Una guida pratica alla BIENNALE DI VENEZIA 2022 per muoversi agevolmente tra GIARDINI e ARSENALE

Dopo aver accarezzato il sogno di conquistare il Leone d’Oro come miglior partecipazione nazionale nel 2017 come Curatrice del Padiglione Italia, in quell’occasione memorabile l’opera di Roberto Cuoghi Imitazione di Cristo, Cecilia Alemani torna in laguna come direttore della 59^ Esposizione Internazionale d’Arte diventando la prima donna italiana a ricoprire questo prestigioso ruolo.

Posticipata di un anno dal 2021 a causa delle incertezze per l’epidemia da SARS-CoV2, la rassegna si apre oggi con il conflitto tra Russia e Ucraina quasi alle porte, Venezia dista da Kiev circa 1800 chilometri. Ritengo indicativo su questo tema citare il sentito discorso sulla pace che l’Ambasciatore Giapponese presso la Santa Sede Okada Seiji ha tenuto il giorno dell’inaugurazione del loro Padiglione Nazionale in cui ha ricordato che il Giappone è stato l’unico paese al mondo a essere vittima di un attacco nucleare, e riportare il comunicato stampa della Biennale del 28 febbraio 2022:

“La Biennale di Venezia ha appreso la decisione del curatore e degli artisti del Padiglione della Federazione Russa i quali, rassegnando le dimissioni, annullano di fatto la partecipazione alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte.

La Biennale esprime piena solidarietà per quest’atto coraggioso e nobile e condivide le motivazioni che hanno portato a questa scelta, che drammaticamente raffigura la tragedia in cui si trova l’intera popolazione dell’Ucraina.

La Biennale resta il luogo di incontro fra i popoli attraverso le arti e la cultura e condanna chi impedisce con la violenza il dialogo nel segno della pace.”

Il Leone d’Oro della 59^ edizione della Biennale di Venezia “the Milk of Dreams” è stato assegnato all’artista americana Simon Leigh per l’opera Sovereignty, un complesso nucleo di sculture in ceramica e in bronzo mentre la vittoria come migliore padiglione nazionale è andato alla Gran Bretagna per l’installazione audio-visuale di Sonia Boyce dal titolo Feeling Her Way.

I Leoni d’Oro alla carriera sono stati consegnati all’artista tedesca Katharina Fritsch la cui grande scultura Elephant ci accoglie ai Giardini nella prima sala del Padiglione Centrale e all’artista cilena Cecilia Vicuña.

Katharina Fritsch – Elephant

Menzioni speciali sono inoltre andate agli artisti Shuvinai Ashoona e Lynn Hershman Leeson e per le partecipazioni nazionali alla Francia per il lavoro di Zineb Sedira e all’Uganda, ospitata a Palazzo Palumbo Fossati, con i due artisti che lo rappresentano Acaye Kerunen e Collin Sekajugo.

Il biglietto per la rassegna si può acquistare esclusivamente online (presso gli Infopoint presenti in sede di mostra è comunque attivo un servizio di cortesia per l’assistenza all’acquisto) ed è valido per un ingresso alla sede dei Giardini e un ingresso alla sede dell’Arsenale da utilizzare anche in giorni diversi. L’Esposizione rimane chiusa il lunedì (tranne il lunedì 25 aprile, 30 maggio, 27 giugno, 25 luglio, 15 agosto, 5 settembre, 19 settembre, 31 ottobre, 21 novembre).

Il mio consiglio è di fermarsi a Venezia almeno per due giorni dedicando il primo giorno alla visita dei Giardini e il secondo all’Arsenale. Nel caso di andata e ritorno nella giornata il consiglio è comunque sempre quello di iniziare la visita dai Giardini e di recarsi in un secondo tempo all’Arsenale. Con i vaporetti entrambi gli ingressi sono facilmente raggiungibili sia dalla stazione ferroviaria sia dai parcheggi per auto avendo entrambi una loro fermata. Per spostarsi invece da una sede all’altra consiglio di muoversi a piedi, il tempo medio di percorrenza tra le due sedi è di circa dieci minuti a piedi e da modo di respirare un po’ di più la magica atmosfera veneziana.

Per chi avrà l’opportunità di fermarsi più giorni a Venezia ho realizzato una guida online visibile qui  per poter razionalizzare al meglio il tempo a disposizione e riuscire a vedere quanti più eventi possibili tra i tanti che la città offre in questo 2022 e i diversi Padiglioni Nazionali sparsi un po’ in tutti i quartieri.

A beneficio di chi non potrà fermarsi a Venezia per più giorni o solamene per chi andrà e tornerà nella giornata ho cercato di concentrare qui alcune Opere/Lavori sui quali, a opinione dello scrivente, bisogna prestare particolare attenzione e che, tra le numerose Opere esposte potrebbero essere immeritatamente trascurate/sottovalutate soprattutto da neofiti o chi viaggia con bambini. È sempre auspicabile avvicinare i bambini all’arte fin da piccoli seppur possano rendere a volte più veloce/superficiale la visita.

Indipendentemente da quanti giorni si decida di restare in laguna consiglio sempre di iniziare con la visita ai Giardini e di partire con la visita del Padiglione Centrale dove è importante fermarsi qualche minuto in più sui Lavori di Sidsel Meineche Hansen e Hannah Levy.

La visita continuerà restando sul lato a sinistra del canale che divide in due l’area prestando particolare attenzione particolare al Padiglione della Danimarca con la forte installazione We Walked the Earth di Uffe Isolotto; della Gran Bretagna con Feeling Her Way della vincitrice del Leone d’Oro Sonia Boyce; degli USA con i Lavori della Vincitrice del Leone d’Oro Simone Leigh (Artista esposta anche all’Arsenale); della Corea con i futuristici lavori di Yunchul Kim; della Francia nel quale consiglio di fermarsi a vedere per intero il film proiettato nella sala cinematografica riprodotta all’interno.

We Walked the Earth di Uffe Isolotto

Attraversato il canale, ci sarà possibile visitare i padiglioni del lato destro tra cui consiglio il coloratissimo e quasi psicodelico Padiglione Austriaco Invitation of the soft machine and her angry body parts degli artisti Jakob Lena Knebl e Ashley Hans Scheirl; l’interessante Padiglione Venezia con il progetto espositivo Alloro curato da Giovanna Zabotti; il Padiglione Polacco con gli enormi e coinvolgenti ricami di Małgorzata MirgaTas che l’artista ha iniziato a realizzare durante il lockdown; Il Padiglione del Brasile con il lavoro di Jonathas De Andrade incentrato sul vizio, non solo tipicamente italiano, di essere forte con i deboli, deboli con i forti e servili con i potenti, al cui ingresso sono collocati gli enormi padiglioni auricolari realizzati dallo scenografo di origine argentina ma oramai veneziano a tutti gli effetti Carlos Brassesco.

Sondra Perry – Lineage for a Phantom Zone

La visita continuerà poi all’Arsenale, dove non bisogna mancare di soffermarsi in ordine di apparizione procedendo dall’ingresso, di fronte ai Lavori di Delcy Morelos, Sondra Perry, Tishan Hsu, Janis Rafa, Precious Okoyomn, Robert Grosvenor. Particolare attenzione merita inoltre il Padiglione di Malta con il lavoro di Arcangelo Sassolino; il Padiglione del Libano per l’Opera di Ayman Baalbaki; Hasnaa Meer al Padiglione Oman; l’artista cinese LANDI (pseudonimo di Lin Jiechu) al Padiglione delle Arti Applicate; la coloratissima e quasi ludica ma al tempo stesso densa di significato installazione Between Sunrise and Sunset di Mohamed Ahmed Ibrahim al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Sempre all’Arsenale al Giardino delle Vergini molto bella l’installazione di Aki Sasamoto. Per finire segnalo il Padiglione del Cile, dove nonostante la fila che si crea all’entrata per via che possono entrare solo otto persone alla volta invito a visitarlo perché ne vale la pena, e consiglio di non sedersi una volta entrati di fronte all’ingresso della struttura dove si è invitati a sedersi per godersi al meglio l’esperienza visuale-sensitiva che l’Opera regala.

LANDI (pseudonimo di Lin Jiechu) Padiglione delle Arti Applicate

Per quanto riguarda il Padiglione Italia curato da Eugenio Viola con l’opera di Gian Maria Tosatti Storia della notte e destino delle comete rimando all’articolo che gli ho dedicato qui sottolineando anche in questa sede che poteva meritatamente ambire alla vittoria come migliore partecipazione nazionale di questa Biennale 2022.

Infine, mi piace terminare citando Padiglione Internet il progetto concepito dall’artista d’origine greca Miltos Manetas che vuole essere l’opposto di un padiglione definito dai concetti di confine e di nazione e del suo progetto AIIA – Assange is Internet and Internet is Assange.

 

Roberto Brunelli, collezionista e autore di Anninovanta 1990-2015. Un percorso nell’arte italiana, Gli Ori Editori Contemporanei.