VACCINO COME ATTO DI FEDE

ANDREA SCANZI E IL VACCINO COME ATTO DI FEDE: IL SEGNO DEI TEMPI
Il 21 Marzo il giornalista Andrea Scanzi fa una diretta per giustificare il suo essersi vaccinato come “panchinaro” con Astrazeneca. Di tutta la querelle nata sull’episodio, a noi interessa mettere in evidenza alcuni punti poco approfonditi dalla stampa, che noi riteniamo determinanti.
1- Scanzi ribatte più volte durante il video che lui si è vaccinato perché ha fiducia e fede nella Scienza. Nella sua ricostruzione delle motivazioni e del clima psicologico in cui ha maturato la sua scelta, il lessico è quello dell’atto di fede: tutti (i familiari, i suoi amici, i sui fans, ecc) gli dicevano di non farlo, perché ha più senso attendere i vaccini di marca Pfizer, Moderna, ecc in quanto più sicuri. Lui tuttavia ha “rischiato”: fiducioso che il vaccino Astrazeneca è sicuro perché lo dice la Scienza, se l’è fatto inoculare, per poi testimoniare pubblicamente il successo dell’operazione.
Sia nel ragionamento di Scanzi che in quello dei suoi familiari/amici, il dato scientifico, il rapporto costi/benefici, la sicurezza del vaccino desunta dalle oggettive prove scientifiche sull’irrisorietà delle reazioni avverse per il suo stato di salute e la sua classe d’età non esistono: per tutti gli attori in gioco vaccinarsi è un atto di fede, un salto nel buio dagli esiti potenzialmente mortali da cui si può uscire vivi oppure no.
2- Scanzi è uno dei molti vip/influencer arruolati (o autoarruolatisi) per spingere la popolazione a vaccinarsi. E’ un segno dei tempi il fatto che vengano utilizzate dall’esecutivo o che si autoinvestano di questo ruolo personalità provenienti dal mondo dello spettacolo la cui credibilità a livello politico, scientifico e morale è quanto meno problematica. Non a caso tutte queste personalità spiegano il loro impegno nella campagna vaccinale come un atto di fede: provenendo o avendo ottenuto la propria notorietà tramite i social media, il loro modo di ragionare è plasmato intorno alle dinamiche di questi ultimi, cioè sulla divisione fra followers e haters, sulla creazione di eventi/polemiche su ogni minimo atto compiuto dell’influencer, sulla spettacolarizzazione di ogni azione/pensiero/scelta, sul ricorso a schemi di pensiero ipersemplificati retti da ricorsi continui al bombardamento emozionale per vendere ogni tipo di prodotto, dai vestiti, al cibo fino al vaccino.
3- Tutta la polemica avviene mentre la campagna vaccinale va a rilento, a causa di disorganizzazione, accordi opachi con le cause farmaceutiche fornitrici del vaccino, scarsa chiarezza su quali categorie hanno diritto a vaccinarsi per prime ed il perché lo stato le ritiene prioritarie rispetto ad altre.
In questa situazione caotica, il concepire la vaccinazione come atto di fede individuale nella Scienza ha due obbiettivi: distrarre l’opinione pubblica dalla disorganizzazione dello Stato indirizzando la discussione pubblica intorno al binomio fede/miscredenza nella Scienza, cioè intorno alle credenze individuali di ognuno, e trasformare la vaccinazione in un atto politico di fiducia nei confronti dell’esecutivo, poiché come ribattuto più volte da Scanzi fidarsi della Scienza significa fidarsi del governo che agisce in base ai dettami di quest’ultima.
Come risulta evidente anche solo ad una lettura sommaria dei punti, Scanzi e l’esecutivo hanno scelto una cornice narrativa precisa con cui raccontare la campagna vaccinale: una cornice in cui la Scienza è una divinità a cui si deve fede ed il governo è l’officiante del suo culto, quindi ogni richiesta di trasparenza sui dati e sul rapporto costi/benefici, ogni richiesta di spiegazioni sui criteri con cui vengono decise quali sono le categorie da vaccinare per prime, ecc diventano da normali atti di controllo dei cittadini sui propri rappresentati a dichiarazioni di miscredenza nei confronti della Scienza.
Posta in questa cornice la questione, è evidente come gli influencer giocheranno un ruolo determinante nel fallimento o meno della campagna vaccinale: quando si parla di fede, chi meglio di individui abituati a far fatturare la fiducia che gli altri ripongono nella loro persona possono cambiare le sorti della partita?
Federico Leo Renzi
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