Vince la maggioranza non votante

IL GIORNO DOPO


Momenti delicati, d’attesa fremente d’analisi politologiche in grado d’illuminare, con squisita tecnica al di sopra delle parti, (altrimenti che tecnica sarebbe?) le molte ragioni scritte nella scienza elettorale che hanno indotto il vicino a votare per qualcuno che, quando non subentra a sé stesso dirà: il disastro non è colpa mia, l’ho ereditato.
Va da sé che tanta dialettica illuminazione sarà il faro che ci guiderà nella comprensione di ciò che accadrà nelle elezioni successive, quando, l’attesa trepidante delle nuove rivelazioni sarà soddisfatta dal “nuovo” spiegone “scientifico”.


Momenti di pensieri profondi: senza la sinistra, senza i comunisti in nutrita pattuglia testimoniale, all’occorrenza di governo (locale o nazionale è lo stesso), non si può.


Momenti d’elaborazione, nell’ambito dei quali i politologi si riciclano come pensatori filosofici e come tali crescono di numero, grazie all’aggiunta degli incompresi orbitanti dentro o ai margini della sedicente sinistra PD o limitrofa, altrimenti detta centro sinistra.
Le proposte, di qui alle prossime elezioni politiche fioccheranno un tanto al chilo e ce ne sarà per tutti, dai prodiani nostalgici con un occhio al “comunista” D’Alema, fino a giungere ai professionisti della fuga dalla trombatura disposti a cavalcare anche un canguro.
Momenti di spremitura di meningi a destra.

Il pensiero più articolato? “E’ grasso che cola.”
Momenti di progetti ridimensionati a cinque stelle: si fa strada l’idea che la borghesia è avida, ma non scema: per farsi rappresentare ci vuol altro.
Momenti in cui si sprecano considerazioni del tipo: hanno vinto; hanno perso; è andata benino; sì, ma non è stata colpa nostra, abbiamo pagato perché…


Tutto questo accade, mentre l’unica maggioranza reale emersa per l’ennesima volta è quella del partito che non ci sta più ad alimentare la finzione che il suo voto possa servire a cambiare davvero.

Perdenti e vincenti fanno spallucce convinti come sono che sia ininfluente. A costoro senza finzioni mi sento di dire: pregate il vostro Dio perché il giorno che i non votanti si fanno alternativa politica consapevole e organizzata per voi è finita.

G Angelo Billia

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