VACCINO: LA MOBILITAZIONE INFINITA

Molto interessante l’accavallarsi delle notizie sull’Omicron che stanno uscendo in queste ore, e gli interessi politici, economici, ecc che ogni informazione copre.
Le case farmaceutiche ritengono che il loro attuale prodotto non copra o non sia sufficientemente efficace per la nuova variante, e quindi ne stanno approntando uno nuovo.
Alcune testate giornalistiche spingono sul fatto che l‘Omicron potrebbe bucare i vaccini per giustificare le nuove misure di lockdown e il prolungamento dello stato d’emergenza.
Altre testate invece sostengono l’attuale vaccino protegga dall’Omicron anche se ci si fa la prima dose solamente adesso, questo ovviamente per spingere gli scettici e i novax a correre all’hub.
Altre testate ancora sostengono che l’attuale vaccino protegga dall’Omicron solamente dalla terza dose in poi, per spingere quelli già vaccinati con due dosi ma incerti se farsi la terza a prenotare la nuova inoculazione.
Alcune testate giungono al virtuosismo pubblicando tutte e 4 le prospettive in 4 articoli successivi, poco importa se a livello logico siano fra di loro incompatibili: sarà poi l’esecutivo a scegliere qual è la verità fra queste, magari assemblando pezzi di tutte e 4.
Nel frattempo una cosa è certa:
una variante nata in Sudafrica appare simultaneamente in mezza Europa poco dopo la sua nascita, portata da chi per lavoro fa il commerciale, il finanziere, il faccendiere, il politico,
l’imprenditore, tutte figure che nessun lockdown o divieto può fermare nel loro muoversi vorticosamente fra un continente e l’altro, poiché con loro girano i soldi, i contratti, il capitale.

VACCINO-SALVEZZA E LA MOBILITAZIONE INFINITA

Oggi in un’intervista alla Stampa, l’immunologo Mantovani prospetta la possibilità che a causa della variante Omicron sia necessaria una quarta dose di vaccino, poiché la terza non coprirebbe abbastanza.
La campagna per la terza dose è appena iniziata, che già la sua utilità è messa in discussione.
Ora, a qualunque persona razionale (sia essa pro o contro il vaccino) questo discorso creerebbe non pochi problemi.
E’ evidente che la strategia di rincorrere le varianti con il vaccino è fallimentare in partenza, a causa della velocità con cui il Covid muta.
A che pro quindi continuare a battere fino alla nausea con il proseguire questo modello di lotta contro la pandemia?
Ad eliminare dall’orizzonte del pensabile qualsiasi altro scenario.
L’idea della salvezza tramite il vaccino infatti ha parecchi vantaggi per l’economia e i governi, ne elenchiamo alcuni:
1- E’ a basso costo, dato che riforme strutturali (trasporti, scuole, ecc) richiederebbero investimenti molto più cospicui di quelli necessari ad acquistare lotti di vaccino e a distribuirli alla popolazione.
2- Permette di non mettere in discussione il dogma neoliberale dello stato minimo, dato che per la semplice somministrazione del vaccino non occorre potenziare la sanità pubblica, addirittura si può (e di fatto lo si sta facendo) demandare l’inoculazione ai privati (le farmacie), risparmiando persino sui lavoratori degli hub vaccinali.
3- Ponendo un obbiettivo impossibile, è giustificato in partenza qualsiasi provvedimento il governo prenda non risolverà il problema, al massimo si limiterà a tamponarlo. La deresponsabilizzazione dell’esecutivo rispetto ai risultati è quindi l’ovvia conseguenza dell’assunto.
4- Ponendo un obbiettivo impossibile, che tuttavia se dovesse essere raggiunto eradicherebbe il Covid, l’esecutivo ha un’ideologia con cui mobilitare permanentemente la popolazione. La metafora della guerra qui è fondamentale: siamo tutti soldati e da ognuno di noi dipende la sconfitta del nemico. Da quante volte saliamo in metro a chi frequentiamo, se scegliamo o meno di far sesso e con chi, da che mezzo di trasporto usiamo per andare a lavoro (l’unico luogo al mondo in cui non ci si contagia, en passant), ecc ogni nostro comportamento può determinare la fine della pandemia o meno.
5- Lascia indisturbata la finanza e la grande industria. Le chiusure, i lockdown, il coprifuoco, ecc cioè tutte le misure prese per contenere i contagi fino al completamento del ciclo vaccinale, falciano il commercio al dettaglio, la ristorazione, il settore alberghiero, ecc mentre sono indifferenti o persino benefiche per i fatturati dei colossi economici (hi-tech, armi, robotica, farmaceutica, banche ecc).
6- Crea un nemico interno verso cui sfogare la rabbia per la crisi economica e il taglio del welfare. Chiunque non abbia fede nell’assunto che se fossimo tutti vaccinati e ci limitassimo tutti ad andare solamente a lavorare tagliando ogni altra forma di socialità la pandemia sarebbe già conclusa, diventa un nemico che prolunga la pestilenza ad libitum. I novax, i no greenpass, i contestatori della svolta autoritaria dell’esecutivo, le proteste economiche contro chiusure e tagli di ristori e sussidi ecc diventano tutte quinte colonne della pandemia poiché non avendo fede nella strategia elaborata per vincere la guerra, rendono impossibile la sua fine.
7- La vaccino-salvezza fornisce la base ideologica per l’unione fra scienza ed economia, e la loro pretesa di essere le uniche forme di sapere utili per ordinare la società. Se il covid è solo un problema di quantità e qualità dei vaccini, la Scienza (cioè le multinazionali farmaceutiche che creano i vaccini) e l’Economia (cioè il sistema di finanziamento, distribuzione, ecc del vaccino stesso) sono le uniche due branche del sapere umano in grado di salvarci, e quindi le uniche due legittimate a fornire i quadri dirigenti alla società. Tutto il resto del sapere umano è inutile o perfino dannoso dato che non apporta alcun contributo utile alla produzione e distribuzione della salvezza, ossia del vaccino.
La vaccino-salvezza apre quindi le porte allo scenario di una postdemocrazia a guida economico-scientifica potenzialmente senza limiti di durata, poiché la giustificazione del suo mandato (l’eradicazione del covid tramite i vaccini) per sua stessa natura richiede la mobilitazione totale della società ed è razionalmente impossibile da realizzare. Ma l’a vaccino-salvezza non è mai stata un’opzione razionale, è sempre stata (e diventerà sempre di più) una fede.
Federico Leo Renzi
Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather