ZOOM CAPOTERRA: REGOLE UGUALI PER TUTTI?

ZOOM CAPOTERRA: REGOLE UGUALI PER TUTTI?

 
Quando la notizia cresce, e viaggia viralmente su scala nazionale, sul principale quotidiano isolano, ogni tanto accade, cambia voce narrante.
Capoterra è in prima pagina, e viene raccontata come quasi in lockdown, non solo dai media isolani.
Il Sindaco torna dopo 48 h di non dichiarazioni e revisioni d’ordinanze a parlare sul tema, dopo l’uscita poco felice, dell’avere mandato a dire al consigliere d’opposizione Silvano Corda, che sollevava problematiche perché in campagna elettorale permanente (in realtà l’analisi della situazione ha premiato la responsabilità del consigliere Silvano Corda, e mostrato plasticamente quanto l’opposizione dell’amministrazione uscente sia istituzionalmente responsabile).
Il Sindaco invita la cittadinanza Capoterrese alla responsabilità e chiede di non rappresentare Capoterra come un posto dove non si rispettano le regole.
Peccato che in questi mesi, la sua amministrazione si sia distinta per rappresentare Capoterra come terra di nessuno, luogo di randagismo, con lottizzazioni periferiche e dimenticate e d’inciviltà alimentata dall’ ex amministrazione e delle regole le abbia riviste come riaprire la zona pedonale ed eliminare i parcheggi per fascia oraria nel nome del “lo chiedono i cittadini”.
L’amministrazione ringrazia doverosamente i volontari e sta tentando d’organizzare un Open day vaccinale per il 22 Dicembre per i bambini e per le prime dosi, sarà questo l’evento Natalizio che sostituirà il Natale in Casa Melis e Corso Gramsci.
La giornalista (che non è la solita voce narrante su quanto avviene a Capoterra politicamente), va a verificare che si stiano rispettando le regole e scopre che si passeggia ancora a volto scoperto e al chiuso non si rispettano le norme, racconta che in un bar i clienti bevono a pochi centimetri tra di loro e il barista tiene “la mascherina sotto al mento appuntito”, pur considerando che c’è chi rispetta le regole.
A questo punto per avere un prospetto completo, vado a leggere cosa ha postato Silvano Corda, tacciato qualche giorno fa di fare soltanto campagna elettorale:
 
“Il Sindaco Garau ha corretto la terza ordinanza in 2 giorni, asserendo che le palestre possono fare attività all’aperto, in chiesa si può andare alle funzioni senza certificazione, con il green pass base per i matrimoni, battesimi e funerali mentre i parco giochi rimangono chiusi, quindi il Covid ha una preferenza e circola solo nel parco giochi, nei bar e nei ristoranti dove e’ richiesto quello rafforzato.
Caro sindaco non voglio passare per un attaccabrighe, le tue scelte, a mio avviso sono a dir poco discutibili, forse non sei consapevole che si è a pochi metri dalla zona rossa, ti invito ad essere equilibrato e concreto, così facendo confermi che le tue iniziative sono tendenziose e solo per pochi.
In qualità di consigliere comunale e rappresentante dei cittadini ti invito ad applicare le regole uguali per tutti.”
 
L’assessore allo sport, spettacolo e turismo, che fino a l’altro ieri, via social, sosteneva, che l’evento Natalizio tra Casa Melis e Corso Gramsci, sarebbe soltanto stato rimandato a Capodanno o all’epifania, cosa dichiara via social?
 
“La palestra resterà aperta nella sola zona esterna da domani fino al 30 Dicembre.”
 
Posta la foto dello spazio esterno, che pare essere piccolo, da dosare con cura nell’ambito del distanziamento di un metro tra non congiunti.
A questo punto, da Assessore che a più riprese ha dichiarato d’essere a sostegno dello sport per tutta la comunità, perché non battersi per tenere aperte tutte le palestre del territorio in sicurezza, garantendo distanziamenti adeguati e green pass o tampone?
Chiaro che il governo stia andando verso un green pass che dovrebbe valere cinque mesi e forse anche per la quarta dose, con tamponi in caso di contagio anche per i vaccinati: non si può gestire una situazione così complessa, dalla prospettiva esclusiva del proprio orticello.
In fondo così pare suggerire Silvano Corda, a questo punto un prezioso bene da capitalizzare per la maggioranza, prendere atto del suo lavoro nell’interesse comune, consentirebbe di potere anche fare a meno degli esperti di comunicazione al servizio della maggioranza.
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