TERRORE, EMERGENZA, RIPETIZIONE

TERRORE, EMERGENZA, RIPETIZIONE

Approfondisco un argomento che ho trattato ieri in “Oltre la nostra bolla, il terrore”, cioè quello del bisogno di un surrogato di una morale comune per illuderci che siamo ancora una società coesa, e non un ammasso di micro tribù in conflitto fra loro.

Il grande trauma mai rielaborato dell’Italia è stato il venir meno della presa della Chiesa cattolica, l’unica istituzione che nei secoli aveva cementato un minimo di etica condivisa interclassista in tutta la penisola.

Qualunque sia la vostra opinione personale sul cristianesimo e la Chiesa, una cosa è certa: il venir meno di questo collante ha lasciato un vuoto che la politica e la cultura tentano disperatamente di colmare, senza riuscirci.

Se Salvini si porta appresso il Vangelo sul palco e bacia rosari, non è perché lui sia personalmente credente o la Lega (e i suoi alleati del M5S) abbia alte percentuali di credenti fra le sue file (anzi, i dati vi stupirebbero), ma perché tenta di rispondere ai terrori del suo elettorato rassicurandolo con l’ostentazione di un simbolo atavico, noto a tutti, capace con la sua sola presenza di rassicurare che in fondo in Italia nulla è mutato, nonostante l’emergenza perenne dell’immigrazione, della criminalità, della crisi economica.

Allo stesso modo il “Caffè” di Gramellini, l'”Amaca” di Serra, il salotto di Fazio, ecc svolgono per altri tipi di elettorato quel bisogno di ripetizioni rituale di un discorso morale comune, sostituendo la fede con la “cultura” o meglio, con un brodo culturale capace di aggregare gran parte del ceto colto appunto perché non propone nulla e non critica nulla, limitandosi a riconfermarlo come legittima classe dirigente.
Se fin qui ho detto cose ovvie, abbozzo adesso un’analisi personale, dai risvolti inquietanti.

In questo scenario di disfacimento di una morale condivisa e di conflitto costante fra micro tribù, l’indignazione quotidiana contro un capro espiatorio ha la funzione di mantenere unita l’Italia oltre le divisioni partitiche, religiose, di classe e di ceto.

Avrete notato come i capri espiatori siano sempre soggetti capaci di unire destra e sinistra, cattolici e atei, ricchi e poveri, maschi e femmine.

L’altro ieri Bertolucci, ieri Sfera, oggi un terrorista islamico, dopodomani un femminicida, tutti personaggi capaci di aggregare per un giorno tutto il corpo sociale nella condanna.

Avrete notato anche come spesso questi capri espiatori siano condannati per essere trasgressori sessuali:

Bertolucci per “Ultimo tango a Parigi”, Sfera per il modo politicamente scorretto con cui rappresenta le adolescenti, l’islamico perché sottomette e vela la donna, il femminicida perché ne annienta il corpo non potendolo più possedere.

Non è casuale: quando un’etica articolata accettata da tutti viene meno, si ritorna ai tabù elementari, sperando che questi siano morale minima incontestabile… quanto questo sia illusorio e l’effetto di aggregazione sia poco più che temporaneo, lo dimostra la velocità con cui scarnifichiamo un capro espiatorio per passare subito al successivo, tempo che ormai richiede al massimo 3 giorni, molto meno dei 7 necessari perché da una domenica all’altra potessimo tornare ad accalcarci per divorare “il corpo e il sangue di Cristo”.

Federico Leo Renzi

 

https://www.youtube.com/watch?v=XccrdDScSsk

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