#UTA: Diario di un orientatore

<div”I linguaggi dell’arte dovete considerarli come qualcosa di fluido e trasversale al genere, perché vi dico questo?
Perché di Licei Artistici che abbiano nel loro ambito la possibilità di convivenza e connivenza con un Liceo Musicale, in tutta Italia non se ne contano più di una decina, provate a pensare a quanto questo sia fertile dal punto di vista dell’interazione creativa, pensateci un attimo:
Quanto è importante per un operatore Audiovisivo e Multimediale la possibilità di potersi relazionare direttamente con un compositore o con chi potrebbe avere il compito di curargli la colonna sonora di un lungometraggio, cortometraggio o uno spot pubblicitario?
Quanto è importante per una produzione musicale autonoma o indipendente, avere a che fare direttamente con chi con immagini video dovrà con un videoclip narrarle?
Ma al di la dell’esempio scontato, pensate un attimo a come tutti i linguaggi dell’arte, dalla pittura alla grafica, dalla Scultura all’Architettura, dal Design all’audiovisivo, dalla musica alla Scenografia, abbiano a che fare con lo stesso tipo d’approccio creativo, compositivo, esecutivo e interpretativo; tutti i linguaggi dell’arte sono osservazione, riflessione ed espressione, nell’ambito del percorso Liceale Artistico e Musicale, l’espressione creativa del sé attraverso la conoscenza della grammatica compositiva artistica e musicale, che passa per l’analisi e lo studio della memoria dei linguaggi dell’arte che si vanno ad affrontare praticamente, diviene centrale, e tutta la formazione ruota intorno alla definizione e alla maturazione del sé creativo.”

Da “Diario di un orientatore”, Uta, Dicembre 2018

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