Zoom Capoterra: colpa di chi critica?

Zoom Capoterra: colpa di chi critica?

 
L’unico corrispondente politico da Capoterra, riporta oggi sul principale quotidiano isolano, le critiche dell’ex Sindaco Francesco Dessi, all’attuale amministrazione, riguardo alla gestione dell’emergenza pandemica, che ha portato a una (mai dichiarata istituzionalmente) zona rosa e alla complicata gestione delle vaccinazioni.
L’ex Sindaco evidenzia i palesi limiti organizzativi della gestione d’insieme,  puntualizzando come nel nome della sicurezza comune, i cittadini abbiano subito di tutto: c’è chi testimonia d’essersi riuscito a vaccinare a notte fonda e chi stanco e stremato sia tornato a casa.
La scelta di fare del Centro Meccano un hub vaccinale comunale, parrebbe essere stata non funzionale, avrebbe alimentato il disagio, costringendo gli abitanti del centro storico a spostarsi, senza evitare lo spostamento neanche ai residenti delle lottizzazioni, si è congestionata la mobilità diffondendo il disagio dello spostamento.
Chiaro che le critiche non sono rivolte ai volontari, colpevolmente collocati dall’attuale amministrazione tra il martello della propaganda e l’incudine del condividere le critiche di gestione politica dell’emergenza dell’attuale maggioranza,  è  chiaro a tutti che il volontariato non ha nessun mandato politico che non sia quello della gestione della messa a disposizione di un’emergenza comune.
Qualcuno mi racconta che la gestione volontaria dell’ingorgo vaccinale esterno, sia passata per gli amministratori di un gruppo chiuso social, che proprio esente dall’attività politica locale, non pare essere mai stato.
La risposta del Sindaco Garau?
Piccata, non proprio stile Montessori, non entrando nel merito politico dell’avere scelto il Meccano come hub vaccinale comunale, nel nome della discontinuità con l’amministrazione precedente, vanta l’essere riuscito a vaccinare (lui o il servizio di volontariato?), in un intero pomeriggio quasi 1000 persone, e questo avrebbe naturalmente comportato il disagio.
 Nello stile politico di quest’amministrazione, il Sindaco continua a puntare il dito verso l’amministrazione passata, come se si fosse ancora in campagna elettorale:
“vorrei ricordare a Francesco Dessi, che sotto la sua gestione, per somministrare le 400 prime dosi, la gente era rimasta sotto il sole per ore”.
Perdonatemi, ma cosa c’entra?
Perché appiattire puntualmente il dibattito politico, chiamando in causa sempre l’amministrazione precedente per deresponsabilizzarsi?
Il disagio poteva essere ridotto?
Si: bastava gestire gli open day, come hanno fatto notare i tanto cittadini a quest’amministrazione, dividendo per fasce d’età o per dose (prima, seconda e terza), anche perché 1000 cittadini non sono niente, trattandosi di un Open Day senza prenotazione se ne fossero arrivati 5000?
Detto ciò, sembra che nessuno legga questa rubrica, ma tutti si sentono in dovere di commentarla, qualcuno arriva a scrivere “di non rompere più le palle”, intimandomi di tornare nel luogo dove sono nato, per mia e sua fortuna so che l’isola non è questa e che la comunità di Capoterra è naturalmente inclusiva, esprimere critiche e opinioni politiche fino a prova contraria è un diritto non vincolabile al luogo dove si è nati, una comunità è fatta di prospettive, sguardi e visioni moltitudinarie, che non si possono certo gestire come si amministrasse un gruppo chiuso via social network (anche se, chiuso un gruppo, naturalmente se ne apre sempre un altro).