Vado controcorrente

Vado controcorrente.

La Regione Sardegna ha ideato un progetto che ha diviso il mondo degli appassionati di archeologia: realizzare dei nuraghi in pietra (in scala ridotta) nelle città che ospitano circoli dei sardi, in quei luoghi dove i nostri emigrati sono diventati ambasciatori dell’isola e propongono le tradizioni enogastronomiche e culturali sarde.

A me l’idea piace perché i circoli sono uno dei nostri biglietti da visita oltremare, e avrebbero un’altra opportunità per divulgare la nostra identità e invogliare nuove fasce turistiche ad approfondire la conoscenza dei paesaggi interni e le peculiarità del nostro patrimonio archeologico.

Chi si lamenta vorrebbe dirottare quelle risorse nella valorizzazione dei nuraghi attraverso nuovi scavi e nuove ricerche.

A questi si potrebbe rispondere a tono ma sarebbe tempo perso perché non conoscono il funzionamento del sistema professionale archeologico (costi astronomici, progettualità, vincoli…).

Altri, i paladini dell’ovvietà, dicono che sono risorse sprecate che dovrebbero, invece, essere destinate al settore trasporti (continuità aerea e navale).

Per convogliare risorse nel settore (tutto il mondo lo fa) servono idee che coinvolgano il sistema produttivo: pubblicità, articoli in riviste, mostre in Italia e all’estero, documentari e film, programmi tv e tutto ciò che può intrigare un individuo e creargli il bisogno di fare il turista e invogliarlo a spendere.

Il mondo si muove con l’economia, lo fa da sempre e sempre lo farà, con buona pace di chi non capisce questa semplicissima regola dell’evoluzione umana: incuriosire per creare indotto e investire per tenere alto l’interesse verso un bene economico.

Il patrimonio archeologico e culturale è un dono da curare che i nostri avi ci hanno lasciato, guai a lasciarlo morire nell’oblio o a trascurare azioni che potrebbero mantenerlo vivo, sarebbe imperdonabile.
Foto di Bibi Pinna che ringrazio.

Pierluigi Montalbano

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