Vivere la vita degli altri

È ridicolo come gli esseri umani postmoderni abbiano perso l’abilità di vivere le loro vite e vivano le vite degli altri, principalmente degli altri ricchi e famosi.

E si schierano, e si battono, e urlano per principi etici infranti da terribili personaggi ricchi e famosi nei confronti di povere vittime anch’esse ricche e famose.
Con questa storia di Weinstein e del “me too” sono mesi che aspetto che da un momento all’altro qualche ragazza cagliaritana, ormai donna, ci racconti di quel professore che invitava le studentesse nel suo studio negli anni 80’/’90.
Niente!
Weinstein, Asia Argento, Catherine Deneuve, Kevin Spacey… loro sì, ma delle storie delle nostre vite, della realtà vera che ci riguarda e che mezza città conosce, nessuno parla.
Non voglio infierire su quel professore, ci mancherebbe, se l’avesse fatto con qualche mia fidanzata o con qualche amica l’avrei ridotto in poltiglia di carne viva in qualche vicolo buio della città, non è lui il fatto rilevante.
Il fatto rilevante è la tristezza dell’uomo e della donna postmoderni che vivono le vite dei personaggi famosi perdendo completamente la dimensione, in molti casi la percezione, della propria.

Antonio Musa Bottero

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