Mostra internazionale di Mail Art “SILENZIO” presso il Palazzo Pignano (CR)

13 giugno 2026 – Mostra internazionale di mail – art
Dopo il successo di Milano e di Ponte Nossa (BG) arriva a Palazzo Pignano (CR) del Centro Culturale Melania,  il tour 2026 di Progetto Metropolis.
La Pro Loco di Palazzo Pignano, in collaborazione con la biblioteca comunale e con il patrocinio del Comune, è lieta di presentare: “SILENZIO” mostra internazionale di Mail – Art. Con 150 opere di 22 nazioni e di 120 artisti a cura di Franco Ballabeni su progetto di Pierangela Brugola. Inaugurazione sabato 13 giugno alle ore 18.00 al Centro Culturale Melania in Via Roma, 26 a Palazzo Pignano. Come colonna sonora dal vivo sono previsti interventi musicali con viola, flauto e clarinetto ad opera di Marco e Gianluca Nuccini, Elio Nocerino e Daniele Carbonin della Metropolis Music Factory, proiezioni video a cura di Maya Lopez Muro e Pierangela Brugola.

Ci sono opere di oltre 100 artisti come Roberto Scala, Giovanni Strada, Ruggero Maggi, Franco Ballabeni e altri.

Rossana La Verde “Quando vuoi, giochiamo insieme” presso la Gallery Room di Milano.

L’11 giugno, alle ore 19, è stata inaugurata la mostra dal titolo “Quando vuoi, giochiamo insieme”,  della giovane artista Rossana La Verde presso la Gallery Room di Milano.

All’interno dello spazio espositivo si sviluppa un percorso composto da una serie di oggetti e installazioni che si muovono in un ambiente asettico, completamente bianco. Palloncini, candele, scivoli e dondoli si disseminano nello spazio, ma l’artista li trasforma in elementi inutilizzabili, alterandone radicalmente la funzione originaria.

Ricoperti di peluche e avvolti da superfici morbide e candide che ne impediscono l’uso, questi oggetti perdono la loro natura di giocattoli destinati all’infanzia e assumono un significato diverso, sospeso tra memoria, fragilità e inquietudine.

A metà serata, La Verde ha realizzato una performance durante la quale ha gonfiato un grande pallone trasparente galleggiante, conficcandovi una serie di puntine colorate. Un gesto simbolico che richiama le ferite, le tensioni e i traumi che possono segnare il periodo infantile, trasformando un oggetto ludico in un’immagine di vulnerabilità e conflitto.

La mostra sarà visitabile fino al 21 di giugno presso la Gallery Room, in via Pietro Calvi 6 a Milano.

Text and Photo by Roberto Scala

Ambrosia Fortuna, “Eravamo notte, ora siamo giorno” al PAC di Milano

Ieri presso il PaAC di Milano si è inaugurata la mostra dal titolo “Eravamo notte, ora siamo giorno” è una collezione aperta e in continua espansione, composta da ritratti fotografici e riprese intime realizzate nell’arco di oltre dieci anni tra Milano e Napoli.

Le immagini che compongono la mostra non nascono da uno sguardo esterno né da una pratica documentaria tradizionale. Sono testimonianze condivise, frutto di una relazione di fiducia e appartenenza costruita nel tempo. Ogni fotografia restituisce una visione interna, maturata all’interno di una rete affettiva e politica profonda, dove l’atto del ritratto diventa uno spazio di riconoscimento reciproco.

La serie raccoglie volti, corpi e gesti di persone che, come l’autrice, hanno vissuto la notte come luogo di identità, trasformazione e sorellanza. Non soltanto performer, ma amiche, amanti e compagne di vita: presenze che abitano l’immagine con la naturalezza e la vulnerabilità di chi si sente accolto e al sicuro.

Fotografie e video, spesso realizzati lontano dalla dimensione spettacolare della performance, si soffermano su momenti di quotidianità condivisa: cene, preparazioni, camerini, attese, conversazioni e confessioni. Ne emerge il ritratto sensibile di una comunità che si racconta attraverso il proprio essere, oltre la rappresentazione e oltre la scena.

L’intero progetto si configura come una narrazione visiva in cui il tempo lascia tracce visibili. I volti mutano, le relazioni si trasformano, le soggettività attraversano processi di cambiamento e ridefinizione. Ciò che rimane costante è il desiderio di esistere, di essere viste e di essere raccontate con delicatezza, rispetto e profonda partecipazione.

la mostra sarà visitabile fino al 16 giugno 2026
presso il Padiglione D’arte Contemporanea in via Palestro 14, Milano
INFO E ORARI
Aperto ore 10:00—19:30
Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

INGRESSO GRATUITO

Photo by Roberto Scala

L’artista B. ZARRO sarà presente il 9 giugno alla CASINO DELL’AURORA DI VILLA BONCOMPAGNI LUDOVISI VIA LOMBARDIA 46 ROMA

9 GIUGNO 2026
CASINO DELL’AURORA DI VILLA BONCOMPAGNI LUDOVISI
VIA LOMBARDIA 46 ROMA
dalle ore 18.30 alle 22.30
“Caravaggio vs Caravaggio. Il confronto impossibile.”
Anche un po’……B. ZARRO .

Può un’opera del Cinquecento diventare materia viva per un artista contemporaneo? Può il concetto stesso di proprietà artistica essere ridefinito attraverso la frammentazione in quote? Può una pala d’altare rinascimentale dialogare con Mick Jagger, con la cultura pop in uno dei luoghi più simbolici della storia dell’arte occidentale?

Sono queste le domande a seguito del nuovo progetto di B.ZARRO, che il prossimo 9 giugno sarà presentato negli spazi del Casino dell’Aurora di Villa Boncompagni Ludovisi, uno dei luoghi iconici del patrimonio artistico mondiale.

La scelta del luogo non è casuale. Il Casino custodisce infatti il celebre “Giove, Nettuno e Plutone”, l’unico dipinto murale realizzato da Michelangelo Merisi da Caravaggio, capolavoro assoluto della pittura europea e opera unica nel percorso dell’artista lombardo.

Sotto questo straordinario affresco, B.ZARRO presenta il proprio intervento sul Sant’Angelo Carmelitano di Polidoro Caldara da Caravaggio, detto Polidoro da Caravaggio, tra originali interpreti del Rinascimento romano e protagonista di una stagione artistica formatasi nella cerchia di Raffaello.

Nasce così un confronto tra due artisti che condividono il nome “Caravaggio” ma appartengono a epoche, linguaggi e visioni differenti.

Da una parte la rivoluzione figurativa di Michelangelo Merisi, che rompe gli schemi dell’arte accademica per dipingere direttamente il vero.

Dall’altra l’operazione di Appropriation Art di B.ZARRO, che utilizza una pala del Cinquecento come terreno di dialogo con il presente, riattivandone i significati attraverso un linguaggio contemporaneo.

L’artista non si limita infatti a reinterpretare l’opera ma la utilizza come dispositivo critico.
Frammenti della cultura POP contemporanea, riferimenti ai Rolling Stones di Mick Jagger si innestano sulla superficie storica del dipinto, generando una riflessione sul rapporto tra Sacro e Profano, memoria e attualità, unicità e riproducibilità, patrimonio e cultura di massa.
L’intervento si inserisce nel percorso di ricerca che B.ZARRO conduce da anni sul concetto di appropriazione artistica, intesa non come negazione del passato ma come possibilità di prolungarne il significato nel presente. Come una nuova stratificazione culturale. Come un ulteriore anello della lunga catena della Storia dell’Arte.
L’Opera è infatti al centro di un innovativo processo di Frammentazione della proprietà attraverso quote reali, un modello che rende possibile la partecipazione condivisa a un bene artistico altrimenti accessibile soltanto a pochi. L’arte diventa così terreno di confronto tra cultura, economia e nuove forme di accesso al patrimonio.
Il progetto solleva alcune domande semplici quanto radicali: chi possiede la Grande Arte? Chi ne stabilisce il valore economico? Chi ne custodisce e diffonde il significato culturale? E come cambia il concetto stesso di collezionismo quando un’opera storica può essere condivisa da una pluralità di soggetti?
In questo senso l’intervento di B.ZARRO non riguarda soltanto una pala del
Cinquecento, ma il futuro stesso della relazione tra patrimonio, mercato e
partecipazione.

L’indagine scientifica sull’intervento è stata curata da Maria Ludmila Pustka, già direttrice dei Laboratori di Restauro dei Musei Vaticani.

Il suo contributo offre una lettura tecnico-conservativa del progetto e del rapporto tra l’opera storica e l’intervento contemporaneo, inserendo la ricerca artistica all’interno di un rigoroso quadro metodologico e scientifico. L’operazione sta già suscitando l’interesse degli ambienti economici e accademici. Secondo Maurizio Dallocchio, professore di Finanza Aziendale presso l’Università Bocconi:
‘’Il progetto Top Centum, Collectors Premium sul Polidoro da Caravaggio apre una riflessione innovativa sul rapporto tra arte e finanza. La possibilità di partecipare in forma condivisa alla proprietà di un’opera rappresenta un modello che merita attenzione sia dal punto di vista culturale sia da quello economico, divenendo di rilevante interesse per tutti coloro che fanno dell’investimento la Professione: come le Banche, le Banche d’Affari ed il Wealth Management’’.

Kaufmann Repetto collettivo Atelier dell’Errore Milano

Ieri sera si è svolta la mostra performance del collettivo Atelier dell’Errore

Sono prodotte in una nuova fase della vita dei membri del collettivo Atelier dell’Errore: gli insetti asessuati dei primi anni sono diventati creature puberi con nuovi attributi anatomici, inequivocabilmente sessuali. I bambini dei laboratori di venti anni fa sono diventati giovani adulti e il sesso è al centro del loro immaginario, dei loro pensieri, dei loro impulsi. Le creature mostruose che un tempo erano concepite come animali custodi contro il bullismo sùbito a scuola diventano creature libidinose, che danno forma al desiderio. L’esplosione di colori acrilici e di tonalità di rosa carne va di pari passo con lo scarto nei soggetti del nuovo ciclo di opere, un ritorno al colore dopo una lunga età dell’oro, che aveva caratterizzato le opere di AdE nell’ultimo periodo.

Photo by Roberto Scala

Francesco Clemente alla triennale di Milano

Presentazione stampa della mostra alla triennale di Milano solo show di Francesco Clemente

In Between esplora la pratica pittorica dell’artista – figura centrale della Transavanguardia italiana – dalla fine degli anni Settanta a oggi, riunendo circa 70 opere.

In mostra dal 29 maggio al 6 settembre 2026

Photo by Roberto Scala

Lorenzo Boselli solo show Dialettica dell’immaginario, alla Gallery Room di Milano

L’artista Lorenzo Boselli alla sua prima personale presso la  Gallery Room di Milano dal titolo “Dialettica dell’immaginario”.

Sono presente una serie di opere pittoriche di straordinaria suggestione pittorica, attraverso un gusto pittorico in stile tipicamente neo espressionista, si intravedono molti riferimenti a Vincent Van Gogh e Paul Gauguin ma con una classe elegante e raffinata.

La dialettica dell’immaginario definisce l’interazione dinamica con il continuo scontro tra la realtà concreta e la proiezione dei proprie aspettative, paure e desideri. È il processo attraverso cui la mente crea mondi, fantasie o illusioni che entrano inevitabilmente in tensione con la vita di tutti i giorni.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino al 30 maggio presso la Gallery Room in Via Pietro Calvi 6 Milano

Joe Storm presenta Kill Me Baby in Via Varanini 6 a Milano

Joe Storm presenta una nuova installazione intitolata “Kill Me Baby”, una serie di dipinti su tela con estintore a lato.

Inserimento del pipistrello, del teschio e spettro nelle nuove opere pittoriche di Joe, il pipistrello rappresenta in molte culture occidentali un elemento di presagio e fortuna; inoltre, essendo animali notturni, vengono spesso associati ai vampiri e ad altre creature della notte, tipiche delle leggende. La raffigurazione del teschio, invece, diventa un simbolo universale potente che rappresenta principalmente la morte, la mortalità e la natura effimera della vita. Invita alla riflessione sulla caducità dell’esistenza, simboleggiando al contempo la trasformazione interiore, la ribellione e la protezione.  Lo spettro si tratta di un fantasma, una figura spettrale per una minaccia incombente.

Tutto mescolato in un unico elemento di forza ed energia.

Venerdì si terrà una serata con cocktail e DJ dalle ore 18 alle 22, evento privato opening presso lo Spazio Showroom in Via Varanini 6 a Milano.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19 fino a domenica 26 aprile 2026 per la chiusura del Fuorisalone.

Testo e foto by Roberto Scala.

L’artista Davide Genna espone fino al 24 aprile presso la galleria d’arte Area 35 a Milano.

L’artista Davide Genna ha inaugurato il 23 marzo la sua mostra personale dal titolo AUTOFICTION,  ed espone fino al 24 aprile presso la galleria d’arte Area 35 a Milano.

La sua mostra personale presenta una serie di opere pittoriche, installazioni e collage realizzati su basi di legno compensato e tela.

La ricerca di Genna spazia nel mondo dell’arte del collage, unisce frammenti di carta, fotografie e materiali tridimensionali su una superficie modulare, spesso integrandosi con la pittura in tecnica mista, per creare opere stratificate e modulari.

La ricerca frenetica di elementi visivi come figure, visi e facce di modelle, che vengono incollati in modo stratificato così da formare un’immagine effimera, incide molto sul lavoro coerente dell’artista.

Egli esplora nuove realtà visive, spaziando dallo stile figurativo a quello astratto.

La mostra sarà visitabile presso la sede di Area35 Art Gallery – Via Vigevano 35, Milano.

Orari di apertura: 24/7 su appuntamento

press@area35artgallery.com

www.area35artgallery.com

Testo e foto by Roberto Scala