Zoom Capoterra: il Lido che non c’è!

 

Zoom Capoterra: il Lido che non c’è!

Siamo a quasi Luglio, estate di siccità e di depressione economica, pressione e inflazione fiscale, in campagna elettorale, si sono utilizzati gli anziani nel nome del consenso, si è promesso che nelle lottizzazioni avrebbero trovato bancomat e servizi comunali.

Il fatto politico è che l’American Beach, il lido Comunale di Capoterra ancora non è aperto, pare per ragioni politiche (a dire il vero tutte da comprendere in un’amministrazione di destra civica a trazione Partito sardo d’Azione che non disdegna il civico dialogo con quello che resta del Partito Democratico da queste parti: un consigliere comunale che puntualmente conferma le politiche della maggioranza dal banco dell’opposizione).

Grande attenzione ai cani, dei quali si parla nelle assemblee condominiali, pare contino politicamente di più degli anziani a cui fanno compagnia, si progettano aree delle lottizzazioni per fare arrivare amici a quattro zampe da tutto il sud metropolitano isolano, e non si ragiona su come fare passare l’estate agli anziani residenti.

Cinquanta anziani, frequentatori quotidiani del lido che non c’è più non sono ancora andati al mare: non hanno bagni e docce e non hanno la passerella che gli consentiva di raggiungere i lettini, qualcuno ha il deambulatore, non può andare in mare in autonomia.

il rischio è che passino questa torrida estate a casa.

Il primo cittadino come risponde a tutto questo?

“Dalla settimana prossima apriremo bagni e docce nel punto d’informazione turistico.
Per il lido comunale ci vorrà pazienza, presto il nuovo gestore potrà montare lo stabilimento.
Non c’erano le condizioni per potere andare avanti con il precedente gestore, potevamo andare avanti con lui solamente a Maggio”.

Silvano Corda, consigliere comunale socialista di minoranza ci dichiara:

“Partiamo da un dato di fatto:

 

L’AMERICAN BEACH HA FATTO RICORSO AL TAR!

I tempi del tribunale, non hanno nulla a che fare con le dichiarazioni mass mediatiche del primo cittadino (“la settimana prossima”).

L’estate è finita senza cominciare per lo stabilimento comunale, tra un ricorso e l’altro come può il primo cittadino parlare di una riapertura a breve?

La proroga si poteva fare (non capisco perché adesso parla di Maggio come termine ultimo), l’emergenza Covid ha consentito sul tema flessibilità in tutta Italia.
 Cristiano Piscedda non era allineato politicamente con l’attuale maggioranza nelle scorse comunali, si è per questo deliberatamente cancellata un’attività che ha bene funzionato per dieci anni, la conseguenza è un disagio gratuito per gli anziani residenti nelle lottizzazioni.

Una maggioranza che ha vinto con il 55% dell’astensionismo per lo 0,1% dei votanti, può consentirsi di colpire chi non l’ha sostenuta in campagna elettorale?
Non si dichiarava di volere operare nell’interesse di tutti?

Mi risulta che stia avvenendo la stessa cosa per le associazioni di volontariato, si stanno defenestrando persone che con senso istituzionale e comunitario hanno contribuito alla crescita civica della comunità con l’amministrazione passata, questo chiaramente non ci piace.

La politica è l’arte della diplomazia, qui sembra essere diventata strategia di cancellazione del pensiero critico, non mi pare possibile in questo modo coinvolgere la cittadinanza in processi di partecipazione politica attiva e democratica.

A cosa si vuole arrivare?

Al cento per cento del consenso determinato soltanto dal 23% degli aventi diritto di voto?“.


 

P.S. Le puntate precedenti della rubrica “Il lido comunale che non c’è”, le trovate nei link a seguire:

Zoom Capoterra: “Il cinque maggio” di Cristiano Piscedda!

Zoom Capoterra: parla Cristiano Piscedda!

Zoom Capoterra: Bipolarismo politico (poco poetico)