Zoom Capoterra: manco i cani!

Zoom Capoterra: manco i cani!

 
“C’ è chi si professa artista, e si scandalizza per un tatuaggio, per un fisico palestrato…
C’ è chi si professa politico, e si scandalizza perché il nuovo sindaco , i nuovi assessori e i nuovi consiglieri hanno tutti un proprio lavoro con il quale hanno sempre pagato le tasse…”
 
Così scrive l’assessore allo sport e spettacolo, che si occupa d’arte e cultura: il fatto di essere citato nella prima riga mi lusinga, ma mi porta a dovere dichiarare “politicamente” che qualche tatuaggio l’ho anche io e che un fisico palestrato l’avrei tanto desiderato, ma ho studiato arte e non si può avere naturalmente tutto in una vita, a ciascuno la sua identità sociale e professionale.
Mi sarebbe piaciuto avere un fisico palestrato, ma mai mi sarei sognato, da assessore chiamato a rappresentare istituzionalmente l’intera comunità, di tatuarmi la data delle elezioni, accompagnandola da una storia social che la descrive come giornata di liberazione comunale (riprendendo concettualmente un post di un consigliere comunale di maggioranza che evocava un 25 Aprile Capoterrese).
Interessante anche la seconda strofa del sonetto social (che culmina con un “lasciateci lavorare”, ma vi sembra che qualcuno stia impedendo di lavorare a qualcun altro?
Stimolare le riflessione critica non vuole dire indurre partecipazione politica popolare, in un territorio dove il 55% degli aventi diritto non ha votato?), dove si confonde la dichiarazione dei redditi con eventuali conflitti d’interessi, si sottintende che la scorsa amministrazione sia stata composta da “non lavoratori”, quando poi accantonare la propria area d’interessi economici personali, per curare la cosa pubblica, dovrebbe essere prioritario per sollevarsi da qualsiasi critica (anche Berlusconi a suo tempo, cedette Mediaset e il Milan ai figli per evitare d’impattare a critiche che subiva prima dell’avvento dei cinquestelle al governo nazionale).
Oggi, l’unico corrispondente politico da Capoterra, per il maggiore quotidiano isolano, non si occupa però di questo, pone al centro del dibattito politico, il problema del randagismo Capoterrese.
Problema rappresentato ad arte da un gruppo social chiuso, che da anni, se un cane o un gatto scappano dal padrone, invoca il randagismo, e che disegna la mal custodia dei padroni verso i loro animali come un’emergenza sociale.
Un cane scappa dal giardino perché in calore?
Lo segnalano, lo stanano, trovano il padrone (che non ha colpa) e risolvono il problema.
Se il cane non ha il microchip non ha padrone, certo il microchip è segno di civiltà, ma bisognerebbe un attimo capire se per una tale rappresentazione debbano pagare cani e gatti, sottratti dai padroni che non gli hanno microchippati (perché questa pare essere la soluzione qualora li si trovasse a vagare) e sistemati in canile.
Capite?
Amici dei cani, sottraggono i cani ai padroni con la prospettiva di lasciarli in un canile (e forse fare cassa multando i padroni).
L’assessore che si occupa della problematica, fa presente che a breve si organizzerà la sterilizzazione e la microchippattura di cani e gatti gratuita: Solo io ricordo d’avere microchippato i miei cani, che non ho sterilizzato per principio (ma avrei potuto farlo), con servizio offerto dal Comune di Capoterra?
Dov’è il rinnovamento e il cambio di passo con il passato?
Per chi non ricordasse, sulla questione del randagismo, si è condotta l’intera campagna elettorale, nel nome di una non notizia, veicolata sempre dall’unico corrispondente politico Capoterrese, di due pitbull che avevano aggredito un anziano, venduti come randagi, in realtà in giro con il padrone, che  giuridicamente era l’unico responsabile della questione.
Un adagio democristiano politico, insegna, che se non c’è un problema, basta rappresentarlo, per fingere di risolverlo e apparire efficienti distraendo l’attenzione da ciò che è prioritario.
Pensateci, negli ultimi mesi il tasso d’abbandono dei cani è in aumento, non sarà che dipende dal fatto, che si stanno facendo passare come abbandonati cani che convivono con il proprio istinto riproduttivo?
Il consigliere comunale Silvano Corda, fa notare come il randagismo crescente e i selfie postati con animali visti vagare in giro, potrebbero anche avere una relazione in chiave di strumentalizzazione mediatico politica, sarà vero?
Quello che mi pare capire, è che questa amministrazione, non vorrà vedere, cani sciolti passeggiare al mare, questo è il rinnovamento, e pensare che in tempi di pandemia, un padrone che vede correre il proprio cane a mare vede il cuore rallegrarsi.
Possibile che per un cane che sbaglia per colpa del padrone, debbano pagare tutti i cani, che sanno passeggiare al mare sciolti coi padroni?