ZOOM CAPOTERRA: ASSOLTO IL CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA!

ZOOM CAPOTERRA: ASSOLTO IL CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA!

 
Leggo sul principale quotidiano isolano, dell’assoluzione di un consigliere comunale di maggioranza in quota Partito Sardo d’Azione, assessore alla cultura della città metropolitana di Cagliari e consulente del governatore regionale, in relazione a un processo per diffamazione.
Sono molto contento di questo, e non avevo dubbi in proposito, devo molto al Consigliere Comunale in questione in termini di popolarità nel luogo dove vivo:
– l’indomani della vittoria alle scorse comunali mi celebrava con un post con un video dove fingevo d’essere candidato Sindaco dichiarando che avrei vinto con la mia squadra al 51% in un clima di festa con tanto di post: I “sogni” trash dei vecchi amministratori camuffati da civici.
– L’idea deve essergli piaciuta molto, ed evidentemente la stima che ho per lui è reciproca, al punto che in un consiglio comunale si è congratulato con l’attuale opposizione per avere trovato un leader come me e prossimo candidato Sindaco.
Devo molto al consigliere comunale in questione, politico della mia generazione, “MTV Generation”, termine usato per riferirsi a persone influenzate dall’avvento di MTV e utilizzato per comprendere tutti i giovani della fine del ventesimo secolo, generazione che sa cosa è la comunicazione.

Da cosa è stato assolto il consigliere comunale sardista d’azione?

Dall’avere presentato in aula un documento, che aveva pubblicato anche in un gruppo chiuso via Facebook, dove occultava il nome di un cittadino citato, chiamandolo XY, chiaramente nel gruppo chiuso è stato riconosciuto e riconoscibile, e quindi tutti sono venuti a conoscenza della sua situazione tributaria, pur non essendo stato citato direttamente, insomma questione d’ascisse X e ordinate Y.
XY individuato algoritimicamente ha quindi sporto denuncia, ma il giudice ha riconosciuto che l’interrogazione era legittima, parte dell’adempimento di un consigliere comunale suffragata dai fatti.
La questione interessante giuridicamente non è l’assoluzione per avere presentato un’interrogazione (sacrosanto per un Consigliere Comunale), ma il fatto che un atto  stato pubblicato su un gruppo chiuso (amministrato da terzi) via Facebook, non abbia violato la privacy perché il cittadino è stato identificato con lettere XY.
Ma scusatemi:

Se è stato riconosciuto perché la privacy non è stata violata?

Perché il fatto è pubblico per l’interrogazione.
Il Consigliere Comunale in questione sa fare comunicazione e sa utilizzare i social network.
Quello che mi chiedo è:
 
– Se il documento era stato presentato in aula, con il relativo iter attivato, era necessario postarlo anche in un gruppo chiuso su Facebook, condannando a lapidazione pubblica un cittadino XY qualunque riconosciuto dallo sciame del populismo giustizialista?
Si è fatto e il consigliere è stato giustamente assolto:  non si poteva fare questo senza passare per i social network (limitandosi agli iter d’aula) o scrivendo un post generico del tipo: “certi cittadini fanno questo”?
-Processo fatto e consigliere assolto, ma quanto – sarebbe bello se i cittadini non arrivassero a dovere processare che li amministra, pagando avendo sbagliato, senza sentirsi pubblicamente derisi, vessati e mortificati?