Zoom Capoterra: Un Teatro di campagna!

Zoom Capoterra: Teatro cittadino?

In campagna!

 
Ogni tanto a Capoterra si ragiona anche seriamente d’arte e cultura residente, ma i meriti di questo restano quelli dell’amministrazione precedente.
In arrivo cinque milioni di euro nelle casse comunali, del piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dal Governo tramite fondi provenienti dall’Unione Europea per la “Rigenerazione urbana“, finalizzati a fare si che Capoterra abbia un suo teatro cittadino.
Mi vengono in mente, tutte le fake, sostenute anche a mezzo stampa, della scorsa campagna elettorale, dove si accusava la passata amministrazione dell’incapacità di sopperire fondi, e di gravare ogni qualvolta operasse sull’arte e la cultura, sul cittadino contribuente.
Apprendo, che ne nel nome di un rinnovamento di cui ci si vorrebbe appropriare (determinato, concepito e rappresentato dalla scorsa amministrazione), che il Sindaco Garau (Partito Sardo d’Azione a trazione leghista), ha  dichiarato che il Teatro verrà posto in opera in altro luogo, rispetto quello previsto dall’amministrazione precedente.
Leggete il suo ragionamento:
“Il teatro non nascerà in località Sa Gruxixedda, all’ingresso di Capoterra come previsto, ma in zona Sant’Angelo.
In questo modo ci saranno parcheggi a sufficienza, anche perché riteniamo la zona del Centro Meccano baricentrica e facilmente raggiungibile dai residenti del centro come quelli delle lottizzazioni”.

UN TEATRO COME UN CENTRO VACCINALE?

Insomma nessuna differenza tra un teatro e un centro vaccinale, e nessuna valutazione su come arte e cultura dovunque in Europa, animino il cuore della comunità.
Il Teatro ci sarà, ma defilato, in luogo che potranno raggiungere gli addetti ai lavori e gli appassionati di settore.
Il Sindaco, che non ha presentato nessun progetto in merito, e che ha condotto l’intera passata campagna elettorale, squalificando quanto fatto riguardo ad arte e cultura dall’amministrazione precedente, nel nome del suo rinnovamento politico, dichiara ancora:
“A breve lanceremo il bando per la progettazione dell’opera: il teatro potrà contenere sino a trecento persone e verrà utilizzato tutto l’anno per manifestazioni di vario tipo”.
Una manna dal cielo per le imprese edilizie, non solo tre centri commerciali, ma anche un teatro in arrivo.
Ma cosa vuole dire “manifestazioni di vario tipo”?
S’immaginano in un teatro cittadino sagre del cinghiale e manifestazioni sportive?
La vice sindaca, assessora alla coesione territoriale, riprendendo il tormentone scissionista della campagna elettorale a trazione sardo leghista dichiara senza riserve:
“Come abbiamo detto in campagna elettorale, uno dei nostri obiettivi è creare un polo della cultura e della socializzazione aperto a tutti i Capoterresi.
Riteniamo che la zona migliore per ospitarlo sia la zona di Sant’Angelo, in quanto adatta a ospitare l’hub vaccinale”.
Cavolo, ma ci sarà una differenza di contenuto e d’utenza tra un hub vaccinale e un teatro?

Un teatro è un luogo che vive nel cuore della comunità, perché isolarlo da un contesto?

Mi viene in mente che l’allora candidato Sindaco d’opposizione Piga, per l’area del Meccano aveva in mente l’Alta Formazione Artistica residente, assolutamente assente dal programma politico di quest’amministrazione, che palesemente non aveva previsto neanche il Teatro in arrivo.
L’opposizione, che di fatto costituisce in larga maggioranza, una rete d’intese trasversali, concorda con la maggioranza è in gran parte allineata:
De Muru, l’unico consigliere comunale in quota Pd, quello che sosteneva che l’amministrazione passata fosse incapace d’intercettare fondi Europei (ma come, il Teatro non nasce proprio con fondi Europei materializzati dalla passata amministrazione?) e Marras (il candidato Sindaco dell’area di Fratelli d’Italia), sembrano recitare (restando in tema teatrale) un soggetto scritto prima della campagna elettorale dall’attuale maggioranza:
“giusto che il Teatro incontri a metà strada e in aperta campagna la cittadinanza”.
Interessante la replica, dell’ex Sindaco in capo all’amministrazione uscente, quel Francesco Dessi, dipinto dall’attuale maggioranza dalle larghe intese con l’opposizione, come un demonio:
“Il luogo più adatto era all’ingresso di Capoterra, non mi pare appropriato realizzare un Teatro in aperta campagna.
Questa amministrazione vive cancellando quello fatto dall’amministrazione passata.
 Aspetto la distruzione delle sculture realizzate dagli artisti di Capoterra, proprio come fanno i talebani”.
Aggiungo che  per coerenza programmatica e politica, verso quanto dichiarato dall’attuale maggioranza in campagna elettorale, auspico che le Sculture vengano distrutte, sono state fortemente politicizzate in chiave elettorale, per questo squalificate istituzionalmente come bene e progetto comune, venissero collocate potrei solo prenderne le distanze, quelle sculture non sono più di Capoterra, sono di nessuno.
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