Valutare ogni opportunità per l’Accademia a Cagliari

Valutare ogni opportunità per l’Accademia a Cagliari

In tempi dove il mercato riduce l’essere artista in proporzione a quanti follower e hater si hanno su facebook e instagram, qualcuno storce il naso dinanzi al fatto che da Cagliari si stia rivendicando Autonomia d’Alta Formazione Artistica, ma può bastare il mercato del consenso a fare dimenticare che Cagliari oggi sia l’unica città metropolitana occidentale storicamente priva di un’Accademia di Belle Arti?

Autonomia d’Alta Formazione Artistica vorrebbe dire, nel tempo e nella memoria, porre a sistema della memoria e della cultura residente artisti responsabili delle proprie azioni, vorrebbe dire alimentare un’idea dell’arte eteronoma e non solipistica, vorrebbe dire comprendere che l’io dell’artista non è mai individualismo singolo, l’artista non è mai monologante, l’artista è sempre una risultante di un incontro con l’altro.

Si parla tanto d’identità e specificità artistica isolana, ma cosa è l’identità?

L’identità è percepire la realtà simbolica dell’artista come comunitaria, è l’etica della comunità che affonda nell’azione, l’artista più agisce nella comunità e più amplifica e diversifica creativamente le possibili scelte linguistiche e di genere nella comunità, è attraverso l’estetica dell’arte dell’agire che s’impara a vedere.

La proposta del deputato Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia, dall’opposizione dei banchi dell’attuale parlamento, approvata dal governo Conte di valutare ogni opportunità per l’apertura di una sede dell’Accademia di Belle Arti di Cagliari fa finalmente sperare in un’altra Cagliari possibile nelle percezione dell’arte e degli artisti residenti, fa pensare a una percezione della politica isolana che sappia mettere da parte beghe da campagna elettorale permanente massmediatica nel nome di una causa identitaria isolana comune nel nome della causa finalis di una Cagliari che abbia finalmente diritto all’Alta Formazione Artistica, un plauso va non solo all’onorevole Salvatore Deidda, ma a tutte le forze politiche che hanno votato l’ordine del giorno alla Camera.

Con quali modalità nascerà questa Accademia di Belle Arti di Cagliari (sede distaccata di Sassari o meno) lo si vedrà cammin facendo, l’esperienza di gestazione delle Accademie in Italia e in Europa insegna che con l’intenzione politica di fare qualcosa quella cosa si materializza, l’intenzione determinerà trasversalmente il progetto politico, il processo d’autodeterminazione è iniziato e finalmente sembra stia tirando in questa calda e torrida estate Cagliaritana, un maestrale che porta l’idea dell’arte come bene comune, pubblico, condiviso e partecipato.

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