Un’Accademia a Cagliari, per piacere

Un’Accademia a Cagliari, per piacere

Leggo sul maggiore quotidiano isolano, di una proposta-progetto, inoltrata al Sindaco di Cagliari, per fare di Via Roma un Museo a Cielo Aperto che renda fruibile la Storia della Scultura in Sardegna.
S’invocano modelli d’arte Parigini e la possibilità d’acquisire artisti di fama (o di mercato?) internazionale.
Leggo, e come al solito mi deprimo, dinanzi alla capacità di “addetti ai lavori” di leggere Cagliari per ciò che è,c on le sue carenze e criticità.
Con quale senno si paragona Cagliari a Parigi?
Si ha presente che Parigi ha costruito il suo sistema culturale ed artistico intorno ad un’Accademia di Belle Arti, nata “soltanto” 350 anni fa?
Si ha presente come intorno a quell’Accademia fiorirono sistemi d’istruzione tradotti in arte ed in Architettura che fecero progressivamente di Parigi centro del mondo?
Ma no che no, non si deve ragionare e progettare, bisogna continuare a lavorare sull’apparenza.
Perché non si può ragionare sul confine degli artisti sardi ridotti a vetrina ed a dimensione locale che il turista non conoscerà mai, perché ignorati dallo stesso territorio e formati senza abitudine al dibattito ed al confronto dialettico, non si può prendere atto che artisti “internazionali” quando arrivano nell’isola neanche sappiano chi è Pinuccio Sciola e Costantino Nivola lo memorizzino come “Costantino Nicola”.
Non bisogna riflettere sul reale motivo che da sempre marginalizza Cagliari e le sue produzioni artistiche rispetto l’altrove, al solito bisogna lavorare sull’apparenza e sull’apparire come altre realtà Europee senza nessun tipo di reale costruzione e progetto.
Cominciano a stancarmi questi sedativi e palliativi formali che nascondono sotto il tappetino quello che non si è mai stati e non si è mai progettato.
Ben venga un Museo a Cielo Aperto per tutte le comunità isolane, anzi che sia un progetto di rete e di reale messa a sistema della Storia e della Cultura Artistica residente nell’isola, che tra sculture buttate nelle rotonde tra fiori che le nascondono sparse sulla ss131 sul serio sono oggetti invisibili, ma si prenda atto che fino a quando Cagliari non avrà finalmente una pubblica Accademia di Belle Arti, indispensabile per un’area metropolitana che abbia reali pretese Europee, tutto ciò sarà tradotto nel solito provincialismo Cagliaritano, privo di costrutto e messo in vetrina per il turista vacanziero che non sarà mai un turista culturale.
Per intenderci, senza un’Accademia di Belle Arti, Parigi oggi non avrebbe la Torre Eiffel e neanche la pittura impressionista.

La prima cosa che la maggior parte degli Artisti Cagliaritani ti dicono quando si presentano è “sono un autodidatta”, quasi a scusarsi per l’assenza di un’Accademia di Belle Arti, non lo dice chi è potuto emigrare e si è potuto permettere di studiare altrove, nonostante l’evidenza, puntualmente si ragiona su effimere assurdità che lasceranno nei secoli Cagliari artisticamente immobile, fuori dal tempo, serva dell’economia e di ciò che di significativo verrà determinato altrove.

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