TRIESTE CITTÀ APERTA 

TRIESTE CITTÀ APERTA

Ho letto dei commenti sprezzanti sul fatto che nel comunicato dei portuali di Trieste sarebbero presenti degli errori ortografici.
A questo siamo arrivati.
Dopo la plateale e imbarazzante presa per il culo della Lamorgese sui fatti di Roma e il mancato fermo di Castellino e dei suoi sodali (“non potevamo arrestarli mentre parlavano sul palco e annunciavano l’assalto alla CGIL”(!)), ho l’impressione che il governo dei migliori e i loro cantori (liberal, colti e laureati) che passano il proprio tempo a incensare Draghi & Co. su giornali e social (e screditano il documento dei portuali per la mancanza di un accento acuto), siano talmente accecati dall’odio e dal disprezzo verso i cosiddetti no vax / no green pass, da non essere proprio in grado di vedere il divario sociale e le diseguaglianze economiche che stanno inesorabilmente montando nel nostro Paese, anche quando la politica raggiunge vertici di ipocrisia e di iniquità inaccettabili.
Oppure, semplicemente, se ne fottono, visto che tanto loro hanno il culo parato.
I lavoratori del porto di Trieste annunciano che anche i portuali vaccinati si fermeranno in solidarietà con i loro compagni sprovvisti di green pass.
A me sembra una delle poche cose di sinistra degli ultimi tempi.
Anche se la bandiera sulla loro battaglia la metterà la Meloni visto che la sinistra di governo non sembra interessata al problema, tanto più che la meravigliosa Trieste è storicamente città di destra.
Piero Tomaselli
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