Un Museo privato non è un Museo pubblico!

L’intellettuale? Lasci fare!

Il tema della distinzione fra un museo e l’esposizione di una collezione (privata) è molto attuale.

Sempre più collezionisti privati decidono di esporre la propria collezione in edifici costruiti o recuperati appositamente, anziché donare la propria collezione a strutture pubbliche affinché possano goderne i cittadini globali.

È nelle loro prerogative.

Ma in Italia accade anche che alcuni di questi signori vadano a chiedere contributi pubblici per sostenere la propria “generosità”.

Accade anche che alcuni amministratori si sentano in dovere di deliberare questi contributi.

Basta andare nei siti delle Regioni o dei Comuni per trovare casi che definire scandalosi è dir poco.

Non conosco abbastanza la vicenda del MAC, mi auguro soltanto che non vengano distolti fondi pubblici per sostenere interessi privati.

Patrizia Asproni,  Presidente della Fondazione Industria e Cultura

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Oltre a una sorveglianza su i contributi pubblici, auspicherei anche una sorveglianza di tipo culturale, perché nel momento in cui una istituzione cittadina si riconosce in un progetto privato, sostenendolo anche solo formalmente, delega a quest’ultimo una funzione in nome della collettività.

Questo meccanismo genera un indotto economico determinato dalla cornice e dalla visibilità istituzionale.

Se la Fondazione Scano-Lecca vuole “regalare” alla città di Cagliari la sua collezione, benissimo, lo faccia, ne saremo tutti felici.

Ma che sia veramente un regalo!

E un regalo, come si dice, è per sempre!

Fabio Acca

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