ZOOM BALLOTTAGGIO CAPOTERRA: NESSUN DORMA

ZOOM BALLOTTAGGIO CAPOTERRA: NESSUN DORMA

 

Guernica non è a Capoterra

 
Ieri è terminata la campagna elettorale, due Sindaci candidati:
– uno in quota Lega e Partito Sardo d’Azione
– L’altro a capo di un’insieme di liste civiche sganciate da segreterie di partito centralizzate.
Una rincorsa, da parte di Garau (Lega e Partito Sardo d’Azione), all’estensione della sua base elettorale: non poteva fare altro, partendo da un meno dieci per cento da Piga al primo turno.
Garau ha chiuso la sua campagna elettorale con una festa, Piga ha deciso di chiudere la sua in una modalità intima, con la sua base di movimento e di sostegno, se ci sarà da festeggiare, si festeggerà Lunedì sera (questione di stile e coerenza con la propria base elettorale).
Le ultime due settimane di ballottaggio elettorale, sono state estenuanti, non si è fatta politica, non c’è stato un confronto dialettico tra i due candidati, ma c’è stata soltanto una rincorsa da parte della base di movimento di Garau, al programma di Piga, nato in maniera concertata e condivisa con la comunità, nel tentativo d’addebitarselo ed espandere la propria base elettorale.
Contorno di tutto questo una sofisticata macchina del fango che non si è fermata un attimo via social network, fondata su pretestuose non notizie (una scultura collocata come elemento d’arredo urbano, di cui tutti invocavano la messa in opera, e due pitbull col padrone che aggrediscono un anziano che diventano mediante giornalismo free lance prezzolato,”il fenomeno del randagismo a Capoterra”).
Nella loro diversa modalità di chiusura della campagna elettorale, i due Beniamini hanno anche salutato e lanciato un appello di voto, con dei video che hanno postato sui social network e fatto circolare via whatsapp e sulle storie Instagram:
– Beniamino Garau (Lega-Partito Sardo d’Azione) si è presentato con una riproduzione di Guenica di Picasso alle spalle: sottintendo attenzione verso l’arte contemporanea e palesando una Capoterra devastata e bombardata dall’amministrazione comunale uscente, che vedeva il candidato Sindaco Beniamino Piga ai conti pubblici, un tentativo d’intercettare l’arte e la cultura residente, che nel programma di Garau non è citata neanche in una riga, quello di Garau è stato un appello di voto verso di lui rivolto a tutti (“non ci sarà altra possibilità di cambiamento, votate Garau”).
Perché non rinfacciare a Garau a questo punto che Picasso non ha mai avuto stanza a Capoterra e che Guernica sia un tantinello più lontana di Cagliari?
Beniamino Piga (insieme di liste civiche) , dal studio di commercialista, ha fatto presente come non si aspettava nella sua prima campagna elettorale da candidato Sindaco, una tale macchina del fango contro di lui, pensava ci si potesse confrontare civilmente su contenuti di programma politico, cosa che da parte di Garau e della sua base elettorale, non è mai stata voluta e cercata.
Uno aggressivo e muscolare, l’altro delicato, signorile e intellettuale, uno che invita la sua base elettorale a procacciare voti, l’altro che ringrazia tutti coloro che l’hanno sostenuto e supportato (con ironia aggiunge “sopportato”).

Tutto finito, tutti contenti e silenzio elettorale il giorno primo del voto?

Neanche per sogno, qualche sostenitore della base di De Muru, candidato Sindaco del Pd (che sogna di riunire il centro sinistra capoterrese all’opposizione, per non ritrovarsi all’opposizione di una sinistra sociale sganciata dai partiti con tutto il centro destra), che candidamente si è mosso verso un sostegno incondizionato al leghismo in salsa sarda di Garau, rinfaccia al candidato Sindaco Piga, d’avere rivolto il suo appello finale, con sullo sfondo una foto di Piazza Matteotti di Cagliari e non una foto Capoterra, e nel nome di questo bacchetta chi si è occupato della comunicazione di Piga, adesso mi chiedo:
Perché Capoterra non è area facente capo alla città metropolitana di Cagliari?
A Capoterra la Domenica non si tifa per il Cagliari Calcio?
Perché non rinfacciare a Garau a questo punto che Picasso non ha mai avuto stanza a Capoterra e che Guernica sia un tantinello più lontana di Cagliari?
Comunque vada Beniamino Piga continuerà a essere public enemy e capro espiatorio pur di sollevarsi dalla responsabilità di non avere contribuito a un dibattito programmatico politico sano, tra chi amministrerà Capoterra e chi sarà in consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione.
Possibile che a campagna elettorale chiusa, si vada a colpire (posto che esista) “l’esperta di comunicazione politica” di Piga?
Se il polso di un’amministrazione politica, si potesse misurare dalla campagna elettorale,  giocando a prevedere il futuro, verrebbe da pensare, che qualcuno pensa di chiamare rinnovamento politico la squalifica verso l’altro, verso l’amministrazione politica precedente e anche il suo bilancio sano e chi l’ha curato:
comunque vada Beniamino Piga continuerà a essere public enemy e capro espiatorio pur di sollevarsi dalla responsabilità di non avere contribuito a un dibattito programmatico politico sano, tra chi amministrerà Capoterra e chi sarà in consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione.
 
 
 
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