Vademecum per un’Accademia a Cagliari!

Articolo 5 dello Statuto Autonomo della Regione Sardegna

Salva la competenza prevista nei due precedenti articoli, la Regione ha facoltà di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione, sulle seguenti materie:
a) istruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi;

b) lavoro; previdenza ed assistenza sociale;
c) antichità e belle arti;
d) nelle altre materie previste da leggi dello Stato.


 

Dal momento che per la prima volta, nella storia politica Comunale di Cagliari, l’Alta Formazione Artistica diviene uno dei nodi del confronto tra i due candidati sindaco (Paolo Truzzu e Francesca Ghirra) e le rispettive liste, ci sembrava opportuno condividere un ragionamento su come nasce un’Accademia d’Alta Formazione Artistica:

  • La maniera più semplice e celere sarebbe farla nascere come sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, individuando delle aree di specializzazione locale che a Sassari non siano attive, sul modello di come è nata l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, che si occupa soltanto dell’arte del Mosaico; l’Accademia di Belle Arti di Ravenna in tale ottica partendo dalla sua specificità storica, artistica e culturale, ha elevato la sua tradizione artigianale locale a forma d’arte contemporanea, traghettando la formazione artistica locale del mosaico a ricerca artistica contemporanea da non ridurre ad artigianato folk, ma da esportare dovunque nel mondo con i propri artisti altamente specializzati, diventando meta di chi per formarsi in tale specializzazione di genere sceglie Ravenna come meta di studi. In tale ottica l’eventuale sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti di Sassari potrebbe fondarsi e reggersi esclusivamente su forme artistiche d’area, come l’arte dell’intaglio lapideo (pensate quanto sia sentita la Scultura e la pietra nella tradizione artistica isolana e anche a quanto Pinuccio Sciola ci tenesse ad aprire una scuola d’arte e mestieri della pietra, in questo caso si andrebbe oltre e si conferirebbe a tutto questo la dignità d’Alta Formazione Artistica residente, ponendo la Scultura isolana con tutto il suo carico di tradizione e memoria proveniente e testimoniato dai nuragici a contatto diretto, dialettico e didattico con la ricerca e l’alta formazione artistica contemporanea evadendo dalla dimensione folk e da cartolina che oggi grava e pesa sulla Scultura contemporanea isolana, in tale ambito tra i corsi complementari potrebbe esserci quello di “fonderia e d’arte della ceramica” altro settore d’eccellenza artigianale locale in forte crisi di settore); altro settore altamente formativo e caratterizzante potrebbe essere quello dell‘arte dei murales e delle pitture parietali, l’isola è la Regione d’Italia che ha il numero maggiore di paesi Museo a cielo aperto e di murales, ma nonostante questo gli artisti isolani non hanno mai avuto una reale proiezione e formazione istituzionale (anche da guardare in maniera critica) e neanche la possibilità (al di là di percorsi personali) di confrontarsi con l’altrove, la public art è oggi un’evoluzione dell’arte del muralismo e in quest’ottica l’isola con i suoi artisti, vista anche la disponibilità di fruibilità di spazi potrebbe divenire estremamente attrattiva per la formazione artistica internazionale di settore. L’Accademia di Belle Arti di Ravenna è  interessante come esempio, perché è convenzionata con l’Accademia di Bologna ma è Comunale, questo vuole dire che gli studenti che s’iscrivono in tale percorso di studio versano direttamente la tassa d’iscrizione nelle casse Comunali, il che contribuisce a coprire i costi di gestione di personale e spazi in attesa della statalizzazione. Triennio e biennio di specializzazione, pur trattandosi di un’Accademia Comunale hanno valore legale proprio nel nome della convenzione con l’Accademia di Bologna, alimentando un interesse d’area comune Regionale Emiliana nei confronti dell’Alta Formazione Artistica Contemporanea.
  • Altra possibilità (oggettivamente più tortuosa) sarebbe lavorare per un’Accademia di Belle Arti di Cagliari partendo dai dati di dispersione scolastica e emigrazione giovanile isolana e nello specifico Cagliaritana come città metropolitana, un’Accademia di Belle Arti di Cagliari sarebbe da tampone all’emigrazione e alla dispersione scolastica, anche perché l’accesso sarebbe possibile non soltanto agli studenti con maturità artistica, ma a tutti i maturandi d’area metropolitana (l’area di Cagliari città metropolitana corrisponde ai 2/3 delle residenza isolane e i numeri di Sassari raccontano di una realtà ben radicata nel proprio territorio che non si alimenta certamente degli studenti provenienti da Cagliari e neanche dalle altre Regioni d’Italia o dall’estero, dal momento che la percentuale di studenti che arrivano da fuori Regione è pari soltanto all’un per cento), le due Accademie si legittimerebbero dialogando a vicenda e incrementerebbero i dati legati all’industria dell’Alta Formazione nel terziario locale (che per quanto riguarda l’isola sono i più bassi d’Italia). L’area di Cagliari ha istruzione liceale artistica, una facoltà d’Architettura e un Conservatorio proprio come quella del nord Sardegna, il distinguo è proprio nell’Alta Formazione Artistica Accademica, settore che a Cagliari non può essere coperto solo dallo IED che oltre che formare in direzioni d’Avanguardia di settore che indirizzano egualmente verso l’altrove, dal punto di vista dei costi in quanto percorso privatizzato, non è propriamente accessibile per tutti coloro che vorrebbero e potrebbero accedervi, e nel 2019 configurare l’Alta Formazione Artistica come distinguo di classe e di ceto sociale economico residente è francamente qualcosa d’insopportabile, comunque sia il percorso dello Ied non lavora sulla messa a sistema della tradizione e della memoria artistica e culturale residente spingendola nella direzione dialettica della contemporaneità, Scultura su pietra e arte del murales sono assenti. Per chiedere l’istruzione di un’Accademia di Belle Arti di Cagliari occorrerebbe un’intervento congiunto di diversi assessorati della cultura e della pubblica istruzione (dal comune, alla città metropolitana alla Regione) indirizzato al Ministro della pubblica istruzione e all’AFAM. Riferimento normativo è sempre il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche,ai sensi dell’art. 21 della L. 15 marzo 1997, n. 59.
  • Altra ipotesi è quella di un protocollo d’intesa di rete tra scuole (non tra Comune e Accademia come nel caso di Ravenna e Bologna), in quest’ottica l’accordo di rete potrebbe essere tra il liceo artistico locale (o perché no? I licei artistici d’area metropolitana) e l’Accademia di Belle Arti di Sassari; ma niente e nessuno nell’ambito di un ordinario accordo di rete, vieterebbe un accordo tra un Liceo Artistico locale e una qualsiasi Accademia Italiana (pubblica o parificata) nell’ottica del rilascio di un attestato triennale e biennale di specializzazione che abbia valore legale. Riferimento normativo è sempre il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche,ai sensi dell’art. 21 della L. 15 marzo 1997, n. 59.

 

Ovviamente tutte le ipotesi devono muoversi in relazione a una volontà politica trasversale (che almeno a livello politico comunale, in questa fase di campagna elettorale appare manifesta), se l’Accademia di Sassari vuole aprire una sede distaccata a Cagliari, l’operazione è molto semplice, basta che ci sia il sostegno della politica Cagliaritana, i protocolli sono anche piuttosto semplici, basta che ci siano spazi adatti e professori/Maestri di settore disponibili, che possono essere assunti e inviati da Sassari, ma se in un’accordo di rete c’è un liceo Artistico possono essere anche individuati con incarico a progetto dal Liceo e la quota docenti potrebbe essere ripartita tra Cagliari e Sassari, i “soldi” che dovrebbe trovare la politica Cagliaritana sono quelli relativi agli spazi di gestione (che potrebbero essere a progetto Europeo ma anche a fondo comunale sul modello di Ravenna).

Emblematico quanto accade a Iglesias nel 2006: La presidente della provincia di Sassari e il presidente di quella di Carbonia Iglesias, intervennero per bloccare una sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti a Iglesias.
La prima perché temeva una sorta di OPA ostile dei Cagliaritani sull’Accademia sassarese e il secondo, per evitare che l’offerta formativa di Iglesias potesse crescere a discapito di quella della sua Carbonia.
Insomma si massimizzò il danno a fronte di un profitto inesistente.
Nel 2012 a Cagliari mancò la firma dell’Assessore in Regione a fronte di un accordo tra le parti realizzato, la prospettiva era quella sulla base di un accordo di rete tra il Liceo Artistico “Foiso Fois” e l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, di fare nascere una sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, nell’allora sede del Foiso Fois di Via San Giuseppe a Castello, si trattava di un corso di Scenografia.
 

Pierluigi Carta: Volevamo l’Accademia!

 

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