Zoom Capoterra: fake ciclabili!

Zoom Capoterra: fake news ciclabili!

 
Le fake news hanno gambe corte, oggi il principale quotidiano isolano, sul tema piste ciclabili intervista il Sindaco uscente Francesco Dessi, che concorda naturalmente con un progetto innegabilmente consequenziale rispetto alla visione politica dell’opposizione di centro sinistra.
L’ex Sindaco, si rivolge direttamente a certe critiche politiche passate, veicolate da amministratori di condominio, con una visione politica privatizzata al limite del separatismo (incredibile ma vero).
In quest’ottica invia responsabilmente segnali di distensione (ancora mai arrivati dall’attuale amministrazione verso l’opposizione):
“Le critiche degli amministratori dei condomini lungo la costa posso anche comprenderle, temono che la zona residenziale possa essere presa d’assalto, ma mi permetto di tranquillizzarli: jogging, camminate veloci o passeggiate in bicicletta non rovineranno la serenità di chi vive vicino al mare.
L’assetto del territorio era stato approvato tra il 2006 e il 2007, attraverso il piano strategico concordato con i cittadini, avevamo raccolto e condiviso tutte le proposte, tutti erano concordi.
L’obiettivo finale è una pista ciclabile inserita nel cammino di Sant’Efisio che conduca da Cagliari a Nora, attraversando le lottizzazioni.”
Chiaro?
Da vent’anni politicamente si lavora per una Capoterra comune e integrata, anche se certi amministratori di condominio, politicizzando il loro ruolo tecnico amministrativo, hanno rappresentato una frammentazione sociale, che nella pratica si stava debellando con progetti e politiche condivise che non ha senso alcuno osteggiare.

Questo che scenari politici locali apre?

Quello della coerenza e chiarezza dell’informazione locale, colpevole d’avere rappresentato in campagna elettorale, un profilo politico della passata amministrazione non veritiero.
Diventa interessante  nella comunicazione politica, capire l’attuale amministrazione cosa a questo punto intenda per rinnovamento rispetto al passato (sempre che non si sia trattato soltanto di una forma retorica di comunicazione, fondata esclusivamente sulla squalifica dell’amministrazione precedente, finalizzata ad assaltare il Comune in tempi di profonda crisi economica e disgregazione sociale).