Zoom ballottaggio Capoterra

Zoom ballottaggio Capoterra

 
Shiststorm sardo leghista su Piga

 

Mai una campagna politica Capoterrese è stata cosi anti dialettica, fondata sulla retorica dell’odio e della diffamazione, sulla scia della “bestia” di comunicazione leghista.
Gli eletti in consiglio comunale in quota Garau, invece che muovere la base, con i loro profili social determinano una indecorosa quantità di manipolatorie fake news.
Qualcuno eletto al primo turno con Marras (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Riformatori) si è concesso a Garau per un assessorato, rappresentando un accordo d’intenti programmatico che non è mai stato (sosteneva che sarebbe stato suo l’assessorato dello sport e dello spettacolo con Marras sindaco, per poi una volta eletto in consiglio, nel nome del ballottaggio, spostarsi in autonomia verso Garau, nel nome dello stesso assessorato, proclamando che il suo ingresso in consiglio comunale sarebbe il nuovo che avanza (per cinque anni ha sostenuto la giunta Dessi in consiglio comunale).
I progressisti in Regione lanciano il sostegno a Beniamino Piga, che evidentemente, provenendo da una formazione socialista, ha una naturale propensione e tensione verso l’internazionalizzazione in chiave di sviluppo comunitario.
Con una eventuale giunta Garau, la lega entrerebbe in consiglio comunale con una cinquantina di voti.
I toni di questa campagna elettorale, danno la dimensione dello scenario che si prospetterebbe.
Sostenitori di Garau, sono stati avvistati, mentre strappavano manifesti elettorali del candidato Sindaco Piga (ma non avevano un programma politico democratico e partecipato?).
A leggere la prezzolata stampa locale, non è chiaro quanti siano i consiglieri comunali, provenienti dalla lista Civica Dessi qualora vincesse Piga, tre giorni fa erano tre, due giorni fa quattro, ieri cinque, Venerdì sera arriveranno a scrivere che il Sindaco uscente farà sedere in consiglio comunale qualora vincesse Piga il ballottaggio, tutta la sua lista, anche all’opposizione, Piga deve apparire mediaticamente un burattino, un contenitore vuoto.
Cosa stanno realmente comunicando i sostenitori e gli eletti in consiglio comunale del cambiamento targato Garau, a un giorno dalla fine della campagna elettorale?
 
  • Capoterra è uno dei peggiori posti al mondo dove vivere.
  • Più pericoloso vivere a Capoterra che nei ghetti di New York o nelle favelas, lottizzazioni e zone residenziali sono diventate baraccopoli invivibili.
  • Orde di cani selvaggi stanno aggredendo i residenti, i capoterresi stanno rischiando l’estinzione.
  • L’immondizia prodotta e non raccolta è superiore a quella di metropoli come Roma e Napoli, saranno anche affamati e senza lavoro, ma 25000 abitanti consumano quotidianamente quanto tre milioni di cittadini.
  • L’aria è fetida.
  • Il mare si sta asciugando causa riscaldamento globale, non ci sono più muggini, ma ratti di fogna e blatte che nuotano in un stagno salato.
  • Delinquenti si muovono a ogni angolo di strada, i capoterresi si aggrediscono l’un l’atro quotidianamente, impera l’anarchia.
  • Da più di vent’anni Capoterra non è amministrata, l’astensionismo dipende da questo, nessuno ricorda cosa sia un voto democratico.
  • Ogni artista, in ogni condominio, reclama di non avere mai lavorato per il Comune di Capoterra, questo nonostante pare che non ci fossero artisti residenti.
 
Nel nome di questo programma politico, distruggono i manifesti con l’icona di Piga, colpevole solo d’essere biondo, con gli occhi azzurri e di ricordare Leonardo Di Caprio: odio coltivato dalla frustrazione, di chi osserva il bello coltivato dagli altri.
 
Non serve a nulla spiegare e illustrare quanto si è fatto e cosa si sta programmando di fare, non si deve parlare di programmi, si rifiuta il confronto dialettico e democratico in un’ottica istituzionale amministrativa programmatica futura. 
Punto programmatico nodale futuro:
odiare l’altro, cacciarlo dal suo paradiso e schiantarlo sul pianeta terra dove tutto muore perché privo di visione evolutiva.