In evidenza

Cornetto al cioccolato!

CagliariArtMagazine riparte da qui, da un blog connettivo, dopo numerosi attacchi Hacker, riparte da zero, a tal proposito cominciamo subito:

Cosa ho sognato ieri notte?

D’essere in giro a Cagliari con una mia seconda di quest’anno, con una studentessa che a un certo punto, m’offriva un cornetto al cioccolato, che accettavo e mangiavo.

Col tempo annotandomi i sogni, sto anche codificando gli archetipi, la studentessa in questione, è persona di grande fiducia e affidabilità, nel mondo onirico come in quello reale.

Non mangio cornetti al cioccolato, ma chiaramente il linguaggio dei sogni e fondato su archetipi collettivi da leggere in chiave simbolica:

Cosa vorrebbe dire il cornetto al cioccolato?

Affrontare problemi che richiederanno molto, assorbiranno l’attenzione e necessiteranno di parecchio controllo emotivo.

Altra interpretazione è l’esperienza di alcuni scontri nelle relazioni amorose o tra amici.

Devo rimanere calmo durante questo periodo per evitare grandi lotte e rotture.

Sognare di mangiare cornetto al cioccolato indica un ruolo fondamentale in un importante progetto imminente, necessita restare lucido anche nella foga del momento.

Serve analizzare attentamente ogni strana situazione che può presentarsi durante il giorno.

Non dimenticare di passare un tempo con la tua famiglia.

Non lasciarsi mettere sotto pressione da niente e nessuno.

P.S. CagliariArtMagazine come esisteva prima non esiste più, ora è un blog personale, che si prefigge d’indagare i significati simbolici, alchemici, esoterici e onirici dell’arte contemporanea.

mimmodicaterino@cagliariartmagazine.it

Gallery Room di Milano mostra collettiva dal titolo Motel, spicca l’artista giapponese Yasuko Sugiyama

Presso la Gallery Room di Milano, il 17 dicembre si è inaugurata la mostra collettiva dal titolo “Motel”. Spicca l’artista giapponese Yasuko Sugiyama.

L’artista giapponese Yasuko Sugiyama, presenta una serie di opere pittoriche che possono essere definite divinazioni con fondi azzurri, sono dipinti come architetture idilliache. Lo spettatore osserva le opere alzando gli occhi da terra verso l’alto, guardando il cielo come una trasformazione tecnologica e architettonica. Il colore azzurro predomina nei suoi dipinti, così da marmorizzare le figure rappresentate, una pittura delicata fatta di memorie, pensieri e ricordi.

La mostra sarà visibile fino al 18 gennaio 2026 tutti i giorni dalle 11 alle 19 con orario continuato.

Gallery Room in Via Pietro Calvi 2 Milano

telefono 0281507007

info@galleryroom.net

Photo by Roberto Scala

 

Motel mostra collettiva alla Room Gallery di Milano

Il 18 dicembre si è inaugurata la mostra alla Room Gallery di Milano dal titolo MOTEL.

Una mostra coinvolgente di artisti multimediali che spazia dalla pittura alla fotografia, al collage fino alla scultura. Le opere attraggono i visitatori a scoprire nuovi orizzonti dell’arte contemporanea.

La mostra rimarrà aperta ​in Via Pietro Calvi 2, fino al  17 Gennaio 2026.

https://www.galleryroom.net/

Svelare la rappresentazione dell’apparire!

Svelare la rappresentazione dell’apparire!

“Beato il credente virtuoso, rispettoso dei diritti di Dio e delle sue creature.

Colui che segue la legge rivelata nel suo cuore e nel suo spirito, Colui che fugge le vanità del mondo.”

Gabriele Crespi, “Nel nome di Dio”, Edizioni paoline, 1985

Trovo molto intrigante il progetto del teatro Bellini posto in essere da un anno, quello dell’arte contemporane in vetrina (storicamente nato in area di Napoli città metropolitana per poi espandersi in Italia e in Europa con “Artisti in vetrina” di Gino Ramaglia a inizio millennio.

Platea è il progetto espositivo quest’anno in collaborazione con l’Andrea Nuovo Home Gallery, che nel suo terzo atto accompagna la messa in scena di Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna per la Stagione 25/26.

La vetrina è dell’artista Marianna Sannino con “Dressing Room”, la stanza della vestizione, del cambio d’abito di scena che diviene luogo d’ulteriore rappresentazione, perché il vero “Grande Fratello” della rappresentazione simbolica dell’arte è da cercare nelle arti maggiori, la pittura e la scultura, che come in questo caso, attraversano la soglia tra rappresentazione e realtà da indagare, tra gesto e trasformazione.

La sua vetrina dove anche le installazioni sono dipinti fonde e confonde figura e sfondo, illusione e realtà, svelandoci che la sua non è una vetrina ma una rappresentazione di ciò che in scena arriva ma non ci è dato di vedere.

Special event by Carolina Lopez Hollander, “Viaggio Interiore” Milano Italy

Giovedì 27 novembre 2025 si è tenuta la presentazione dello studio della giovane artista svedese Carolina Lopez Hollander, presentando una serie di dipinti astratti, che attraverso delle forme che non rappresentano la realtà visiva, ma utilizzando linee, tagli, curve, colori, forme e segni per creare delle composizioni dinamiche che hanno un valore intrinseco e uno stato d’animo interiore.

Alcuni dipinti hanno colpito l’interesse degli invitati che hanno partecipato rispondendo alla domanda cos’è per te l’arte ?

A fine serata abbiamo brindato all’arte contemporanea

evento curato da Alena

phot by Roberto Scala

On Thursday, November 27, 2025, the studio presentation of young Swedish artist Carolina Lopez Hollander took place. She presented a series of abstract paintings, which, through forms that do not represent visual reality, use lines, cuts, curves, colors, shapes, and signs to create dynamic compositions that have intrinsic value and an inner state of mind.

Some paintings captivated the attention of the guests, who responded to the question, “What is art for you?”

A beautiful evening, we toasted contemporary art.

Event curated by Alena

Photo by Roberto Scala

26° Panettone Party, Milano con omaggio a Ruggero Maggi di Roberto Scala e Giovanni e Renata Strada

Arte da mangiare mangiare Arte
26° Panettone Party
Mostra di Mail Art presso lo Spazio Filatelia di Milano (Via Cordusio 4 Milano) 29 novembre 2025 ore 10.00

Giunge alla sua 26a edizione la tradizionale Festa d’Arte a cura di Arte da mangiare mangiare Arte: il Panettone Party, un appuntamento atteso che ogni anno celebra la creatività come occasione per scambiarsi gli auguri natalizi attraverso l’arte.

Il tema di quest’anno, “Panettone, eccellenza della tradizione milanese e simbolo di convivialità e creatività”, è interpretato attraverso la Mail Art (Arte Postale), una pratica artistica partecipativa e democratica che unisce artisti di tutto il mondo nello scambio creativo di cartoline d’autore. Numerosi artisti hanno risposto alla convocazione d’arte inviando la propria opera da Europa, Asia e Nord America, tra cui Berlino, Singapore, Stati Uniti, Spagna, Milano, Roma e numerose altre città italiane.

Cartoline provenienti da ogni parte del mondo dunque sono giunte per questa edizione, testimonianza del respiro internazionale del progetto e della sua capacità di creare connessioni artistiche globali. Tutte le opere saranno esposte dal 29 novembre al 12 dicembre 2025 presso lo Spazio Filatelia di Milano (Via Cordusio 4).

L’inaugurazione si terrà sabato 29 novembre 2025 alle ore 10.00, con la presentazione di uno speciale annullo filatelico dedicato al panettone e alla 30a edizione di Arte da mangiare mangiare Arte, alla presenza di artisti internazionali, rappresentanze consolari e collezionisti.

L’iniziativa è patrocinata da Regione Lombardia e dalla storica Libreria Bocca di Milano.
Durante l’evento inaugurale sarà possibile degustare un boccone di panettone artigianale del Panificio Davide Longoni, sponsor ufficiale dell’iniziativa, simbolo di qualità e tradizione milanese.

Le cartoline ricevute entreranno a far parte della collezione permanente di Arte da mangiare mangiare Arte e saranno ufficialmente conservate nell’archivio dell’associazione, contribuendo a documentare e valorizzare la storia della Mail Art e della creatività condivisa.

la mostra sarà possibile visitarla fino al 12 dicembre vedi orari ufficio postale Cordusio Milano

photo by Roberto Scala

TIMELINE dal 1993 a 2025, Vedovamazzei alla Cittadella degli Archivi Milano

I Vedovamazzei hanno tenuto una mostra di disegni intitolata “TIMELINE dal 1993 a 2025, storia e vita dei Vedovamazzei a Milano dal 22 alo 30 novembre presso lo Spazio Cittadella degli Archivi per la settimana di Milano Art Drawing Week.

L’esposizione ha presentato per la prima volta al pubblico il loro vasto archivio di disegni, che copre l’arco temporale dal 1993 al 2025 e include ritratti della loro vita quotidiana e del mondo circostante

Una monografica che espone l’archivio di disegni del duo artistico Vedovamazzei, formato da Stella Scala e Simeone Crispino.

Disegni che documentano la loro realtà, i loro pensieri e gli eventi quotidiani, realizzati nel corso di oltre tre decenni.

La mostra faceva parte della Milano Drawing Week 2025, un evento diffuso dedicato al disegno moderno e contemporaneo.

Grande evento con musica e drink fino alle 23

Photo by Roberto Scala

Roberto Scala pubblicato su Juliet art Magazine numeri 223-224-e-225 del 2025

Roberto Scala, artista visivo che guarda alla sfida e alla sperimentazione, è nato a Sorrento  vive a Milano. Il suo lavoro denota un approccio versatile e sperimentale, che spazia tra pittura, collage, fotografia e installazioni multimediali. Ci parli della tua formazione e del tuo percorso artistico? Ho studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano sotto la guida di Luciano Fabro. Nel 1988 ho dato la mia adesione al movimento della Mail Art e della Poesia Visiva; poi sono entrato a far parte del gruppo di giovani artisti di Different Opinion con cui nel 1992 ho esposto presso lo spazio Viafarini e alla galleria Luciano Inga Pin. Nel 1996 mi sono trasferito a Londra, partecipando attivamente agli eventi della Biennale di Londra curata e diretta da David Medalla, nel 1999 sono stato invitato alla prima Biennale di Stoccolma insieme a Maurizio Cattelan e Damien Hirst, nel 2012 ho fatto parte del Manifesto Brut diretto da Gennaro Telaro, quindi del gruppo della rinascita della Poesia Visiva proposto nel 2016 dalla Fondazione Sarenco alla Fondazione Benetton. L’ultima collaborazione è stata con il maestro Jack Chapman per la creazione di un diorama sul progetto Hell Souvenir. Tu lavori con una varietà di stili e media… La mia ricerca artistica si concentra sui processi creativi attraverso il rapporto tra uomo e natura, spazio e azione. Utilizzando temi molteplici (come emigrazione, consumismo, ironia, potere pressione, schiacciamento e spazio) indago lo spazio e il tempo attraverso oggetti, con piccole e grandi installazioni utilizzando stampe fotografiche digitali, disegni, collage e sculture. Mi approprio di parametri dell’arte concettuale e li mescolo con quelli della Street Art. Nello specifico, la mia ricerca può essere suddivisa in tre macro aree: accumulo, luce e mutazione. Cerco di trasmettere allo spettatore sensazioni sensoriali, cambiamenti d’umore, stupore ed emozione di suoni e rumori, il modo in cui strutturare e modificare elementi comuni attraverso l’ambiente circostante, interrogando il senso empirico della relazione simbiotica tra natura, uomo, spazio e oggetto. Quali sono le tue fonti d’ispirazione? Mi ispiro all’ambiente circostante e dalla collaborazione con eventi e progetti, ogni idea viene così analizzata, studiata e personalizzata. Negli ultimi anni ho partecipato a numerose mostre di libri d’artista, Mail Art e Poesia Visiva. Come la partecipazione dal 2009 al 2023 al Padiglione Tibet, al Padiglione Ucraina, al Padiglione Birmania fino al progetto Amazzonia, eventi curati da Ruggero Maggi. Quanto c’è di pianificato o di spontaneo nel tuo lavoro? Il mio lavoro si trasforma attraverso un progetto iniziale che segue l’attualità, dalla cronaca agli eventi sociali e culturali, dall’ambiente all’energia. Talvolta il mio lavoro segue anche un processo spontaneo, con performance e azioni pubbliche e private volte a modificare l’ambiente circostante con ostacoli visibili e invisibili collocati sia nelle piazze che nelle strade con l’uso di immagini e oggetti. Arriviamo infine a una tua affermazione di alcuni anni fa: “Il mondo è a pezzi, bisogna ricomporlo”. Ce la puoi commentare? L’espressione “il mondo è a pezzi, bisogna ricomporlo” può essere interpretata in diversi modi, a seconda del contesto. Per esempio, può riferirsi alla situazione attuale, come carestie, crisi climatica, guerre e conflitti, che sembrano frammentare la realtà oppure può riferirsi a una confusione culturale nella quale siamo immersi. L’idea di “ricomporre” implica un’azione, un impegno per superare la frammentazione e a tornare a una condizione di integrità. Hai progetti specifici in corso di sviluppo? Sì, sto creando una serie di dipinti e collage manipolati e rielaborati ispirati al film Pennywise, il clown ballerino. Inoltre, ho progetti di collaborazione con artisti e gruppi e partecipazioni sia online sia offline.     Attesa alla selezione CIRCA Prize 2025 di Hans Ulrich Obrist e Bjork a Londra e alla Seconda Biennale di Malta; MAAV5 Revolution=Art diretto da Kevin Geronimo Brandtner, Vienna, Austria; Rochester Contemporary Art Center (RoCo) formato 6×6, New York; Pomo V International Mail Art Exibition, Konya (Turchia); Ryosuke Cohen Brain Cell, Ashiya-city, Hyogo (Japan); Peace Auction, selection by Samartano, Bucarest (Romania); Mail Art project, di Lutz Andres e Lars Schumacher, Berlin, (Germania); Franticham’s Fluxus Assembling Box 61, by redfoxpress, Ireland; Postcard for            the Edge, group exhibition, New York City; Lineadarte officina creativa, Biennale del libro d’artista curata da di Ippolito e Donnarumma Fondazione Cultural Miguel Hernandez, Orihuela (Spagna).

interevista di FABIO FABRIS

Allison Katz alla galleria Giò Marconi Milano

Allison Katz
with Edna Katz Silver
Foundations
Inaugurazione: giovedì 2 ottobre 2025; 18-21
3 ottobre – 29 novembre, 2025
martedì-sabato; 11-18

Era solo questione di tempo prima che Allison Katz realizzasse Foundations: una mostra che esplora il suo costante interrogarsi sul mito dell’artista e sui limiti della sua definizione come voce autonoma. “Non esiste una tela bianca”, afferma Katz. “Qualcosa è sempre già presente, a partire dall’inconscio (l’ineffabile). Poi arrivano i mattoni del nostro DNA, le condizioni strutturali, i corpi delle persone amate, i fantasmi di chi non c’è più, e ogni quadro già dipinto. Tutte queste forze contribuiscono a formare gusti, piaceri e paure: un autoritratto costruito dagli altri. Le fondamenta sono i nostri inizi, le radici che giacciono sottoterra – ed è lo stesso termine (in inglese almeno) per ciò che può accadere alla fine, con la costruzione di un’eredità.”

La mostra si può visitare tutti i giorni presso lo spazio di Gio Marconi in via Tadino 15 Milano

Photo by Roberto Scala