Tromboncini e presuntuosi alla Travaglio

In Totò, Peppino e la… malafemmina, i due comici sono campagnoli che vanno nella lontana e nebbiosa Milano per salvare il nipote da una sciantosa, la malafemmina, che è in realtà è una bravissima ragazza. Arrivati in città impellicciati, finiscono per dilapidare le loro sostanze al tabarin, in compagnia delle ballerine di un avanspettacolo…

“In Totò, Peppino e la… malafemmina, i due comici sono campagnoli che vanno nella lontana e nebbiosa Milano per salvare il nipote da una sciantosa, la malafemmina, che è in realtà è una bravissima ragazza. Arrivati in città impellicciati, finiscono per dilapidare le loro sostanze al tabarin, in compagnia delle ballerine di un avanspettacolo…”

La storia dei rimborsi del M5 S mi ha ricordato in modo prepotente il film. Arrivati nella capitale del malaffare, Roma, per salvare il paese in nome dell’onestà, i signor nessuno grillini sono naufragati in un mare di piccole miserie, nemmeno degne di veri corrotti.

Un bel numero, destinato ad aumentare, faceva finta di versare parte dello stipendio al fondo delle piccole imprese e poi annullava i bonifici.

Uno, quello dei microchip sotto la pelle, non pagava gli assistenti.

Un altro ha speso quasi 50.000 Euro in pranzi.

Un deputato europeo, nullatenente al momento dell’elezione, è diventato proprietario di case.

Un’altra, sembra, finanziava la campagna elettorale di Di Maio con i rimborsi europei.

Per non parlare di quelli che falsificavano le firme in Sicilia e dei sindaci, quasi tutti indagati, pasticcioni e incapaci…


Informatici, piccoli professionisti, qualche insegnante che, con il ricco stipendio di parlamentari, devono aver pensato di toccare il cielo con il dito (“ah, se la mamma mi vedesse!”) e quindi sono entrati a far parte della casta, ma dalla porta di servizio, continuando a dire di combatterla.
Sì, mi ricordano Totò e Peppino, ma non fanno proprio ridere.

E dovrebbero far piangere tutti i presuntuosi e i tromboncini, a partire da Travaglio, che ci hanno raccontato che questa sarebbe la nuova classe dirigente.

“Informatici, piccoli professionisti, qualche insegnante che, con il ricco stipendio di parlamentari, devono aver pensato di toccare il cielo con il dito (“ah, se la mamma mi vedesse!”) e quindi sono entrati a far parte della casta, ma dalla porta di servizio, continuando a dire di combatterla. Sì, mi ricordano Totò e Peppino, ma non fanno proprio ridere. E dovrebbero far piangere tutti i presuntuosi e i tromboncini, a partire da Travaglio, che ci hanno raccontato che questa sarebbe la nuova classe dirigente.”

Alessandro Dal Lago

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