Zoom Capoterra: Montessori in Comune?

Zoom Capoterra: Metodo Montessori in Comune?

 
Che Capoterra fosse un luogo d’eccellenza culturale, artistica e didattica è un fatto risaputo, questo poco ha a che vedere con chi l’amministra politicamente.
Perché  questa premessa?
Oggi sul principale quotidiano isolano, l’unico responsabile politico riporta un importante riconoscimento arrivato alle scuole elementari di Via Caprera, primo istituto Montessoriano dell’area metropolitana vasta Cagliaritana.
Cosa è il metodo Montessori?
E’ un metodo d’apprendimento fondato sulle classi aperte, sulla possibilità d’interazione e comunicazione tra studenti a prescindere dall’anno di corso, in un’ottica di crescita e di scambio permanente: è la presa d’atto del limite dell’istruzione per compartimenti stagni.
Non è meraviglioso questo?
Nelle scuole elementari di Capoterra si cresce e forma nel nome del libero confronto, in quest’ottica si prevede d’inglobare nel modello anche la scuola dell’infanzia.
Il Comune di Capoterra crede in questo modello, per il quale ha ottenuto un finanziamento regionale di 186000 euro, in tal senso il commento del primo cittadino è stato:
“Istruzione e cultura, come abbiamo ripetuto in campagna elettorale, sono i capisaldi da seguire per fare di Capoterra una città migliore.
Siamo vicini ai Presidi e agli insegnanti che vogliono portare avanti progetti per potenziare l’offerta formativa della propria scuola, perché è qui che si formeranno i cittadini del domani”.
Cosa dire?
Tutto questo è bellissimo ed è naturale che un Sindaco e un’amministrazione Comunale sostengano progetti come questo, meraviglioso constatare come la filiera del Partito Sardo d’Azione tra Regione e Comune sia efficace in un’ottica di sviluppo e formazione comune.

Ma perché tirare in ballo la campagna elettorale?

Perché sottintendere, nel nome di una non compresa discontinuità, che l’amministrazione precedente fosse latente?
Il metodo Montessori è fondato sulla condivisione delle dinamiche e delle problematiche per alimentare l’apprendimento, in tal senso non prevede il noi contro di loro, e neanche l’idea del governo e dell’opposizione nel nome di una “campagna elettorale permanente”.
Perché politicizzare un qualcosa destinato ad arricchire e alimentare un modello formativo comunitario, se ancora s’investe sulla squalifica dell’altro demonizzando eventuali critiche costruttive?
L’amministrazione (e l’educazione) pubblica è qualcosa che meglio funziona quanto più è condivisa, Montessori insegna.
Nel nome di questo:
quanto sarebbe bello, se si prendesse atto che Francesco Dessi e Silvano Corda, nel nome del metodo Montessori, siano ottimi studenti nella classe al servizio del bene e interesse comune?
Applichiamolo alla vita politica e all’educazione civica e comunitaria locale, il metodo Montessori.