibile allo specchio di Narciso e che lo pongono in un rapporto ora simpatetico ora distopico con quello del collezionista e degli stessi artisti.

Da tale rapporto dialogico nasce la selezione delle opere presenti in Tentazioni a distanza, ove le tentazioni affiorano e s’inabissano in ricerche estetiche differenti ma che hanno, assecondando il gusto del collezionista, una chiara impronta figurale improntata su una pratica pittorica ‘antica’ per soggetti dalla forte connotazione contemporanea”

PIETRO SEDDA Gentleman birds, 2020 collage, acquarelli e chine su carta, cm 58×36

Crediti

dal 31 luglio al 31ottobre 2020

Promossa da 

Dromos Festival 2020

Con il supporto di

COLLEZIONE MAMELI, Modern & Contemporary Art of Sardinia

TISCALI

Titolo

Tentazioni a distanza. La Collezione Mameli tra narcisismo e mecenatismo

Artisti

Silvia Argiolas, Filippo Franco Boe, Nicola Caredda, Gianni Casagrande, Roberto Fanari, Silvia Mei, Ruben Mureddu, Vincenzo Pattusi, Paolo Pibi, Stefano “Feffo” Porru, Giuliano Sale, Pietro Sedda

Mostra a cura di

Ivo Serafino Fenu

Progetto grafico e allestimento

Sebastiano Corona e Ivo Serafino Fenu

Logistica

Mattia Enna

Materiale fotografico

Mohamad Kaddoura

Piattaforma

Kunstmatrix

 

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