Zoom ballottaggio Capoterra: In trappola

Zoom ballottaggio Capoterra

 

In trappola

 
I media mainstream rappresentano accordi mai stati (Fratelli d’Italia e Gianluigi Marras, mai si sono schierati al fianco di Beniamino Garau).
Il Pd locale vale nella pratica un consigliere comunale che sogna di trovarsi all’opposizione col centro sinistra civico perdente per non rivelare la sua anima nazional popolare e liberale al servizio dell’economia privata.
Il centro sinistra regionale tenta d’agganciarsi a un centro sinistra civico con un programma a dimensione comunale per raccontare il suo rilancio.
Il centro sinistra civico e dei movimenti, ha attraversato questa campagna elettorale, sotto attacco trasversale di una macchina del fango che dal Partito Sardo d’Azione, attraversa la Lega e arriva allo stesso PD, fotografando una Capoterra scissionista dove il litorale e la collina paoiono comunità in cerca d’indipendentismo dal centro storico.
Capite?
Tutto questo in un Comune ricco di risorse attrattive ma di solo 25000 abitanti, nodale negli equilibri ricettivi e turistico culturali dell’intero bacino d’area di Cagliari città metropolitana.
La comunicazione mainstream è stata pronta a inseguire la macchina delle fake news, caratterizzando per intero questa campagna elettorale, allontanando la politica locale dai cittadini, avallando l’idea che ci sia un scontro sociale tra gli abitanti delle lottizzazioni e quelli del centro storico:
con qualche prezzolato giornalista free lance, che guadagna più sotto banco dai suoi “inserzionisti” che non dai quotidiani per cui scrive, suggerisce, attraverso articoli che vorrebbero proporsi sopra le parti, la linea politica:
  • sportello comunale in zona mare
  • bancomat e ufficio postale in zona mare
Perdonatemi, ma l’ufficio postale in zona mare lo determinano le poste italiane o il comune di Capoterra?
 
Uno sportello comunale decentrato è una questione politica prioritaria in una cittadina che è in gran parte un dormitorio quotidiano per chi lavora a Cagliari e che ha 25000 anime di residenti?
 
L’impressione è che qualcuno voglia sciacallare sulle lottizzazioni e gli abusi edilizi anni sessanta e settanta, che prometta aria fritta tirando in ballo questioni come Sarroch e la Saras che poco hanno a che fare con un’amministrazione comunale Capoterrese.
 
Pare che certi interessi stiano studiando, in tutte le maniere, come entrare di peso nelle politiche amministrative comunali, comunque andranno queste elezioni è chiaro che:
 
  • ancora una volta vincerà il partito di chi si astiene, da dinamiche che non comprende e che non hanno niente a che vedere con l’amministrazione di una comunità.
  • Certi interessi sono già schierati per bombardare trasversalmente entrambi i candidati Sindaco qualora dovesso vincere (la macchina del fango è duttile e dinamica).
  • Comunque vada Beniamino Piga si ritroverà a essere un bersaglio mobile, colpevole d’avere curato l’assessorato al bilancio in un’ottica di capitalizzazione del bene comune (per questo De Muru sogna di trovarlo complice all’opposizione, un modo per resettare la memoria su cosa sia la sinistra).
La differenza tra i due programmi è nei due selfie all’urna che oggi hanno postato i due Beniamini, con i relativi commenti.
 
Piga, con la dua delicatezza e signorilità scrive:
 
“Votare vuole dire sentirsi parte di un insieme comune. Votare è un diritto a cui nessuno dovrebbe rinunciare.
Io ho sempre votato per il dialogo, la comprensione e la partecipazione dell’altro.”
“Votare vuole dire sentirsi parte di un insieme comune. Votare è un diritto a cui nessuno dovrebbe rinunciare.Io ho sempre votato per il dialogo, la comprensione e la partecipazione dell’altro.”
 
Garau vende un cambiamento che non ci sarà se non a discapito di interessi comuni e scrive:
 
“Cari amici, per cambiare e rinnovare il sistema é necessario che ognuno di noi vada a votare con coscienza e con coraggio.
Andiamo a votare.
Scegliete per il cambiamento.”
“Cari amici, per cambiare e rinnovare il sistema é necessario che ognuno di noi vada a votare con coscienza e con coraggio. Andiamo a votare.Scegliete per il cambiamento.”
 
Verrebbe da chiedergli di quale sistema parli di preciso, nella pratica la sua comunicazione non pare essere molto innovativa, foto con moglie e bambini fuori al seggio, pare ricordare il moralismo conservatore America anni cinquanta, il/la Capoterrese oggi si vede così?
 
Il gruppo social Cabuderra informara riporta a proposito dei modi muscolari della base di movimento di Garau:
 
“Corrompere è un reato punibile legalmente, avete cercato di corrompere le persone sbagliate, invitiamo a chiamare le forze dell’ordine in risposta a certi atteggiamenti.
Quando urlate fuori dai seggi:
 
NON VOTATE PIGA CA CI DU DEPPEUSU BOGAI A S’ALIGA!
 
Ricordatevi che domani potrebbe essere il vostro Sindaco.”
 
Insomma comunque vada, Beniamino Piga a parte, a Capoterra stanno perdendo tutti!
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