Camila Curiel solo show alla Gallery Room di Milano

Con la mostra Pim, Pam, Pum. Pum, Pam, Pim, l’artista venezuelana Camila Curiel dà forma a un universo sospeso tra memoria, immaginazione e artificio. Le opere, costituite da oggetti tridimensionali realizzati con materiali sintetici, evocano frammenti di un paesaggio medievale immaginario: mani, piedi, oggetti e immagini isolate emergono come reperti di una città in continua trasformazione. Ogni elemento appare come il residuo di una narrazione incompleta, contribuendo a delineare un ambiente che riaffiora incessantemente senza mai cristallizzarsi in una forma definitiva.

Nel suo lavoro, Camila Curiel indaga elementi tratti dal vissuto quotidiano e dalla dimensione personale. Ricorrono frequentemente parti del proprio corpo o di corpi frammentati, presentate come se fossero reperti anatomici o elementi chirurgici. Questi dettagli isolati invitano lo spettatore a immaginare ciò che manca, completando mentalmente le figure e costruendo una narrazione aperta. La frammentazione del corpo diventa così uno strumento per riflettere sull’identità, sulla memoria e sulla percezione, lasciando spazio all’interpretazione individuale.

Con la exposición Pim, Pam, Pum. Pum, Pam, Pim, la artista venezolana Camila Curiel da forma a un universo suspendido entre la memoria, la imaginación y el artificio. Las obras, compuestas por objetos tridimensionales realizados con materiales sintéticos, evocan fragmentos de un paisaje imaginario donde las referencias medievales se entrelazan con elementos contemporáneos. Manos, pies, objetos e imágenes aisladas emergen como vestigios de una ciudad en constante transformación. Cada elemento aparece como el residuo de una narración incompleta, contribuyendo a delinear un espacio que reaparece una y otra vez sin llegar nunca a adquirir una forma definitiva.

La investigación artística de Curiel parte de elementos de la vida cotidiana y de su dimensión más personal. Fragmentos de su propio cuerpo o de cuerpos seccionados son aislados y transformados en presencias autónomas, semejantes a restos anatómicos o fragmentos quirúrgicos. Desvinculados de su contexto original, estos detalles generan una tensión entre presencia y ausencia, invitando al espectador a imaginar aquello que falta y a completar mentalmente las figuras. La fragmentación del cuerpo se convierte así en un recurso poético para reflexionar sobre la identidad, la memoria y los mecanismos de la percepción.

With the exhibition Pim, Pam, Pum. Pum, Pam, Pim, Venezuelan artist Camila Curiel creates a universe suspended between memory, imagination, and artifice. Composed of three-dimensional objects made from synthetic materials, the works evoke fragments of an imaginary medieval landscape: hands, feet, objects, and isolated images emerge as remnants of a city in constant transformation. Each element appears as the residue of an incomplete narrative, contributing to the creation of an environment that continually resurfaces without ever crystallizing into a definitive form.

In her practice, Camila Curiel explores elements drawn from everyday experience and the personal sphere. Parts of her own body, as well as fragmented bodies, frequently recur, presented as though they were anatomical specimens or surgical remnants. These isolated details invite viewers to imagine what is absent, mentally completing the figures and constructing an open-ended narrative. The fragmentation of the body thus becomes a means of reflecting on identity, memory, and perception, while leaving ample room for individual interpretation.

GALLERY ROOM  VIA PIETRO CALVI, 2 –  MILANO, 20129

TEL : + 39 02 81507 007 

INFO@GALLERYROOM.NET

LUNEDÌ – SABATO, 11.00 – 19.00  GIOVEDÌ, 15 – 19.00

Text ansd photo by Roberto Scala

Spazio Maiocchi Friday, 19 June, Slam Jam, On, and POST ARCHIVE FACTION (PAF) present CHASE STILLNESS.

Best exhibition in Milan To mark the launch of the latest collaborative collection from On x PAF, Spazio Maiocchi will host an immersive, bespoke installation by German artist Dominic Kiessling.

Music by Space Afrika

Part of the artist’s ongoing exploration of systems shaped by natural forces, the work draws inspiration from the collaboration’s theme of metamorphosis. Subtle movements—generated by airflow and passing bodies—animate its surface, creating the presence of a living, breathing organism.

The experience is further enriched by live music performances

Spazio Maiocchi is a social space where art, design and fashion blend to shape new cultural experiences, hosted in a former industrial building of over 1000 square meters in central Milan. Originating from the convergence of visionary founding partners Slam Jam and Carhartt WIP, the space opened in October 2017 and has since presented cross-disciplinary projects with a wide range of international partners. Through a rich program of events and exhibitions curated by KALEIDOSCOPE, Spazio Maiocchi has affirmed itself as a new breed of art institution, building and nurturing a culturally conscious, new-generation audience in Italy’s fashion and design capital.

Enzo Fiore al GASC di Villa Clerici Milano fino al 27/09/2026

L’artista eclettico Enzo Fiore presenta cinque opere, tra cui una suggestiva reinterpretazione della Vergine delle Rocce, realizzata interamente con materiali naturali e insetti.

Fiore si distingue per una tecnica artistica unica: attingendo direttamente dalla natura, utilizza muschio, foglie, radici, terra, pietre, sabbia, resina e cemento, talvolta anche insetti, che ricompone in modo originale per dare vita a volti, sculture e omaggi ai grandi maestri del passato. Il risultato è sorprendente e straniante, poiché le iconografie rappresentate risultano spesso immediatamente riconoscibili. Le sue immagini, che sembrano emergere da una dimensione onirica, colpiscono per la loro forza espressiva e per il rispetto dei cromatismi naturali dei materiali impiegati. Le forme, nitide e armoniose, sembrano avanzare verso l’osservatore con un’eleganza quasi rinascimentale.

The eclectic artist Enzo Fiore presents five of his works, including a striking reinterpretation of the Virgin of the Rocks, created entirely from natural materials and insects.

Fiore has distinguished himself through a unique artistic technique that draws directly from nature. The artist uses moss, leaves, roots, soil, stones, sand, resin, and cement—sometimes even insects—which he recombines in an entirely original way to create faces, sculptures, and tributes to the great masters of the past. The result is both captivating and disorienting, as the iconography is often instantly recognizable. His images, which seem to emerge from a dreamlike world, possess an unusual strength and expressiveness, not only because they preserve the natural colors of their materials, but also because of the way they seem to reach out toward the viewer through their refined, almost Renaissance-like forms.

La raccolta museale GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei, in collaborazione con Isorropia Homegallery, presenta “INNESTI 26”, progetto espositivo curato da Luigi Codemo che mette in dialogo la ricerca artistica di Enzo Fiore con la collezione permanente custodita nelle sale di Villa Clerici a Milano.

Sede della mostra
Villa Clerici
Via Giovanni Terruggia 14, Milano

Data
27 settembre 2026

Orari di apertura ordinaria del museo

  • Giovedì e venerdì: 14.30 – 17.30
  • Domenica: 14.30 – 18.30
  • Ultimo ingresso consentito 45 minuti prima della chiusura

Chiusura estiva
Il museo resterà chiuso dal 20 luglio al 30 agosto.

Photo by Roberto Scala.

GABINETTO SEGRETO Vernissage 26 giugno ore 18.00 Lineadarte Officina Creativa, Via San Paolo 31, Napoli

VentiperVenti 2026
GABINETTO SEGRETO – Tra sogno, eros e realtà
Dal 26 giugno al 16 luglio 2026
Vernissage 26 giugno ore 18.00
Lineadarte Officina Creativa, Via San Paolo 31, Napoli
Dal 26 giugno al 16 luglio 2026, Lineadarte Officina Creativa di Napoli ospita VentiperVenti 2026, la rassegna ideata
e curata da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito, che quest’anno si sviluppa attorno al tema GABINETTO
SEGRETO – Tra sogno, eros e realtà. Giunta alla sua 19ª edizione, la manifestazione conferma la propria vocazione
a intrecciare ricerca artistica, riflessione critica e valorizzazione culturale, in un dialogo corale tra numerosi artisti
italiani e internazionali.
Il tema dell’edizione 2026 richiama un immaginario complesso e stratificato, nel quale sogno, eros e realtà si
confrontano come dimensioni complementari e insieme conflittuali. La mostra propone un percorso in cui corpo,
desiderio, memoria e rappresentazione si aprono a molteplici livelli di lettura, offrendo al pubblico un’esperienza
capace di coniugare intensità poetica e consapevolezza critica.
Il punto di partenza è una scena di ordinaria quotidianità: una persona si rifugia in bagno con il telefono in mano. La
porta si chiude, il silenzio prende forma, e da quello spazio appartato prende avvio un selfie, una diretta, un contenuto
destinato a circolare nel mondo intero, ma non a chi condivide lo stesso tetto. Il bagno diventa così uno spazio segreto,
presidio dell’intimità e, insieme, finestra sul pubblico: l’unico luogo della casa in cui nessuno bussa.
Da questa immagine contemporanea, riconoscibile e solo in apparenza banale, la mostra apre un dialogo con la storia,
richiamando il Gabinetto Segreto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, lo spazio in cui per secoli le immagini
erotiche dell’antichità furono sottratte allo sguardo comune e rese accessibili soltanto a pochi eletti. La domanda resta
immutata: chi decide cosa possa essere visto, da chi e per quale motivo. È mutata soltanto la mano che custodisce la
chiave.
Nel corso degli anni, tra i due curatori della rassegna VentiperVenti e i due critici si è consolidato un rapporto di
collaborazione fondato su una visione condivisa e su un lavoro comune di ricerca e progettazione. Da alcuni anni,
infatti, il catalogo viene arricchito dai saggi di Rosario Pinto e Mino Iorio, che contribuiscono a valorizzare e
storicizzare ogni edizione. Il loro intervento colloca il progetto entro un orizzonte più ampio, storico, culturale e
teorico, conferendo al catalogo un valore che va oltre la semplice documentazione della mostra, facendone una traccia
critica duratura del percorso espositivo.
Artisti in mostra
guroga, Patrizia Aletta, Giovanni Ariano, Maria Bifulco, Rovena Bocci, Andrea Bosich, Alfonso Caccavale, Maria
Rosanna Cafolla, Mariangela Calabrese, Antonio Caranti, Antonio Carbone, Nello Caruso, Rosaria Cecere, Antonio
Ciraci, Teresa Citro, Patrizia Maria Cocchiarella, Carla Colombo, Enzo Correnti, Maria Rosaria Cozza, Flora
D’Angelo, Antonio D’Antonio, Gelsomina De Maio, Carmine Dello Ioio, Desart2 – Alessandra Degni e Simona Sarti,
Franco Di Pede, Giovanna Donnarumma, Grazia Famiglietti, Cristina Fasulo, Salvatore Fellino, Piera Fidentea,
Annamaria Iodice, Gennaro Ippolito, Silvia Iuliucci, Gerardo La Porta, Mario Lanzione, Maria Antonietta Letizia,
Oronzo Liuzzi, Mariano Lo Gerfo, Simona Luise, Claudia Manganiello, Sofia Maglione, Celeste Manieri, Giordano
Martone, Nasta Martyn, Maria Mascia, Gennaro Massimino, Marina Mastronardi, Alicante Mateos, Monica
Michelotti, Iolanda Morante, Enzo Pagano, Csaba Pál, Alessandro Palmigiani, Linda Paoli, Fabrizio Pavolucci,
Vincenzo Piazza, Bruno Pierozzi, Maria Piscitelli, Giuliana Polimeni, Giampiero Reverberi, Ina Ripari, Remo
Romagnuolo, Sabina Romanin, Mario Romano, Luciano Romualdo, Serena Rossi, Gianni Rossi, Anna Russo, Romina
Russo, Roberto Scala, Rocco Scattino, Fabio Sgroj, Salvatore Starace, Ivana Storto, Andrea Tabacco, Enzo
Trepiccione, Ilia Tufano, Filippo Tufano, Nadir Valvach, Generoso Vella, Rosanna Veronesi, Claudia Vianello, Marina
Vitolo, Pepe Yagües
La rassegna si conferma così non soltanto come mostra, ma come luogo di pensiero, confronto e ricerca, capace di
restituire attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea una riflessione viva sul presente.
L’ingresso è libero. La mostra è visitabile il lunedì dalle 17.00 alle 19.00, il mercoledì dalle 10.00 alle 14.00, il venerdì
dalle 17.00 alle 19.00, e su appuntamento ai numeri 334 2839785 e 327 5849181
L’ingresso è libero. La mostra è visitabile il lunedì dalle 17.00 alle 19.00, il mercoledì dalle 10.00 alle 14.00, il venerdì
dalle 17.00 alle 19.00, e su appuntamento ai numeri 334 2839785 e 327 5849181
SCHEDA TECNICA
Titolo: Il Gabinetto Segreto. Tra sogno, eros e realtà
Edizione: 19ª edizione di VentiperVenti 2026
Cura: Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito
Sede: Lineadarte Officina Creativa, Via San Paolo 31, Napoli
Date: 26 giugno – 16 luglio 2026
Vernissage: 26 giugno 2026, ore 18.00
Orari: lunedì e venerdì 17.00–19.00; mercoledì 10.00–14.00; su appuntamento
Ingresso: libero
Catalogo: con saggi critici di Rosario Pinto e Mino Iorio
Press release | English
From 26 June to 16 July 2026
Opening: 26 June, 6:00 PM
Lineadarte Officina Creativa, Via San Paolo 31, Naples
From 26 June to 16 July 2026, Lineadarte Officina Creativa in Naples hosts VentiperVenti 2026, the exhibition series
conceived and curated by Giovanna Donnarumma and Gennaro Ippolito, which this year unfolds around the theme
SECRET CABINET – Between Dream, Eros and Reality. Now in its 19th edition, the project confirms its vocation
for combining artistic research, critical reflection, and cultural promotion in a choral dialogue among numerous Italian
and international artists.
The 2026 theme evokes a complex and layered imagery, in which dream, eros, and reality interact as complementary
and, at the same time, conflicting dimensions. The exhibition offers a path in which body, desire, memory, and
representation open up to multiple levels of interpretation, providing the public with an experience that combines poetic
intensity and critical awareness.
The starting point is a scene from everyday life: a person retreats into the bathroom with a phone in hand. The door
closes, silence takes shape, and from that secluded space a selfie, a live stream, or a piece of content begins its journey
into the world, yet not to the person sharing the same home. The bathroom thus becomes a secret space, both a
safeguard of intimacy and a window onto the public sphere: the only place in the house where no one knocks.
From this contemporary image, familiar and only seemingly banal, the exhibition opens a dialogue with history,
evoking the Secret Cabinet of the National Archaeological Museum of Naples, the space where, for centuries, erotic
images from antiquity were withdrawn from public view and made accessible only to a select few. The same question
remains: who decides what may be seen, by whom, and for what reason. Only the hand holding the key has changed.
Over the years, a collaborative relationship has consolidated among the two curators of the VentiperVenti series and the
two critics, grounded in a shared vision and in common research and project development. For some years now, the
catalogue has also been enriched by essays written by Rosario Pinto and Mino Iorio, who contribute to historicizing
and enhancing each edition. Their work places the project within a broader historical, cultural, and theoretical horizon,
giving the catalogue a value that goes beyond mere exhibition documentation and turning it into a lasting critical record
of the exhibition journey.
Artists on show
guroga, Patrizia Aletta, Giovanni Ariano, Maria Bifulco, Rovena Bocci, Andrea Bosich, Alfonso Caccavale, Maria
Rosanna Cafolla, Mariangela Calabrese, Antonio Caranti, Antonio Carbone, Nello Caruso, Rosaria Cecere, Antonio
Ciraci, Teresa Citro, Patrizia Maria Cocchiarella, Carla Colombo, Enzo Correnti, Maria Rosaria Cozza, Flora
D’Angelo, Antonio D’Antonio, Gelsomina De Maio, Carmine Dello Ioio, Desart2 – Alessandra Degni and Simona
Sarti, Franco Di Pede, Giovanna Donnarumma, Grazia Famiglietti, Cristina Fasulo, Salvatore Fellino, Piera
Fidentea, Annamaria Iodice, Gennaro Ippolito, Silvia Iuliucci, Gerardo La Porta, Mario Lanzione, Maria Antonietta
Letizia, Oronzo Liuzzi, Mariano Lo Gerfo, Simona Luise, Claudia Manganiello, Sofia Maglione, Celeste Manieri,
Giordano Martone, Nasta Martyn, Maria Mascia, Gennaro Massimino, Marina Mastronardi, Alicante Mateos, Monica
Michelotti, Iolanda Morante, Enzo Pagano, Csaba Pál, Alessandro Palmigiani, Linda Paoli, Fabrizio Pavolucci,
Vincenzo Piazza, Bruno Pierozzi, Maria Piscitelli, Giuliana Polimeni, Giampiero Reverberi, Ina Ripari, Remo
Romagnuolo, Sabina Romanin, Mario Romano, Luciano Romualdo, Serena Rossi, Gianni Rossi, Anna Russo, Romina
Russo, Roberto Scala, Rocco Scattino, Fabio Sgroj, Salvatore Starace, Ivana Storto, Andrea Tabacco, Enzo
TiiIliTfFiliTfNdiVlhGVllRViCldiVillMi
guroga, Patrizia Aletta, Giovanni Ariano, Maria Bifulco, Rovena Bocci, Andrea Bosich, Alfonso Caccavale, Maria
Rosanna Cafolla, Mariangela Calabrese, Antonio Caranti, Antonio Carbone, Nello Caruso, Rosaria Cecere, Antonio
Ciraci, Teresa Citro, Patrizia Maria Cocchiarella, Carla Colombo, Enzo Correnti, Maria Rosaria Cozza, Flora
D’Angelo, Antonio D’Antonio, Gelsomina De Maio, Carmine Dello Ioio, Desart2 – Alessandra Degni and Simona
Sarti, Franco Di Pede, Giovanna Donnarumma, Grazia Famiglietti, Cristina Fasulo, Salvatore Fellino, Piera
Fidentea, Annamaria Iodice, Gennaro Ippolito, Silvia Iuliucci, Gerardo La Porta, Mario Lanzione, Maria Antonietta
Letizia, Oronzo Liuzzi, Mariano Lo Gerfo, Simona Luise, Claudia Manganiello, Sofia Maglione, Celeste Manieri,
Giordano Martone, Nasta Martyn, Maria Mascia, Gennaro Massimino, Marina Mastronardi, Alicante Mateos, Monica
Michelotti, Iolanda Morante, Enzo Pagano, Csaba Pál, Alessandro Palmigiani, Linda Paoli, Fabrizio Pavolucci,
Vincenzo Piazza, Bruno Pierozzi, Maria Piscitelli, Giuliana Polimeni, Giampiero Reverberi, Ina Ripari, Remo
Romagnuolo, Sabina Romanin, Mario Romano, Luciano Romualdo, Serena Rossi, Gianni Rossi, Anna Russo, Romina
Russo, Roberto Scala, Rocco Scattino, Fabio Sgroj, Salvatore Starace, Ivana Storto, Andrea Tabacco, Enzo
Trepiccione, Ilia Tufano, Filippo Tufano, Nadir Valvach, Generoso Vella, Rosanna Veronesi, Claudia Vianello, Marina
Vitolo, Pepe Yagües
The series therefore stands not only as an exhibition, but also as a space of thought, exchange, and research, capable of
returning a vivid reflection on the present through the language of contemporary art.
Admission is free. Visiting hours are Monday from 5:00 PM to 7:00 PM, Wednesday from 10:00 AM to 2:00 PM,
Friday from 5:00 PM to 7:00 PM, and by appointment at +39 334 2839785 and +39 327 5849181
EXHIBITION DETAILS
Title: Il Gabinetto Segreto. Tra sogno, eros e realtà / The Secret Cabinet. Between Dream, Eros and Reality
Edition: 19th edition of VentiperVenti 2026
Curated by: Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito
Venue: Lineadarte Officina Creativa, Via San Paolo 31, Naples, Italy
Dates: June 26 – July 16, 2026
Opening: June 26, 2026 at 6:00 PM
Hours: Monday and Friday 5:00–7:00 PM; Wednesday 10:00 AM–2:00 PM; by appointment
Admission: Free
Catalog: with critical essays by Rosario Pinto and Mino Iorio

CAM Museum (Casoria Contemporary Art Museum) di Casoria “dottrina Trump”

Il 14 maggio 2026, il CAM Museum (Casoria Contemporary Art Museum) ha ospitato una serata che unisce arte, musica e attivismo culturale.

L’evento ruota attorno alla mostra “The Trump Doctrine: Stay Woke”, un’esposizione collettiva che critica le conseguenze culturali e sociali attribuite alla cosiddetta “dottrina Trump”, affrontando temi come censura, inclusione, diversità e libertà di espressione. Attraverso opere di artisti internazionali, video realizzati dal collettivo iraniano Explosive Media e manifesti di artisti come Roberto Scala, Antonio Sassu e Ruggero Maggi, il museo intende stimolare una riflessione critica sul contesto politico e culturale contemporaneo.

La serata è stata accompagnata dal concerto del violinista e compositore Lino Cannavacciuolo, noto per la fusione di sonorità mediterranee ed elettroniche.

Secondo il direttore del museo, Antonio Manfredi, l’iniziativa rappresenta una presa di posizione a favore della libertà artistica e sarà affiancata da un flash mob organizzato durante l’inaugurazione.

Temi principali dell’evento:

  • Arte come strumento di protesta e denuncia.
  • Critica alle politiche percepite come ostili alla cultura “woke”.
  • Difesa della libertà di espressione e della diversità culturale.
  • Dialogo tra arti visive, musica e attivismo sociale.

Mostra internazionale di Mail Art “SILENZIO” presso il Palazzo Pignano (CR)

13 giugno 2026 – Mostra internazionale di mail – art
Dopo il successo di Milano e di Ponte Nossa (BG) arriva a Palazzo Pignano (CR) del Centro Culturale Melania,  il tour 2026 di Progetto Metropolis.
La Pro Loco di Palazzo Pignano, in collaborazione con la biblioteca comunale e con il patrocinio del Comune, è lieta di presentare: “SILENZIO” mostra internazionale di Mail – Art. Con 150 opere di 22 nazioni e di 120 artisti a cura di Franco Ballabeni su progetto di Pierangela Brugola. Inaugurazione sabato 13 giugno alle ore 18.00 al Centro Culturale Melania in Via Roma, 26 a Palazzo Pignano. Come colonna sonora dal vivo sono previsti interventi musicali con viola, flauto e clarinetto ad opera di Marco e Gianluca Nuccini, Elio Nocerino e Daniele Carbonin della Metropolis Music Factory, proiezioni video a cura di Maya Lopez Muro e Pierangela Brugola.

Ci sono opere di oltre 100 artisti come Roberto Scala, Giovanni Strada, Ruggero Maggi, Franco Ballabeni e altri.

Rossana La Verde “Quando vuoi, giochiamo insieme” presso la Gallery Room di Milano.

L’11 giugno, alle ore 19, è stata inaugurata la mostra dal titolo “Quando vuoi, giochiamo insieme”,  della giovane artista Rossana La Verde presso la Gallery Room di Milano.

All’interno dello spazio espositivo si sviluppa un percorso composto da una serie di oggetti e installazioni che si muovono in un ambiente asettico, completamente bianco. Palloncini, candele, scivoli e dondoli si disseminano nello spazio, ma l’artista li trasforma in elementi inutilizzabili, alterandone radicalmente la funzione originaria.

Ricoperti di peluche e avvolti da superfici morbide e candide che ne impediscono l’uso, questi oggetti perdono la loro natura di giocattoli destinati all’infanzia e assumono un significato diverso, sospeso tra memoria, fragilità e inquietudine.

A metà serata, La Verde ha realizzato una performance durante la quale ha gonfiato un grande pallone trasparente galleggiante, conficcandovi una serie di puntine colorate. Un gesto simbolico che richiama le ferite, le tensioni e i traumi che possono segnare il periodo infantile, trasformando un oggetto ludico in un’immagine di vulnerabilità e conflitto.

La mostra sarà visitabile fino al 21 di giugno presso la Gallery Room, in via Pietro Calvi 6 a Milano.

Text and Photo by Roberto Scala

Ambrosia Fortuna, “Eravamo notte, ora siamo giorno” al PAC di Milano

Ieri presso il PaAC di Milano si è inaugurata la mostra dal titolo “Eravamo notte, ora siamo giorno” è una collezione aperta e in continua espansione, composta da ritratti fotografici e riprese intime realizzate nell’arco di oltre dieci anni tra Milano e Napoli.

Le immagini che compongono la mostra non nascono da uno sguardo esterno né da una pratica documentaria tradizionale. Sono testimonianze condivise, frutto di una relazione di fiducia e appartenenza costruita nel tempo. Ogni fotografia restituisce una visione interna, maturata all’interno di una rete affettiva e politica profonda, dove l’atto del ritratto diventa uno spazio di riconoscimento reciproco.

La serie raccoglie volti, corpi e gesti di persone che, come l’autrice, hanno vissuto la notte come luogo di identità, trasformazione e sorellanza. Non soltanto performer, ma amiche, amanti e compagne di vita: presenze che abitano l’immagine con la naturalezza e la vulnerabilità di chi si sente accolto e al sicuro.

Fotografie e video, spesso realizzati lontano dalla dimensione spettacolare della performance, si soffermano su momenti di quotidianità condivisa: cene, preparazioni, camerini, attese, conversazioni e confessioni. Ne emerge il ritratto sensibile di una comunità che si racconta attraverso il proprio essere, oltre la rappresentazione e oltre la scena.

L’intero progetto si configura come una narrazione visiva in cui il tempo lascia tracce visibili. I volti mutano, le relazioni si trasformano, le soggettività attraversano processi di cambiamento e ridefinizione. Ciò che rimane costante è il desiderio di esistere, di essere viste e di essere raccontate con delicatezza, rispetto e profonda partecipazione.

la mostra sarà visitabile fino al 16 giugno 2026
presso il Padiglione D’arte Contemporanea in via Palestro 14, Milano
INFO E ORARI
Aperto ore 10:00—19:30
Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

INGRESSO GRATUITO

Photo by Roberto Scala

L’artista B. ZARRO sarà presente il 9 giugno alla CASINO DELL’AURORA DI VILLA BONCOMPAGNI LUDOVISI VIA LOMBARDIA 46 ROMA

9 GIUGNO 2026
CASINO DELL’AURORA DI VILLA BONCOMPAGNI LUDOVISI
VIA LOMBARDIA 46 ROMA
dalle ore 18.30 alle 22.30
“Caravaggio vs Caravaggio. Il confronto impossibile.”
Anche un po’……B. ZARRO .

Può un’opera del Cinquecento diventare materia viva per un artista contemporaneo? Può il concetto stesso di proprietà artistica essere ridefinito attraverso la frammentazione in quote? Può una pala d’altare rinascimentale dialogare con Mick Jagger, con la cultura pop in uno dei luoghi più simbolici della storia dell’arte occidentale?

Sono queste le domande a seguito del nuovo progetto di B.ZARRO, che il prossimo 9 giugno sarà presentato negli spazi del Casino dell’Aurora di Villa Boncompagni Ludovisi, uno dei luoghi iconici del patrimonio artistico mondiale.

La scelta del luogo non è casuale. Il Casino custodisce infatti il celebre “Giove, Nettuno e Plutone”, l’unico dipinto murale realizzato da Michelangelo Merisi da Caravaggio, capolavoro assoluto della pittura europea e opera unica nel percorso dell’artista lombardo.

Sotto questo straordinario affresco, B.ZARRO presenta il proprio intervento sul Sant’Angelo Carmelitano di Polidoro Caldara da Caravaggio, detto Polidoro da Caravaggio, tra originali interpreti del Rinascimento romano e protagonista di una stagione artistica formatasi nella cerchia di Raffaello.

Nasce così un confronto tra due artisti che condividono il nome “Caravaggio” ma appartengono a epoche, linguaggi e visioni differenti.

Da una parte la rivoluzione figurativa di Michelangelo Merisi, che rompe gli schemi dell’arte accademica per dipingere direttamente il vero.

Dall’altra l’operazione di Appropriation Art di B.ZARRO, che utilizza una pala del Cinquecento come terreno di dialogo con il presente, riattivandone i significati attraverso un linguaggio contemporaneo.

L’artista non si limita infatti a reinterpretare l’opera ma la utilizza come dispositivo critico.
Frammenti della cultura POP contemporanea, riferimenti ai Rolling Stones di Mick Jagger si innestano sulla superficie storica del dipinto, generando una riflessione sul rapporto tra Sacro e Profano, memoria e attualità, unicità e riproducibilità, patrimonio e cultura di massa.
L’intervento si inserisce nel percorso di ricerca che B.ZARRO conduce da anni sul concetto di appropriazione artistica, intesa non come negazione del passato ma come possibilità di prolungarne il significato nel presente. Come una nuova stratificazione culturale. Come un ulteriore anello della lunga catena della Storia dell’Arte.
L’Opera è infatti al centro di un innovativo processo di Frammentazione della proprietà attraverso quote reali, un modello che rende possibile la partecipazione condivisa a un bene artistico altrimenti accessibile soltanto a pochi. L’arte diventa così terreno di confronto tra cultura, economia e nuove forme di accesso al patrimonio.
Il progetto solleva alcune domande semplici quanto radicali: chi possiede la Grande Arte? Chi ne stabilisce il valore economico? Chi ne custodisce e diffonde il significato culturale? E come cambia il concetto stesso di collezionismo quando un’opera storica può essere condivisa da una pluralità di soggetti?
In questo senso l’intervento di B.ZARRO non riguarda soltanto una pala del
Cinquecento, ma il futuro stesso della relazione tra patrimonio, mercato e
partecipazione.

L’indagine scientifica sull’intervento è stata curata da Maria Ludmila Pustka, già direttrice dei Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani.

Il suo contributo offre una lettura tecnico-conservativa del progetto e del rapporto tra l’opera storica e l’intervento contemporaneo, inserendo la ricerca artistica all’interno di un rigoroso quadro metodologico e scientifico. L’operazione sta già suscitando l’interesse degli ambienti economici e accademici. Secondo Maurizio Dallocchio, professore di Finanza Aziendale presso l’Università Bocconi:
‘’Il progetto Top Centum, Collectors Premium sul Polidoro da Caravaggio apre una riflessione innovativa sul rapporto tra arte e finanza. La possibilità di partecipare in forma condivisa alla proprietà di un’opera rappresenta un modello che merita attenzione sia dal punto di vista culturale sia da quello economico, divenendo di rilevante interesse per tutti coloro che fanno dell’investimento la Professione: come le Banche, le Banche d’Affari ed il Wealth Management’’.