Tre deficienti in cerca di un’Accademia!

L’enfasi mediatica sugli studenti d’Accademia, ci porta a riflettere se la notizia sarebbe stata egualmente virale se i vandali fossero stati studenti di giurisprudenza;  la questione è di fatto  prettamente Accademica, andrebbero indagati i motivi che potrebbero anche essere di conflitto iconoclastico con i Maestri e una città ridotta a cartolina.
Detto questo, dove c’è un’Accademia che sia tale, c’è anche un corso di Restauro pronto a intervenire, per questo niente pubblica gogna, mai didattica e dialettica, attendiamo di conoscere le ragioni degli studenti e di comprendere che tipo di relazione abbiano con i propri Maestri e la propria Accademia, pubblichiamo a tale proposito l’intervento di Nicola Verlato, che apre interessanti spunti di discussione e analisi.
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Vale la pena dire qualcosa su quei tre idioti che hanno vandalizzato la scultura del leone in piazza S.Marco a Venezia?
Forse no, perché potrebbe significare attribuire troppa importanza all’azione di tre poveretti che probabilmente oggi se la fanno sotto di fronte al fatto che sono stati presi immediatamente dopo il fatto compiuto.
Però ci sono un paio di dettagli che rendono la faccenda interessante:
– Il fatto che siano tutti e tre studenti dell’Accademia, di uno stesso professore  (così come ho letto) e in più qualche commento solidale fatto da persone di notevole cultura che mi è capitato di leggere su FB verso il carattere iconoclasta del gesto, o piuttosto, per meglio dire, di simpatia verso i responsabili dell’atto vandalico in seguito a quelle che sono ritenute delle reazioni esagerate contro il deturpamento della statua.

– Un paio di settimane fa, mi è capitato di sentire all’interno di una breve introduzione ad una conferenza sul futurismo, alcune asserzioni che mi hanno fatto rabbrividire, si diceva infatti che la disgrazia più grossa di cui l’Italia soffre sia la sua eredità artistica.
La cosa potrebbe essere stata giustificata dal contesto in cui le affermazioni venivano fatte, ossia una conferenza sul futurismo, su coloro i quali dicevano un secolo fa di voler asfaltare Venezia (guarda caso), ma per uno come me, che ritorna da un periodo di quattordici anni in un paese asfaltato in ogni dove e praticamente privo di opere d’arte (se non chiuse al sicuro dentro ai musei), la cosa mi è suonata  stridente e anche un po patetica.
– L’attaccamento che gli utenti di FB dimostrano verso certe cose, come la scultura sfregiata di piazza S.Marco, a mio giudizio, dimostra invece una notevole resistenza di una radice antica del sentire italiano, una sorta di idolatria pagana dura a morire (per fortuna) che in altri paesi si farebbe fatica a ritrovare: negli Stati Uniti mi sono sentito dire più’ di una volta, da parte anche di artisti, che le sculture in generale sono solo dei pezzi pietra.
In una prospettiva moderna, e quindi di superamento definitivo delle pulsioni pagano-idolatriche, i ragazzetti, non a caso studenti dell’Accademia, (vista la funzione che oggi svolgono le Accademie,  di dissoluzione della continuità del sapere pittorico e scultoreo) potrebbero cosi’ essere considerati rappresentanti in Italia di un rinnovamento delle avanguardie, patetico e in ritardo su tutto, e della migliore delle tradizioni strutturali alla nascita modernità’, ovvero quella iconoclasta.
In realtà è molto sano considerarli solo dei poveri deficienti, ma forse esiste un sentire  più’ ampio del quale essi fanno parte: una sorta di insofferenza contro l’enorme patrimonio artistico di cui l’Italia è portatrice, che viene sentito, a ragione in questa prospettiva, come un freno verso il futuro.
Siccome io il futuro credo di averlo visto abbastanza da vicino e mi fa abbastanza orrore con tutti i suoi portati religioso- puritano-estremisti, spero che il nostro paese si mantenga sempre in una posizione di serena alterità, rispetto alle sorti progressive di una certa parte dell’occidente secondo me votata all’abisso.
Nicola Verlato
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