Unica prospettiva l’economia!

Com’era facile immaginare la conferenza stampa di Draghi è stata a dir poco pietosa.
Evidentemente annoiato dal dover spiegare le decisioni prese, ancora più stizzito che governatori, presidi, ecc siano in disaccordo con lui su alcuni punti (la frecciatina ed Emiliano), ad ogni dubbio che l’esecutivo stia facendo tutto ciò che è in suo potere per gestire la pandemia, Draghi risponde sempre e solo col vaccino.
“Abbiamo vaccinato e quindi abbiamo fatto tutto il necessario, la colpa di ogni problema è dei novax”, è l’unica sintesi obbiettiva della sua conferenza.
I novax vengono quindi identificati dal tecnocrate come l’unica forma di dissidenza che l’esecutivo non può e non vuole riassorbire nel suo progetto di unità nazionale.
E’ evidente dal lessico, dal tono, dall’argomentazione che Draghi disprezza ogni forma di mediazione, confronto, rendiconto di ciò che propone ed emana.
Il tono come sempre ossequioso della stampa risulta quindi perfettamente naturale, dato che di fronte al monarca è impensabile formulare una qualsiasi critica.
Questa è l’Italia anno domini 2022:
una tecnocrazia dove regna l’unanimità intorno al banchiere-re, con una manciata di eretici/ribelli a cui si addossa ogni fallimento.
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Evidente una cosa: Draghi non ha alcuna visione politica di ampio respiro.
Il suo pensiero ha un unico punto fisso: l’economia.
Nessuna visione d’insieme, nessuna prospettiva di cosa l’Italia dovrebbe aspirare ad essere oltre ad un’ economia del terzo mondo che si finge avanzata.
Urge quindi decostruire il pensiero economicistico-tecnocratico del despota e ripensare un’alternativa politico-culturale da opporgli.
La tecnocrazia draghiana andrebbe collocata in un quadro più ampio di trasformazioni geopolitiche, economiche e culturali che stanno tramutando l’Occidente (e non solo l’Italia) in una civiltà senza valori fondanti né prospettive alternative al dominio della tecno-scienza.
Federico Leo Renzi