TRAP: IL SESSO COME SURROGATO DEL POTERE

TRAP: IL SESSO COME SURROGATO DEL POTERE

La musica degli anni 60-70 (fino alla new wave) riverberava d’erotismo anche quando il testo non aveva alcuna allusione sentimentale o erotica.

La Trap canta ossessivamente di sesso, ma non c’è una sola base che emani desiderio, sensualità o semplicemente calore… il sesso cantato dalla Trap non è incontro di corpi, ma algido amore per il potere:

un potere monotono, freddo, esercitato più per ottenere altro (denaro e visualizzazioni) che non per brama di possedere l’altro.

Non stupisce che in più di qualche testo (soprattutto della Dark Polo Gang) il trapper messo davanti alla sceltra fra sesso e denaro sceglie il secondo, perché lo ritiene più eccitante… più eccitante perché il denaro è potere dematerializzato, mostrabile e spendibile ovunque, mentre il sesso è potere qui ed ora, su unico corpo posto in un preciso spazio/tempo.

Il corpo costringe ad inchiodare il desiderio verso un singolo oggetto posto nell’attimo presente, mentre il denaro è potere futuro che può indirizzarsi verso tutti gli oggetti scorrano davanti alla mente (o davanti allo schermo dello smartphone).
Non è quindi un caso che dopo tanto campionare e coverizzare, la Trap italiana del 2020 si sia innamorata della dance/elettronica degli anni ’90, riaggiornandola in produzioni ancora più glaciali e depersonalizzate: ha trovato nell’algido il suono perfetto per supportare il suo modo di concepire l’eros ed il sesso.

Federico Leo Renzi

 

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