Zoom Capoterra: votami che t’appoggio!

Zoom Capoterra: votami che t’appoggio!

 
Tra un babbo natale che passa con un carretto targato Comune di Capoterra, con un natale che pare portare in dono miseria sempre crescente, restrizioni che rendono impossibile ritrovarsi in un momento di grande crisi economica, sociale e anche culturale, il Sindaco incentiva l’acquisto di prodotti locali e invita la cittadinanza ad assembrarsi per acquistare al mercato prodotti Capoterresi (lo stesso Sindaco che aveva dichiarato la pochezza del progetto Accademia Nuragica perché a dimensione artisti residenti e che teorizzava arte internazionale a Capoterra , negando implicitamente che quella residente lo fosse),  finalmente l’unico responsabile politico per il maggiore quotidiano isolano, si ricorda d’essere un giornalista , e riporta la denuncia del Consigliere comunale d’opposizione Silvano Corda, secondo il quale, gli esperti di comunicazione della giunta Garau, graverebbero sul bilancio pubblico con la consegna di veicolare interessi (anche di comunicazione politica) privati, chiaramente legati al Partito Sardo d’Azione a cui evidentemente politicamente Garau deve qualcosa (ricordate le fumate nere dove il centro destra cittadino non riusciva a convergere su un candidato Sindaco?).
Uno degli esperti di comunicazione, oltre a essere il coordinatore nazionale dei giovani del Psd’Az, avrebbe anche il merito politico d’essere fidanzato di una consigliera comunale cagliaritana del Psd’aZ, figlia a sua volta di una consigliera capoterrese del Psd’aZ, l’esperto ha nel suo portfolio, anche l’essere figlio della sorella del candidato Sindaco Psd’Az di Quartu alle scorse comunali, ed è stato consulente dello staff della Regione del governatore.
L’altro esperto, vanta un portfolio meno folto, è soltanto un’esponente del Psd’Az.

Questo vuole dire essere sardi e capoterresi?

Piazzare in una modalità genetica identitaria familiari, amici e parenti?
Il sardo (o il capoterrese) da tutelare è quello che ha interessi economici legati alla tua famiglia?
L’assessore al bilancio, non è stata eletta, ma nominata dal Sindaco, è la cognata del Governatore Regionale Psd’Az.
In altre parole la politica comunale Capoterrese, pare essere diventata quella della segreteria di un partito, che con un patto di sangue e territorio con la Lega, mira a conquistare sul modello della grande impresa familiare, l’intero sud dell’isola.
Il Sindaco con le sue dichiarazione, come sempre entra in conflitto con se stesso, sostiene che Capoterra sia un comune grande e che necessiti di uno staff ampio, ma ricordo che quando ha abolito il ticket dei parcheggi e la zona pedonale in centro, abbia dichiarato che Capoterra non ha i problemi dei grandi centri: Capoterra diventa piccola o grande a seconda di ciò che si ha intenzione di fare, visto il numero di centri commerciali che pare non bastare mai, Capoterra diciamo che è grande.
Il Sindaco puntualizza che Corda sarebbe affetto dalla “sindrome della critica”, e questo non gli rende onore, la critica è insita nella politica e nella dialettica democratica e se sei all’opposizione è il tuo lavoro farla, nell’interesse di chi non ha votato la maggioranza (e anche di chi si è astenuto).
Candidamente dichiara che le scelte dell’incarico sono frutto d’accordo tra i partiti (ma non erano qualificati e passati per una pubblica selezione?) ma che questo non vuole dire rispondere a diktat Cagliaritani, aiutatemi a capire:
qual’è la differenza tra un accordo tra partiti e un diktat?
Assumi nomi decisi dietro le quinte, comunque la si voglia mettere, o non è così?
Il Sindaco chiude  la replica dichiarando che sarebbe stato criticato anche se avessero selezionati esperti di comunicazione capoterresi, e aggiunge la battuta non felice, che ci sarebbe potuto essere un posto nello staff  per Corda se si fosse candidato con lui come candidato Sindaco.
Capito l’antifona?
Il posto nello staff è merce di scambio, tu mi sostieni e io ricambio, è la politica Capoterrese, o forse quella del Partito Sardo d’Azione a trazione leghista.