ZOOM CAPOTERRA: writer e (non è) muralismo!

Leggo sul principale quotidiano isolano, una serie di populistiche banalità didattiche e dialettiche sui linguaggi dell’arte, che paiono evidenziare plasticamente un certo isolazionismo, analfabetismo e provincialismo sud isolano, su una serie di distinguo di concetti sui tanti rivoli linguistici di genere dell’arte contemporanea.
Su tutto è rivoltante definire “baby vandali” adolescenti, forse sprovvisti d’alfabetizzazione artistica, colpevoli d’avere assecondato il proprio istinto da writer, taggando dei fatiscenti angoli di un condominio.
L’articolo nega il ruolo nella storia dell’arte dei writer (mai sentito parlare d’evoluzione della lettera e dello stile, d’origine della cultura hip hop?), confinando il linguaggio di genere a vandalismo, e poi allude a una loro riabilitazione facendone dei potenziali muralisti.
Solo a me questa banalizzazione di lettura lascia sgomento?
Possibile che in questo angolo periferico di mondo su un’isola, non si sappia cosa siano i writer?
Il giornalista in questione ha mai sentito parlare di TAG (non quelle dei social) e quanto abbiano contato nell’autodeterminazione artistica a partire dagli anni sessanta del secolo passato?
Verrebbe da pensare che l’articolo sia costruito retoricamente proprio per confondere chi non pratica certi sentieri di specializzazione artistica, e che lo si faccia in chiave di propaganda politica locale.
Si può costruire una dialettica che educhi alla complessità dell’arte contemporanea, a partire da foto pubblicate da un amministratore di condominio su un gruppo chiuso social, estrapolate da una telecamera di sorveglianze, dichiarando che le foto dei ragazzi non siano riconoscibili, salvo affermare che siano stati riconosciuti dalla mamma?
Se nelle foto social questi ragazzini non erano riconoscibili, perché la foto pubblicata via social dall’amministratore di condominio è stata pixellata dal principale quotidiano isolano?
Perché una notizia postata in un gruppo chiuso via social network di condominio, è stata poi riverberata in un gruppo politico a sostegno dell’attuale amministrazione?
Perché tale questione da condominio interesserebbe l’intera cittadinanza?
L’ignoranza su tutto ciò che oggi sia public art (street art, writing, graffitismo, muralismo…) quanto è funzionale a chi tende a reclamare un poco di visibilità su questioni che non comprende fino in fondo?
Perché definire i due adolescenti vandali aspiranti artisti muralisti?
Si tratterebbe al limite di giovani writer, categoria che produce solo di rado artisti in grado d’evadere dai confini e limiti del genere con il quale si cimentano, e sicuramente un writer non è un muralista.
La riabilitazione dei due giovani presunti vandali (sarebbe da capire cosa hanno intaccato realmente e che valore storico abbia, oltre capire chi sia e cosa ne pensi il proprietario, che nel caso sarebbe un intero condominio), passerebbe per farne dei muralisti chiamati a dipingere gigli e papaveri, questa la si chiama alfabetizzazione?
Al limite tutto questo parrebbe oscurantismo, nessun cenno al writng, alla New York degli anni sessanta a Taki 183 e Rammelzee (chi saranno mai?), un etichetta di baby vandali determinata da un amministratore di condominio e un giornalista e come non bastasse: abbonamento in regalo a una rivista d’arte specializzata ai due aspiranti muralisti.
Pensate un poco, questi due ragazzini potrebbero con una testata come “Il giornale dell’arte” o “Flash Art” scoprire che sono stati demonizzati e costretti a dipingere papaveri e gigli senza motivo alcuno, al limite gli sarebbe bastato ridipingere il danno (sempre che di danno si tratti).
La cosa incredibile è che su tutto questo intervenga il Sindaco (Partito Sardo d’Azione) dichiarando che la sua amministrazione porterà il graffitismo nelle scuole (con o senza writing?) e destinerà pareti apposite per i ragazzi (ammettendo implicitamente che ora lo fanno dove possono perché non ci sono spazi preposti).
Brilla su tutto l’opposizione (?) targata PD per la quale prendere un writer e fargli dipingere gigli e papaveri pare non essere una punizione.
Qualcuno s’immagina Basquiat dipingere come Rivera?
Secondo voi per lui sarebbe una punizione?